Alla Rocca Albornoz – Museo Nazionale del Ducato di Spoleto prende vita un progetto espositivo dalla forte valenza culturale e simbolica: la mostra personale di Marco Nereo Rotelli dal titolo “PPP – Pound Poesia Pasolini”, un percorso artistico che mette in dialogo due figure centrali del Novecento, Ezra Pound e Pier Paolo Pasolini, attraverso opere storiche che riflettono sul potere della parola, sulle sue contraddizioni e sulla sua capacità di attraversare il tempo.
L’esposizione, inaugurata ufficialmente nel cuore della città umbra, sarà visitabile fino al 13 settembre e si inserisce in un più ampio progetto di valorizzazione del patrimonio culturale promosso dai Musei nazionali di Perugia – Direzione regionale Musei nazionali Umbria, in collaborazione con la Fondazione Festival dei Due Mondi di Spoleto.
Il fulcro della mostra ruota attorno al celebre incontro avvenuto nel 1967 tra Ezra Pound e Pier Paolo Pasolini, due intellettuali profondamente distanti per visione estetica, politica e poetica, ma accomunati da una radicale tensione verso la parola come forma assoluta di espressione. L’episodio, oggi riletto in chiave critica e simbolica, viene riproposto al pubblico anche attraverso un video concesso dalle Teche Rai, che documenta quel momento storico diventato nel tempo oggetto di interpretazioni e riletture.
L’intero progetto espositivo si sviluppa come una riflessione non celebrativa, ma interrogativa. La mostra non intende infatti fissare un’agiografia dei due autori, bensì indagare il ruolo del poeta nella società contemporanea, tra incomprensioni, marginalità, processi culturali e giudizi storici.
Oltre alle installazioni principali, il percorso espositivo presenta alcune opere emblematiche della ricerca di Marco Nereo Rotelli, tra cui tre grandi lastre d’acciaio che riportano le sentenze processuali contro Pier Paolo Pasolini. Queste opere, già esposte nel 2001 alla Biennale di Venezia nella mostra “Platea dell’Umanità” diretta da Harald Szeemann, fanno parte del ciclo “Bunker Poetico” e rappresentano una riflessione visiva sulla violenza giudiziaria e culturale che ha attraversato la vita dello scrittore e regista.
Le lastre non sono soltanto testimonianze storiche, ma diventano superfici di memoria attiva, che trasformano il documento in linguaggio artistico, restituendo al pubblico la complessità di una figura che ha segnato profondamente il dibattito culturale del Novecento.
Oltre a esse trovano spazio le “Porte poetiche”, opere dedicate a Ezra Pound che attraversano il tema del passaggio, del viaggio e della soglia conoscitiva. In queste installazioni la poesia si trasforma in esperienza fisica e percettiva, superando il confine della pagina scritta per diventare materia, spazio e attraversamento simbolico.
Un ruolo significativo all’interno del percorso espositivo è affidato anche al reading poetico di Davide Rondoni, che accompagna e amplifica il dialogo tra le opere. La sua voce si inserisce come ulteriore livello interpretativo, restituendo alla parola poetica una dimensione performativa e contemporanea.
L’insieme del progetto, come sottolineato in occasione del vernissage, nasce dall’intenzione di non limitarsi alla commemorazione, ma di aprire uno spazio di riflessione sul destino del poeta nella società contemporanea, sulla sua esposizione al conflitto e sulla capacità della parola di resistere alle trasformazioni del tempo.
La scelta di Spoleto come sede della mostra assume un significato ulteriore e profondamente simbolico. La città fu infatti teatro della “Settimana della poesia”, iniziativa voluta da Giancarlo Menotti, durante la quale Pound e Pasolini si incontrarono in un contesto segnato da tensioni interpretative e da un dialogo mai del tutto risolto.
Oggi, a distanza di decenni, quel confronto torna a vivere attraverso l’arte contemporanea, che lo rilegge non come episodio isolato, ma come frammento di una più ampia riflessione sulla funzione della cultura e sulla responsabilità degli intellettuali.