14 May, 2026 - 15:00

Spoleto, finge di essere un carabiniere e truffa un’anziana: arrestato 21enne dopo il ritiro di soldi e gioielli

Spoleto, finge di essere un carabiniere e truffa un’anziana: arrestato 21enne dopo il ritiro di soldi e gioielli

Ancora un’anziana finita nel mirino dei truffatori. Ancora una telefonata carica di tensione, costruita facendo leva sulla paura e sull’ansia di un familiare in difficoltà. E ancora una volta lo schema è quello ormai tristemente noto: un falso appartenente alle forze dell’ordine, una presunta emergenza giudiziaria e la richiesta immediata di denaro e gioielli per “risolvere il problema”.

Questa volta, però, il piano si è interrotto pochi minuti dopo la consegna del denaro grazie all’intervento dei Arma dei Carabinieri della Compagnia di Spoleto, che hanno arrestato un 21enne di origine egiziana ritenuto responsabile di truffa aggravata ai danni di una donna anziana residente nel territorio spoletino.

La telefonata shock e il ritiro di denaro e gioielli

Secondo quanto ricostruito dai militari, la segnalazione è arrivata al numero unico di emergenza 112 attraverso la nuora della vittima, insospettita da quanto stava accadendo all’interno dell’abitazione dell’anziana.

La donna era stata contattata telefonicamente da un uomo che si era presentato come un carabiniere. Con tono deciso e allarmante, il falso militare aveva riferito di una presunta problematica giudiziaria che coinvolgeva il figlio dell’anziana. Una situazione descritta come urgente e delicata, tanto da richiedere l’immediata consegna di denaro e oggetti preziosi per evitare conseguenze penali.

È il copione classico di una truffa che continua purtroppo a ripetersi con impressionante frequenza. I malviventi studiano le vittime, ne sfruttano le paure e costruiscono un clima di forte pressione psicologica, inducendole ad agire senza il tempo necessario per riflettere o chiedere conferme ai familiari.

Pochi minuti dopo la telefonata, un uomo si è presentato nei pressi dell’abitazione della donna per ritirare quanto richiesto. L’anziana, convinta della gravità della situazione, ha consegnato alcuni monili in oro e una somma in contanti pari a 4.600 euro.

La rapidità dell’intervento dei carabinieri si è però rivelata decisiva. I militari della Compagnia di Spoleto sono riusciti a localizzare il sospettato a poche centinaia di metri dall’abitazione della vittima, bloccandolo prima che potesse allontanarsi definitivamente dalla zona.

Nel corso della successiva perquisizione personale, i carabinieri hanno rinvenuto nella disponibilità del giovane la somma contante di 4.600 euro, diversi gioielli in oro e un orologio da donna. Parte della refurtiva era stata abilmente occultata all’interno di una scarpa custodita nello zaino del 21enne.

Gli accertamenti successivi hanno consentito agli investigatori di ricostruire dettagliatamente la dinamica dei fatti e raccogliere gravi elementi indiziari a carico del giovane. Al termine delle formalità di rito, il 21enne è stato arrestato e trattenuto nelle camere di sicurezza della Compagnia di Spoleto in attesa dell’udienza per direttissima. Il giudice del Tribunale di Spoleto ha poi convalidato l’arresto, disponendo nei confronti dell’indagato la misura del divieto di dimora in Umbria. L’intera refurtiva è stata restituita alla legittima proprietaria, ancora fortemente scossa per quanto accaduto.

Da Spoleto a Gubbio, cresce l’allarme per le truffe agli anziani

Negli ultimi mesi, infatti, le forze dell’ordine umbre hanno registrato diversi tentativi di raggiro ai danni di persone anziane, spesso messi in atto con modalità quasi identiche. Uno degli episodi più recenti si è verificato a Gubbio nella notte dello scorso 4 maggio. Anche in quel caso i truffatori si erano presentati sotto false generalità, fingendosi appartenenti alla Guardia di Finanza. Il pretesto utilizzato era quello di una presunta indagine legata a una rapina. Con abilità e sangue freddo, i malviventi erano riusciti a entrare nell’abitazione della vittima, sottraendo diversi monili in oro e lasciando la persona coinvolta in un forte stato di shock. Le analogie tra i due episodi confermano un dato ormai evidente: dietro queste truffe esistono spesso gruppi organizzati che si muovono rapidamente da una provincia all’altra, utilizzando tecniche ormai collaudate e puntando soprattutto su vittime considerate più vulnerabili.

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Lorenzo Farneti
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