Torna al centro dell’attenzione uno dei casi più complessi e simbolici della tutela del patrimonio culturale italiano: quello della statua dell’Atleta vittorioso attribuito a Lisippo, protagonista di un convegno in programma a Gubbio.
L’appuntamento è fissato per sabato 28 marzo 2026 presso la sala Capogrossi del Park Hotel “Ai Cappuccini”, dove studiosi, magistrati e rappresentanti delle istituzioni si confronteranno sul tema “Il caso della statua di Lisippo”.
A presentare l’iniziativa sarà il dottor Sergio Matteini Chiari, presidente del Centro Studi Giuridici della Città di Gubbio, promotore di un evento che si propone di analizzare, sotto diversi profili, una vicenda che da decenni coinvolge Italia e Stati Uniti.
La statua di Lisippo, esposta al J. Paul Getty Museum di Malibu, California, rappresenta oggi molto più di un capolavoro dell’arte greca classica: è diventata un simbolo del confronto internazionale sulla restituzione dei beni culturali.
Il convegno, patrocinato dalla Provincia di Perugia e dal Comune di Gubbio, si aprirà con i saluti istituzionali e si articolerà in due sessioni, una mattutina e una pomeridiana, entrambe dedicate all’analisi del caso sotto il profilo giuridico, storico e operativo.

La storia della statua affonda le sue radici negli anni Sessanta, quando un peschereccio di Fano recuperò casualmente l’opera tra le reti, al largo del Monte Conero.
Si trattava di una scoperta straordinaria, ma inizialmente non compresa nella sua portata. I pescatori portarono la statua a terra e la nascosero, temendo possibili sequestri, dando così avvio a una vicenda complessa e controversa.
Nel giro di pochi anni, l’opera entrò nel circuito del mercato antiquario, passando attraverso intermediari e trasferimenti irregolari, lasciando tracce del suo passaggio anche a Gubbio fino ad arrivare negli Stati Uniti.
Negli anni Settanta la statua venne acquistata dal Getty Museum di Malibu, dove è tuttora esposta. Da quel momento, lo Stato italiano ha avviato una lunga battaglia legale per ottenerne la restituzione.
Secondo le autorità italiane, il recupero sarebbe avvenuto in acque di competenza nazionale e l’esportazione sarebbe stata illegittima. Le sentenze italiane hanno riconosciuto queste tesi, disponendo anche la confisca dell’opera.
Tuttavia, il museo statunitense continua a sostenere la legittimità dell’acquisto, dando vita a un contenzioso internazionale ancora aperto.

Il convegno di Gubbio entrerà nel vivo con una prima sessione dal titolo “La tutela dei beni culturali nella dottrina, nella giurisprudenza e nell’attuazione operativa”, presieduta da Cesare Mirabelli, presidente emerito della Corte costituzionale.
Interverranno figure di primo piano del panorama istituzionale e giuridico:
Francesca Valentini, Soprintendente Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria
Andrea Gentili, Consigliere della Corte Suprema di Cassazione
il generale Antonio Petti, comandante del Comando Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale
Stefania Bisaglia, Maria Grazia Fichera e Sara Linda Russo del Ministero della Cultura
A chiudere la sessione sarà il professor Rodolfo Battistini, storico dell’arte, con una relazione dal titolo “Il Giovane Vittorioso e conteso”, che offrirà una lettura storico-artistica dell’opera.

Nel pomeriggio il confronto proseguirà con una seconda sessione presieduta da Stefano Mogini, presidente aggiunto della Corte Suprema di Cassazione.
Ad aprire gli interventi sarà il film-maker Francesco Furiassi, seguito da una serie di testimonianze dirette dei protagonisti della vicenda.
Tra questi:
il magistrato Sergio Matteini Chiari
il magistrato Silvia Cecchi
l’avvocato dello Stato Lorenzo D’Ascia
A chiudere i lavori sarà l’avvocato Marco Luigi Marchetti, vicepresidente del Centro Studi Giuridici della Città di Gubbio.
Il caso della statua di Lisippo si colloca al centro di un dibattito più ampio che riguarda il rapporto tra Stati, istituzioni culturali e mercato dell’arte.
“Non è solo una questione di proprietà, ma di identità e memoria” è il filo conduttore che emerge da questa vicenda, in cui il valore simbolico dell’opera si intreccia con questioni giuridiche complesse.
Il convegno rappresenta dunque un’occasione per approfondire non solo il caso specifico, ma anche le dinamiche che regolano la circolazione dei beni culturali a livello internazionale.
La scelta di Gubbio come sede dell’incontro non è casuale. La città si conferma ancora una volta luogo di confronto e riflessione su temi di rilievo nazionale e internazionale.
Attraverso iniziative come questa, il territorio si inserisce in un dibattito globale, contribuendo a mantenere alta l’attenzione su questioni cruciali come la tutela e la valorizzazione del patrimonio culturale.

A distanza di decenni dal ritrovamento, la storia della statua di Lisippo resta irrisolta, sospesa tra sentenze, rivendicazioni e posizioni contrapposte.
Il convegno di Gubbio si inserisce in questo scenario come momento di approfondimento e confronto, capace di riunire competenze diverse attorno a un tema che continua a interrogare il diritto, la politica e la cultura.
Un’occasione per riflettere su una vicenda che, ancora oggi, rappresenta uno dei casi più emblematici della tutela del patrimonio artistico italiano nel mondo.