Torna a riaccendersi in Umbria il confronto sulla dotazione degli organici della Polizia di Stato nei presidi territoriali della provincia di Perugia. A riportare l'attenzione sulla situazione sono il Silp Cgil, con il segretario regionale umbro Libero Luchini e il segretario provinciale di Perugia Mirko Cerasoli, che denunciano una persistente e, secondo il sindacato, ormai “gravissima” carenza di personale nei commissariati di Foligno e Città di Castello.
La questione, spiegano i rappresentanti sindacali, non riguarderebbe soltanto le condizioni di lavoro degli agenti, ma avrebbe ricadute dirette sulla capacità dei due commissariati di assicurare tutte le attività loro affidate: dalla presenza sul territorio alla vigilanza delle principali arterie stradali e delle stazioni, fino ai servizi amministrativi e alla gestione dell'ordine pubblico.
“Preoccupante situazione dei Commissariati di Pubblica sicurezza di Foligno e Città di Castello a causa della gravissima carenza di personale”, è la definizione utilizzata dal Silp Cgil, che torna così su una criticità già segnalata negli anni precedenti e che, secondo il sindacato, non avrebbe trovato finora una risposta adeguata. Anche la struttura regionale del Silp Cgil aveva già indicato nel 2025 i due commissariati tra quelli maggiormente in difficoltà sul fronte degli organici.
Il punto sollevato dal sindacato è innanzitutto quello della disponibilità effettiva di personale. Una carenza che, secondo Luchini e Cerasoli, si riflette sulla possibilità di garantire con continuità l'insieme delle funzioni proprie dei commissariati.
“inevitabili, gravi e frequenti ripercussioni sull’efficienza dei basilari servizi demandati alle Forze di polizia, come ad esempio il controllo del territorio, la vigilanza delle principali arterie stradali e delle stazioni, le pratiche amministrative richieste dai cittadini (passaporti, licenze di porti d’arma, permessi di soggiorno) e la gestione dell’ordine pubblico”.
È una fotografia che mette insieme due dimensioni della sicurezza: quella immediatamente percepibile dalla cittadinanza, rappresentata dalla presenza delle pattuglie e dal controllo del territorio, e quella meno visibile ma altrettanto importante degli uffici, delle pratiche amministrative e della gestione delle attività di pubblica sicurezza.
Per il Silp Cgil, dunque, la questione dell'organico non può essere affrontata come un problema esclusivamente interno alla Polizia di Stato. La disponibilità di personale viene infatti collegata direttamente alla capacità dei presidi territoriali di rispondere alle esigenze di cittadini e comunità.
L'elemento che ha riacceso la protesta è rappresentato, secondo quanto riferiscono i due segretari, dalle più recenti assegnazioni di personale decise a livello ministeriale.
Il sindacato sottolinea di aver accolto positivamente i rinforzi destinati ad altri uffici, compresi i commissariati di Assisi e Spoleto, ma contesta la mancata inclusione di Foligno e Città di Castello nei provvedimenti di assegnazione.
“Entrando nello specifico - spiegano Luchini e Cerasoli -, abbiamo esternato al questore che, a seguito delle recenti assegnazioni di personale decise a livello ministeriale e rivolte esclusivamente ad alcuni uffici della Questura e ai Commissariati di Assisi e Spoleto, delle quali siamo ben lieti, non comprendevamo come fosse stato possibile l’aver ignorato i presidi di Foligno e Città di Castello, entrambi in estrema sofferenza da anni, e il fatto che tali trasferimenti di personale siano stati, ogni volta, anticipati dai proclami di esponenti politici locali e del Governo; il tutto in un clima di generale rassegnazione e indifferenza da parte delle istituzioni preposte che erano perfettamente consapevoli di tali problematiche”.
Il sindacato pone quindi una questione di equilibrio nella distribuzione delle risorse. L'obiettivo, nella lettura del Silp, non è contestare gli interventi effettuati negli altri presidi, ma chiedere che anche i territori che da tempo segnalano difficoltà possano beneficiare di un adeguato rafforzamento degli organici.
La protesta arriva dopo una serie di interlocuzioni che il sindacato afferma di aver avuto con i vertici provinciali della sicurezza. Il Silp Cgil riferisce di aver rappresentato la situazione sia al questore di Perugia, Dario Sallustio, sia al prefetto di Perugia, Francesco Zito, nel corso degli incontri con il personale dei due commissariati.
Secondo quanto riferito dal sindacato, i vertici territoriali avrebbero riconosciuto l'esistenza delle criticità e assicurato che la questione sarebbe stata sottoposta alle autorità competenti.
“Nel corso di vari incontri avuti con il personale dei due Commissariati - fanno sapere ancora i segretari -, sia il questore Sallustio che il prefetto di Perugia, Francesco Zito avevano rappresentato di essere perfettamente consci della situazione e avevano rassicurato che la questione sarebbe stata certamente affrontata e risolta dalle competenti autorità. Nel fornire tali rassicurazioni, gli stessi avevano comunque chiesto un ulteriore sacrificio a tutto il personale dei commissariati di Foligno e Città di Castello; la risposta non si è fatta attendere e anche i risultati. Nonostante ciò, nulla è stato fatto, nessun rinforzo è stato assegnato ai due commissariati. Anzi, alcuni agenti lì in servizio sono andati in pensione e altri trasferiti e aggregati ad altre sedi; il tutto ad amplificare la già gravissima situazione”.
È proprio questo passaggio a rappresentare uno dei punti di maggiore tensione della vicenda. Secondo il sindacato, infatti, agli agenti sarebbe stato richiesto uno sforzo aggiuntivo in attesa di un intervento sugli organici che, almeno finora, non si sarebbe concretizzato.
Di fronte alla situazione denunciata, il Silp Cgil ha deciso di coinvolgere direttamente la Regione. Il 19 agosto, Luchini e Cerasoli hanno scritto alla presidente dell'Umbria Stefania Proietti, chiedendo un incontro per illustrare le criticità e rappresentare le proprie preoccupazioni.
“Profondamente amareggiati e delusi delle rassicurazioni che avevamo ricevuto, il 19 agosto abbiamo scritto una lettera alla presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti - rendono noto Luchini e Cerasoli -, alla quale abbiamo rappresentato le nostre preoccupazioni e chiesto un incontro che, ci auguriamo, voglia concederci al più presto”.
Per il Silp Cgil uno dei principali effetti della carenza di personale riguarda la possibilità di assicurare un adeguato controllo del territorio. La presenza degli operatori non coincide soltanto con l'attività investigativa o con la risposta alle emergenze, ma comprende un sistema articolato di prevenzione, vigilanza e intervento. Le criticità segnalate riguardano, tra gli altri aspetti, il presidio delle principali arterie stradali e delle stazioni, attività che richiedono personale e una programmazione dei servizi compatibile con le risorse disponibili.
A questo si aggiungono le attività amministrative svolte quotidianamente dagli uffici di polizia: rilascio dei passaporti, pratiche relative alle licenze di porto d'arma e gestione dei permessi di soggiorno. Servizi che rappresentano il punto di contatto più diretto tra molti cittadini e l'amministrazione della pubblica sicurezza. È su questo insieme di funzioni che il sindacato chiede di intervenire, sostenendo che una dotazione organica insufficiente rischia inevitabilmente di aumentare la pressione sugli operatori rimasti in servizio.
Il sindacato collega esplicitamente la questione degli organici alle conseguenze che potrebbero prodursi sul piano della sicurezza.
“Il Silp Cgil, che da sempre è impegnato a garantire migliori condizioni di lavoro agli operatori di polizia e che pretende il rispetto delle regole sancite dal contratto di lavoro, è perfettamente consapevole che la situazione segnalata sta già avendo e continuerà ad avere delle negative ripercussioni sulla sicurezza dei cittadini e sui servizi che gli uffici di polizia devono garantire e perciò, per il futuro, si riserva di intraprendere ulteriori iniziative volte alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica su quanto sta accadendo a Foligno e Città di Castello”.
La posizione del sindacato, quindi, non si ferma alla richiesta di nuove assegnazioni. Luchini e Cerasoli preannunciano infatti la possibilità di ulteriori iniziative pubbliche qualora la situazione non dovesse trovare una risposta.
La vicenda ha nel frattempo superato il livello provinciale e regionale. Secondo quanto riferito dal Silp Cgil, della situazione si è interessata anche la segreteria nazionale del sindacato, che ha sottoposto il caso direttamente al Dipartimento della Pubblica Sicurezza.
L'obiettivo è portare all'attenzione dei vertici nazionali le difficoltà organizzative denunciate nei due commissariati umbri e le conseguenze che, secondo la rappresentanza sindacale, ne deriverebbero sul piano funzionale e gestionale.
Il passaggio al livello nazionale assume particolare rilievo perché le assegnazioni e la distribuzione degli organici della Polizia di Stato dipendono da decisioni che superano la dimensione locale. Il confronto sul futuro dei due commissariati dovrà quindi necessariamente coinvolgere le amministrazioni competenti a livello centrale.