15 Aug, 2026 - 12:05

Siena, la Chiocciola parla eugubino: il legame con Gubbio passa dalla Beata Santuccia Terrabotti

Siena, la Chiocciola parla eugubino: il legame con Gubbio passa dalla Beata Santuccia Terrabotti

C’è un legame antico e poco conosciuto che unisce Gubbio alla Contrada della Chiocciola di Siena.

A riportarlo alla luce è un articolo firmato da Euro Grilli, pubblicato sul Corriere dell’Umbria, nel quale viene ricostruita una storia che affonda le proprie radici nel XIII secolo e ruota attorno alla figura della Beata Santuccia Terrabotti, religiosa nata a Gubbio.

Il punto di partenza è il Palio dell’Assunta. Tra le contrade protagoniste figura anche la Chiocciola e proprio da una pubblicazione legata alla contrada senese, L’Affogasanti, emerge un riferimento diretto alla città eugubina.

Nel testo citato da Grilli viene ricordata infatti una memoria contenuta nel secondo libro delle delibere della Contrada. A margine compare l’annotazione relativa al «Trasporto dell’Immagine di Maria SS.ma alle Monache della Madonna». Da qui prende avvio la ricostruzione storica.

La traccia nel Diario Senese

Per capire chi fossero le cosiddette “Monache della Madonna”, la fonte senese richiamata nell’articolo di Euro Grilli si affida al Diario Senese di Girolamo Gigli.

Il passo ricorda un convento che sarebbe stato in precedenza intitolato a Sant’Agnese e che, secondo la tradizione, sarebbe stato fondato a Siena nel 1273 dalla Beata Santuccia da Gubbio.

Nel testo riportato nell’articolo si legge che il convento sarebbe stato «quello, che in Siena fondò la Beata Santuccia da Gubbio nel 1273».

Un dettaglio importante riguarda anche un’altra religiosa eugubina, Sperandia, indicata come compagna della Beata. Da questa presenza potrebbe derivare persino il nome della vicina strada detta delle Sperandie.

È proprio questo passaggio a rendere particolarmente interessante il collegamento tra Siena e Gubbio: non un semplice richiamo devozionale, ma una presenza religiosa eugubina concretamente inserita nella storia urbana e spirituale della città toscana.

Chi era Santuccia Terrabotti

L’articolo di Euro Grilli ricostruisce poi il profilo della Beata Santuccia Terrabotti, definita una delle figure più importanti della spiritualità femminile medievale eugubina.

Nata a Gubbio nel XIII secolo, tra il 1230 e il 1237, morì a Roma nel 1305. Ebbe una figlia, Giulia, morta in tenera età. Dopo questa tragedia, d’accordo con il marito, decise di consacrarsi interamente alla vita religiosa, mentre anche il consorte scelse la via monastica.

In una prima fase della sua esperienza spirituale, Santuccia fu guidata dal Beato Sperandio, allora abate del monastero di San Pietro a Gubbio.

Ma la sua importanza va molto oltre la scelta personale di vita religiosa.

L’intuizione delle “Santucce”

Secondo quanto ricostruito da Grilli, Santuccia non si limitò a fondare un singolo monastero.

La sua grande intuizione fu quella di creare una vera e propria congregazione di monasteri femminili, le cosiddette “Santucce”.

Questa rete arrivò a diffondersi in numerose città dell’Italia centrale e settentrionale: Perugia, Cagli, Rimini, Città di Castello, Sansepolcro, Arezzo, Fabriano, Costacciaro, Sassoferrato, Urbino, Forlì, Bologna, Firenze, Cesena, Faenza, Modena, Montefalco e Roma.

E, naturalmente, anche Siena.

Questo dato conferma il ruolo tutt’altro che marginale della religiosa eugubina. Santuccia non fu semplicemente una monaca legata alla devozione personale, ma una figura capace di creare una struttura religiosa diffusa e organizzata, con una presenza territoriale ampia.

Il legame con Siena e la Chiocciola

È proprio questa rete monastica a spiegare il rapporto con la Contrada della Chiocciola.

Il convento ricordato nelle carte senesi rappresenta infatti una delle tracce della diffusione della congregazione legata a Santuccia. È attraverso questa presenza che Gubbio entra nella storia della Chiocciola, lasciando una testimonianza che sopravvive nei documenti e nella memoria della contrada.

L’articolo di Euro Grilli ha dunque il merito di riportare all’attenzione un collegamento che rischierebbe altrimenti di rimanere confinato negli archivi o nelle pubblicazioni interne alla contrada.

«La Chiocciola parla eugubino», come recita il titolo scelto dal giornalista, non è dunque soltanto una suggestione giornalistica, ma la sintesi di un rapporto storico documentato.

Una memoria che torna a Gubbio

L’articolo ricorda anche che le spoglie della Beata Santuccia furono successivamente trasferite a Gubbio e che la Cattedrale dei Santi Mariano e Giacomo conserva un riferimento esplicito alle Beate Gennara e Santuccia, nella cappella del Santissimo Sacramento.

Il percorso della religiosa si chiude dunque idealmente nella città dalla quale era partita.

Da Gubbio a Siena, da Siena a Roma, passando attraverso una rete di monasteri diffusa in molte città italiane, la vicenda di Santuccia Terrabotti racconta una dimensione della storia eugubina forse meno conosciuta rispetto a quella civica e monumentale, ma non meno importante.

Ed è proprio grazie alla ricostruzione proposta da Euro Grilli che questo antico filo torna oggi visibile: un legame tra Gubbio e Siena nato nel Medioevo e ancora capace di riaffiorare, secoli dopo, alla vigilia del Palio dell’Assunta.

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Mario Farneti
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