Un voto unanime, che supera gli schieramenti politici e certifica la volontà condivisa di difendere uno dei principali poli produttivi del territorio perugino. Il Consiglio comunale di Perugia ha approvato l'urgenza e successivamente la mozione dedicata alla vertenza Stf Loterios Srl, lo stabilimento di Fontignano da mesi alle prese con una grave crisi industriale e occupazionale che tiene con il fiato sospeso lavoratori, famiglie e istituzioni.
L'atto, presentato dai consiglieri comunali Niccolò Ragni (Partito Democratico) e Lorenzo Falistocco (Alleanza Verdi e Sinistra), dal titolo "Monitoraggio dell'evoluzione della vertenza Stf Loterios s.r.l. – stabilimento di Fontignano e coordinamento con Regione Umbria e altre istituzioni locali per la valutazione di eventuali misure volte al mantenimento in loco del sito produttivo", è stato sostenuto da maggioranza e opposizione, dando vita a un fronte istituzionale unitario su una vicenda considerata strategica per il tessuto economico e manifatturiero del territorio.
L'obiettivo - come viene riportato sulle pagine di Perugia Today - è quello di mantenere alta l'attenzione sull'evoluzione della crisi, rafforzare il dialogo con gli altri livelli istituzionali e mettere in campo ogni possibile iniziativa finalizzata alla salvaguardia della produzione e dei livelli occupazionali.
La scelta dell'Aula di esprimersi in maniera compatta rappresenta un segnale politico preciso. La vertenza Stf Loterios viene infatti considerata una questione che travalica il confronto tra maggioranza e opposizione, riguardando direttamente il futuro di decine di lavoratori e la permanenza sul territorio di un'importante realtà produttiva.
Nel corso della discussione è stato ricordato come in gioco non vi siano soltanto i posti di lavoro, ma anche la salvaguardia di un patrimonio industriale costruito negli anni, caratterizzato da competenze altamente specializzate e da un know-how che rappresenta un valore per l'intero comparto manifatturiero umbro.
Proprio per questo il documento approvato impegna formalmente l'Amministrazione comunale a proseguire il monitoraggio costante dell'evoluzione della vertenza, mantenendo un raccordo permanente con la Regione Umbria e con tutte le istituzioni coinvolte per valutare e sviluppare ogni misura utile a preservare il sito produttivo di Fontignano.
L'approvazione della mozione arriva in una fase particolarmente delicata della vicenda aziendale. Negli ultimi mesi la situazione della Stf Loterios si è progressivamente aggravata, tanto da spingere le organizzazioni sindacali Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil a proclamare lo stato di agitazione e un nuovo sciopero di otto ore, accompagnato da un presidio davanti ai cancelli dello stabilimento lo scorso 25 giugno.
Una mobilitazione che ha visto la partecipazione anche di rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, tra cui l'assessora regionale Simona Meloni, i consiglieri regionali Betti e Fabrizio Ricci, oltre allo stesso consigliere comunale Niccolò Ragni.
Le organizzazioni sindacali continuano a chiedere risposte concrete sul futuro dell'azienda, sollecitando un confronto con la proprietà e con il Governo per individuare una soluzione capace di garantire continuità produttiva e occupazionale.
Nel documento illustrato in Consiglio comunale vengono richiamati anche gli elementi di maggiore preoccupazione emersi nelle ultime settimane.
"Le organizzazioni sindacali Fim Cisl, Fiom Cgil e Uilm Uil hanno proclamato lo stato di agitazione e un nuovo sciopero di otto ore lo scorso 25 giugno 2026, con presidio davanti ai cancelli dello stabilimento, a cui hanno preso parte l’assessora regionale Simona Meloni (PD), i consiglieri regionali Betti (PD) e Ricci (AVS) e il consigliere comunale Ragni. Nonostante la proprietà - prosegue la nota dei consiglieri - abbia ribadito, tramite un comunicato stampa, che Stf Loterios non è in vendita e che non sono in corso processi finalizzati alla dismissione del sito, parte dell’immobile che ospita gli impianti è stata soggetta a interruzione della fornitura elettrica e, ad oggi, lo stabilimento risulta sottoposto a procedura di sfratto. L’assessore regionale allo Sviluppo economico e alle Politiche del lavoro, Francesco De Rebotti, ha trasmesso al Ministero delle Imprese e del Made in Italy una richiesta urgente di apertura di un tavolo di confronto nazionale sulla vertenza".
Si tratta di elementi che alimentano le preoccupazioni dei lavoratori e delle istituzioni, soprattutto in considerazione della rilevanza strategica dello stabilimento e del rischio che la crisi possa avere ripercussioni sull'intero indotto produttivo del territorio.
Parallelamente all'iniziativa del Consiglio comunale, prosegue il lavoro della Regione Umbria sul fronte istituzionale.
Nei giorni scorsi l'assessore regionale allo Sviluppo economico e alle Politiche del lavoro Francesco De Rebotti ha infatti inviato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy una richiesta urgente per l'apertura di un tavolo nazionale dedicato alla vertenza.
L'obiettivo è riunire attorno allo stesso tavolo proprietà, organizzazioni sindacali e rappresentanti istituzionali, così da individuare soluzioni condivise in grado di garantire prospettive concrete allo stabilimento di Fontignano e scongiurare ulteriori aggravamenti della crisi.
Al termine della seduta, i consiglieri Niccolò Ragni e Lorenzo Falistocco hanno sottolineato il significato politico del voto espresso dall'Aula.
"C'è in ballo la tutela di un patrimonio produttivo e occupazionale di eccellenza e di competenze tecniche specializzate", hanno ribadito, evidenziando come la mozione rappresenti uno strumento per mantenere alta l'attenzione sulla vertenza e accompagnare il percorso di confronto istituzionale. I due consiglieri hanno inoltre evidenziato che il voto unanime rappresenta anche "la conferma della vicinanza della maggioranza comunale ai lavoratori che si battono per il mantenimento dei livelli occupazionali e della qualità produttiva", rimarcando la volontà condivisa di sostenere ogni iniziativa utile a garantire un futuro allo stabilimento.