Mentre Gubbio si raccoglie attorno alla famiglia di Cristian Cappannelli, il ventiduenne morto in seguito al tragico incidente avvenuto sulla SS 219 Pian d’Assino, torna con forza al centro del dibattito pubblico il tema della sicurezza lungo una delle arterie più importanti dell’Umbria.
La giornata di oggi è segnata dal dolore per l'ultimo saluto al giovane eugubino nella chiesa di Madonna del Ponte, ma anche dalla ricerca di risposte concrete per una strada che da anni continua a registrare un numero di incidenti che appare incompatibile con gli standard di sicurezza che cittadini e istituzioni hanno il diritto di pretendere.

A rilanciare la questione è stata la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti, che ha inviato una nuova lettera al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e ai vertici di Anas.
Nella missiva la presidente regionale utilizza parole che non lasciano spazio a interpretazioni.
«Torno a scrivervi in merito alla drammatica e non più sostenibile situazione in cui versa la SS 219 Pian d'Assino», afferma Proietti, definendo «urgentissimo» interrompere quella che descrive come una vera e propria scia di sangue.
Secondo la presidente, l'incidentalità raggiunta lungo questo tratto stradale impone una risposta istituzionale coordinata e immediata.

«L'incidentalità su questo tratto ha raggiunto livelli che rendono drammaticamente urgente una forte sinergia istituzionale per individuare e attuare tutte le opportune misure a tutela della vita degli automobilisti», scrive.
La richiesta si articola su due direttrici principali: da un lato interventi immediati di messa in sicurezza dell'attuale tracciato, dall'altro il completamento del progetto di raddoppio a quattro corsie dell'intera infrastruttura, considerato dalla Regione l'unico intervento strutturale capace di garantire standard adeguati nel lungo periodo.
La SS 219 non è una semplice strada di collegamento locale. È il principale asse viario che collega Gubbio, l'Alta Umbria, parte delle Marche e numerose attività produttive e turistiche.
Negli anni il territorio ha più volte chiesto interventi risolutivi. Lo stesso sindaco di Gubbio, Vittorio Fiorucci, aveva inserito il tema tra le priorità della propria azione amministrativa, sollecitando il Governo e il Ministero delle Infrastrutture.

La lettera della presidente Proietti rappresenta oggi un nuovo tentativo di riportare la questione all'attenzione nazionale.
Il problema, tuttavia, non riguarda soltanto le risorse economiche necessarie per eventuali ampliamenti o ammodernamenti. Riguarda anche il modo in cui la strada viene quotidianamente utilizzata.
Sarebbe però riduttivo attribuire ogni responsabilità esclusivamente alle caratteristiche dell'infrastruttura.
La SS 219 presenta certamente elementi di criticità che meritano attenzione, ma resta un dato oggettivo che lungo diversi tratti vigono limiti di velocità ben precisi, spesso fissati a 70 chilometri orari, e che il rispetto delle norme del Codice della Strada costituisce il primo strumento di prevenzione.

Velocità eccessiva, distrazione, sorpassi azzardati, mancato rispetto delle distanze di sicurezza e guida non adeguata alle condizioni del traffico possono trasformare qualsiasi strada in un luogo ad alto rischio.
Chi percorre quotidianamente la Pian d'Assino conosce bene le sue caratteristiche e proprio per questo dovrebbe adottare livelli di prudenza ancora maggiori.
La consapevolezza della pericolosità di un'infrastruttura deve tradursi in una maggiore attenzione alla guida e non in un atteggiamento di rassegnazione.
Accanto agli interventi infrastrutturali appare quindi indispensabile una grande campagna di sensibilizzazione rivolta ai cittadini.
La sicurezza stradale non dipende esclusivamente da guard rail, rotatorie o ampliamenti di carreggiata. Dipende anche dai comportamenti individuali.
In molte realtà europee le campagne educative hanno contribuito a ridurre sensibilmente il numero degli incidenti attraverso un lavoro costante di informazione e responsabilizzazione degli automobilisti.
Anche per la Pian d'Assino potrebbe essere utile affiancare alle richieste di intervento rivolte ad Anas e al Ministero una forte iniziativa culturale sul rispetto delle regole della circolazione.

La lettera della presidente Proietti coglie un punto fondamentale: non è più accettabile considerare inevitabile il susseguirsi di incidenti gravi e mortali.
Ogni tragedia rappresenta una storia personale, una famiglia colpita, una comunità ferita.
Per questo è legittimo e doveroso chiedere che le istituzioni competenti individuino soluzioni efficaci per ridurre il rischio lungo la SS 219.
Allo stesso tempo, sarebbe un errore attendere esclusivamente interventi esterni senza promuovere una maggiore responsabilità individuale.
La sicurezza nasce dall'incontro tra infrastrutture adeguate e comportamenti corretti. Una strada può e deve essere resa più sicura, ma nessuna opera pubblica potrà mai sostituire il buon senso, il rispetto delle regole e la prudenza di chi si trova al volante.
La speranza è che il dolore per la perdita di Cristian Cappannelli possa trasformarsi in uno stimolo concreto per accelerare gli interventi richiesti da anni e, nello stesso tempo, per rafforzare una cultura della guida responsabile che rappresenta la prima e più efficace forma di prevenzione.