03 Feb, 2026 - 09:58

Scuola, scontro sul dimensionamento: Città di Castello contro il decreto regionale, Secondi incontra il commissario ad acta

Scuola, scontro sul dimensionamento: Città di Castello contro il decreto regionale, Secondi incontra il commissario ad acta

Si è svolto nel pomeriggio di ieri a Perugia l’incontro tra il commissario ad acta e neo direttore generale dell’Ufficio scolastico regionale dell’Umbria, Ernesto Pellecchia, e la delegazione del Comune di Città di Castello composta dal sindaco Luca Secondi e dall’assessore ai Servizi educativi Letizia Guerri.

Al centro del confronto il decreto direttoriale n. 62 del 28 gennaio 2026, che definisce l’assetto del sistema scolastico regionale per l’anno 2026/2027 e prevede l’accorpamento dell’istituto comprensivo “Alighieri-Pascoli” ai due circoli didattici di Città di Castello, nell’ambito del più ampio piano di dimensionamento della rete scolastica in Umbria.

Le motivazioni tecniche del Comune

Nel corso del colloquio, sindaco e assessore hanno illustrato al direttore generale le ragioni tecniche e logistiche che renderebbero impraticabile l’attuazione del provvedimento. "La realtà ed il territorio coinvolto con il cantiere della Dante Alighieri bloccato ormai da più di un anno, la risposta del ministero dell'Istruzione e del Merito e di Invitalia che ancora attendiamo per poter ripartire con i lavori di realizzazione del nuovo plesso scolastico, non consentono di addivenire a tale scelta contenuta nel recente provvedimento che è stato emanato", hanno affermato il sindaco Secondi e l’assessore Guerri.

Secondi e Guerri hanno inoltre ricordato di aver già informato i dirigenti scolastici e i quattro parlamentari tifernati - Riccardo Augusto Marchetti, Catia Polidori, Walter Verini ed Anna Ascani - che "si sono messi a disposizione per ricercare una soluzione positiva in grado di recepire le istanze del territorio".

Richiesta di modifica del decreto e comunicazione formale

L’amministrazione comunale ha annunciato l’intenzione di formalizzare già nelle prossime ore la propria posizione. "Domani - hanno annunciato, secondo quanto riferisce il Comune - formalizzeremo ufficialmente al direttore generale questa decisione auspicando che possa essere raccolta positivamente attraverso un ravvedimento o modifica del provvedimento stesso in grado di tutelare la nostra realtà su basi e criteri oggettivi". La richiesta è orientata a ottenere una revisione del decreto direttoriale n. 62 del 28 gennaio 2026, alla luce delle condizioni infrastrutturali e organizzative attualmente presenti sul territorio tifernate.

Azione al Tar e interlocuzione con l’Ufficio scolastico

Parallelamente, l’amministrazione ha confermato l’avvio delle procedure di tutela legale. "Ovviamente confermiamo anche la decisione di aver attivato le procedure per la presentazione di un ricorso al Tar contro il decreto direttoriale 62 del 28 gennaio 2026, auspicando però una risoluzione della vicenda attraverso un iter amministrativo in grado di raccogliere con il buonsenso quelle che sono considerazioni oggettive e chiare da parte dell'amministrazione comunale". La linea indicata dal Comune resta dunque duplice: da un lato la tutela giudiziaria, dall’altro la ricerca di una soluzione istituzionale e amministrativa condivisa che consenta di superare l’attuale impasse.

Spazi e risorse: il richiamo al decreto 60

Nel corso dell’incontro è stato inoltre richiamato il decreto direttoriale n. 60 del 27 gennaio 2026, relativo al piano di dimensionamento della rete scolastica 2026-2027. "Inoltre - hanno concluso - per evidenziare che il provvedimento contenuto nel decreto direttoriale 60 del 27 gennaio 2026 sul piano del dimensionamento della rete scolastica nel 2026-2027 non è in linea con il territorio abbiamo sottolineato come all'articolo 4 si afferma che questo provvedimento è valido nella misura in cui ci sono gli spazi e le risorse per poterlo realizzare. Sulla base di quell'articolo abbiamo dunque confermato che quegli spazi non ci sono e dunque il provvedimento non è sostenibile".

Il nodo centrale resta quindi l’assenza delle condizioni materiali - strutture, spazi e risorse - necessarie per rendere operativo il nuovo assetto scolastico previsto dai decreti regionali.

La mobilitazione cittadina

Durante l’incontro sono state consegnate a Pellecchia le circa 2.800 firme raccolte nella manifestazione spontanea organizzata nella mattinata di ieri nei pressi del cantiere della scuola media Dante Alighieri, insieme a una documentazione fotografica dell’iniziativa. La consegna delle firme costituisce un chiaro segnale del coinvolgimento diretto della cittadinanza e delle famiglie, sottolineando l’attenzione e la partecipazione della comunità alla vertenza sul dimensionamento scolastico.

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Francesco Mastrodicasa
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