04 Jan, 2026 - 07:30

Servizi cimiteriali di Terni, scontro frontale sull’in-house: il M5S accusa sprechi e caos, Batini replica “abbiamo chiuso la mangiatoia”

Servizi cimiteriali di Terni, scontro frontale sull’in-house: il M5S accusa sprechi e caos, Batini replica “abbiamo chiuso la mangiatoia”

Il terreno è quello delicato dei servizi cimiteriali, il clima è da scontro politico aperto. A Terni la scelta dell’amministrazione Bandecchi di affidare la gestione a Terni Reti, società partecipata al 100 per cento dal Comune, riaccende il confronto tra modelli di amministrazione pubblica e ricorso ai privati. Il Movimento 5 Stelle parla di un’operazione costosa e mal organizzata, segnata da carenze di personale e affidamenti esterni d’urgenza. Di segno opposto la lettura di Alternativa Popolare, che con Claudio Batini rivendica l’internalizzazione come una rottura netta contro vecchi interessi e sprechi e contro gli interessi privati nella gestione della cosa pubblica.

Dai proclami sull’efficienza ai problemi operativi: il M5S contro la gestione affidata a Terni Reti

Secondo il Movimento 5 Stelle di Terni, la distanza tra annunci e realtà sarebbe ormai evidente. “Prima l’annuncio in grande stile, poi la realtà che presenta il conto”, scrivono i pentastellati, collegando la vicenda dei cimiteri a un copione già visto in altri settori della gestione comunale. “È successo con le strade, ora sta succedendo con i cimiteri”.

Nel mirino finisce l’avvio del nuovo servizio. Nonostante le rassicurazioni arrivate a fine dicembre dall’assessore Sergio Cardinali, secondo cui il sistema sarebbe partito regolarmente il 2 gennaio, il Comune si sarebbe trovato subito in difficoltà. “Il giorno dell’avvio del nuovo sistema la città scopre che manca il personale per svolgere le tumulazioni”, accusa il M5S, “e il Comune è costretto a rivolgersi di nuovo a ditte esterne per evitare il blocco del servizio”.

Il nodo centrale resta però quello dei costi. I pentastellati parlano di una narrazione del risparmio “smentita dai fatti”. “Il servizio affidato a Terni Reti costerà circa 466 mila euro l’anno”, spiegano, “contro i circa 300 mila euro annui della gestione precedente”. Un incremento superiore ai 100 mila euro che, secondo il Movimento, non tiene nemmeno conto degli affidamenti esterni temporanei necessari a coprire le carenze operative.

“I cittadini ternani oggi pagano tre volte per lo stesso servizio”, afferma il M5S, “pagano il canone alla partecipata che doveva gestire tutto, pagano le ditte private chiamate in emergenza e pagano gli stipendi dei dipendenti comunali ancora collocati in quegli uffici”.

Altro fronte sensibile è quello della continuità occupazionale. Per circa vent’anni, ricordano dal Movimento, i servizi cimiteriali sono stati gestiti da cooperative sociali che garantivano il riassorbimento del personale. “Con l’affidamento a Terni Reti questo meccanismo si interrompe”, denunciano, “i lavoratori qualificati rischiano di perdere il posto perché la società pubblica non può assorbirli a tempo indeterminato”. La conclusione è netta: “Questo non è rafforzare il servizio pubblico, è precarizzare il lavoro”.

La risposta di Alternativa Popolare: “Abbiamo rotto il sistema e fermato gli sprechi”

Alla lettura del M5S replica Claudio Batini, presidente della Terza commissione consiliare e volto di Alternativa Popolare, che ribalta completamente l’impostazione dell’accusa. “L’attacco del M5S su Terni Reti rivela una verità scomoda”, afferma Batini, “l’amministrazione Bandecchi ha rotto il sistema”.

Per Batini, l’affidamento dei servizi cimiteriali alla partecipata comunale rappresenta una scelta politica chiara. “Gestire il servizio in house significa una cosa sola: fine degli affari per i soliti noti e fine degli sprechi”, sostiene. L’obiettivo dichiarato è quello di eliminare il profitto dei privati e riportare il controllo diretto nelle mani del Comune. “Ogni euro risparmiato resta nelle casse comunali e può essere reinvestito nel decoro, nella pulizia e nella manutenzione dei cimiteri”.

Non manca l’attacco al contesto politico che ha preceduto l’attuale amministrazione. “La sinistra ha alimentato questa mangiatoia per trent’anni”, afferma Batini, “oggi il M5S si riscopre suo alleato pur di difendere il vecchio sistema”. E aggiunge una stoccata anche al centrodestra: “Ha governato per cinque anni senza cambiare nulla, mantenendo oggi un silenzio che parla da solo”.

La linea di Alternativa Popolare resta quella di una gestione pubblica come garanzia di trasparenza. “Noi preferiamo i fatti”, conclude Batini, “abbiamo scelto questa strada perché è l’unica che garantisce benefici reali ai cittadini ternani”.

Il confronto resta aperto e va oltre il singolo servizio. Sullo sfondo c’è uno scontro più ampio tra modelli di amministrazione, tra internalizzazione e ricorso ai privati, tra promesse di efficienza e sostenibilità dei costi. 

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Federico Zacaglioni
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