11 Apr, 2026 - 12:05

Segnaletica Pontericcoli, proteste tra Umbria e Marche: “Scelta incomprensibile che penalizza la Contessa e Gubbio”

Segnaletica Pontericcoli, proteste tra Umbria e Marche: “Scelta incomprensibile che penalizza la Contessa e Gubbio”

Una decisione che sta facendo discutere, e non poco, quella relativa alla nuova segnaletica installata dall'ANAS nei giorni scorsi a Pontericcoli, al confine tra Umbria e Marche. 

A sollevare la protesta sono le attività del turismo e della ristorazione del territorio, che parlano apertamente di una scelta “inaccettabile e incomprensibile”, pronta a generare conseguenze negative su un’area già provata negli ultimi anni.

Nel mirino finisce il grande cartello blu comparso lungo l’asse viario, che indica Gubbio attraverso la strada statale 452 Contessa, mentre l’indicazione per Roma viene dirottata verso Gualdo Tadino e la statale 3 Flaminia, passando per il valico di Scheggia. Una distinzione che, secondo gli operatori economici locali, non solo appare arbitraria ma contraddice apertamente anni di lavoro istituzionale.

“Mortificata la Contessa”: la voce degli operatori

Le reazioni non si sono fatte attendere. I titolari delle attività coinvolte parlano con toni duri, denunciando una scelta che rischia di compromettere la visibilità e il ruolo strategico della SS 452 Contessa.

“La segnaletica installata in questi giorni smentisce tutto il lavoro fatto negli ultimi anni e mortifica Gubbio e la Contessa, spiegano alcuni operatori eugubini. Parole che riflettono un malcontento diffuso, alimentato dalla percezione di essere stati ignorati in una decisione che incide direttamente sui flussi turistici e commerciali.

Secondo gli imprenditori, il problema non è soltanto tecnico o viario, ma profondamente economico. Indirizzare il traffico verso altre direttrici significa, di fatto, ridurre il passaggio lungo la Contessa, con effetti immediati su ristoranti, strutture ricettive e attività locali.

Un colpo al rilancio del territorio

La polemica assume contorni ancora più marcati se si guarda a quanto avvenuto appena pochi mesi fa. Nell’ottobre 2024, proprio a Gubbio, era stato presentato il progetto di marketing territoriale “La Contessa, una porta tra terra e mare”, nato per rilanciare l’asse tra Umbria e Marche dopo un periodo particolarmente difficile.

L’obiettivo era chiaro e condiviso: “ripristinare la considerazione che la statale 452 Contessa è la via più breve per raggiungere l’Adriatico dal Lazio e dall’Umbria”. Un messaggio costruito con il contributo di istituzioni, associazioni di categoria e amministrazioni locali.

Oggi, però, quella strategia sembra essere clamorosamente contraddetta proprio da una segnaletica che, agli occhi degli operatori, manda un segnale opposto. “È un controsenso totale rispetto agli investimenti fatti e alle campagne promosse”, sottolineano con amarezza.

Due strade, stesso valore: ma non per la segnaletica

Uno degli aspetti più contestati riguarda il trattamento differente riservato alle due principali arterie della zona. La Flaminia e la Contessa sono infatti considerate strade di pari importanza, entrambe fondamentali per collegare l’entroterra con la costa e con il centro Italia.

Eppure, nella nuova configurazione segnaletica, solo una delle due viene indicata come direttrice principale per Roma. Una scelta che, secondo gli operatori, non trova giustificazione né tecnica né logica.

“Non si capisce perché Roma venga associata esclusivamente alla Flaminia, quando la Contessa rappresenta un’alternativa diretta e strategica, evidenziano. Una disparità che rischia di influenzare le scelte degli automobilisti, soprattutto in un periodo come quello primaverile, in cui i flussi turistici su gomma tornano a crescere.

Il peso della storia recente

A rendere ancora più delicata la situazione c’è il ricordo recente della lunga chiusura della SS 452 Contessa, durata circa otto mesi per consentire lavori di messa in sicurezza su viadotto e galleria. Un intervento necessario, ma che ha avuto ripercussioni significative sull’economia locale.

Durante quel periodo, il traffico – compreso quello pesante – era stato deviato sulla Flaminia, generando criticità nei centri abitati della fascia appenninica. Una fase complessa, che aveva già messo a dura prova le attività lungo la Contessa.

Oggi, con la strada nuovamente percorribile, gli operatori si aspettavano un rilancio deciso. Invece, la nuova segnaletica viene percepita come un passo indietro. “Si torna a penalizzare la Contessa proprio nel momento in cui dovrebbe essere valorizzata”, è il commento amaro che circola tra gli addetti ai lavori.

Verso la protesta: coinvolti sindaci e istituzioni

Il malcontento si sta trasformando in azione. Gli operatori umbri e marchigiani hanno già avviato un confronto interno e coinvolto le istituzioni locali. Sono stati informati i sindaci di Gubbio e Cantiano, così come le associazioni di categoria e alcuni parlamentari del territorio.

L’obiettivo è chiaro: ottenere una revisione da parte dell' ANAS della segnaletica e il riconoscimento del ruolo della Contessa anche nei collegamenti verso Roma. “Chiediamo che venga inserita a pieno titolo l’indicazione per Roma anche in direzione Gubbio”, ribadiscono.

La richiesta non è solo simbolica, ma rappresenta una battaglia per la sopravvivenza economica di un territorio che vive in larga parte di turismo e mobilità su strada.

Una questione che va oltre i cartelli

Quella di Pontericcoli non è soltanto una polemica locale. È il riflesso di un problema più ampio, che riguarda la coerenza tra politiche di sviluppo territoriale e scelte operative concrete.

Da un lato si investe in progetti di marketing e promozione, dall’altro si adottano decisioni che rischiano di vanificarli. Una contraddizione che gli operatori non sono più disposti ad accettare.

“Non è solo un cartello, è un messaggio sbagliato”, sintetizzano. E in quel messaggio, secondo loro, c’è il rischio di perdere opportunità, visibilità e futuro.

 

(Immagini: Google, Cronaca Eugubina)

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Mario Farneti
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