28 Jan, 2026 - 21:26

Scuola, Città di Castello insorge contro il dimensionamento deciso dal commissario: "Scelta illogica e penalizzante"

Scuola, Città di Castello insorge contro il dimensionamento deciso dal commissario: "Scelta illogica e penalizzante"

"Al danno si aggiunge la beffa". È il giudizio netto espresso dal sindaco di Città di Castello, Luca Secondi, e dall’assessora comunale all’Istruzione, Letizia Guerri, dopo la decisione sul dimensionamento scolastico adottata dal commissario nominato dal Governo. Una scelta che l’amministrazione comunale definisce ingiusta e penalizzante per il territorio e rispetto alla quale annuncia battaglia istituzionale.

In una nota congiunta, Secondi e Guerri parlano di una decisione che "va ad aggravare la situazione di una scuola demolita e abbandonata a se stessa per responsabilità sempre di livello nazionale", inserendo il provvedimento in un quadro più ampio di criticità che, a loro giudizio, non trovano risposte adeguate da parte delle istituzioni centrali.

"Una decisione assurda e penalizzante"

Il giudizio dell’amministrazione comunale è netto e privo di attenuanti. "Questa assurda decisione, alla quale ci opporremo in tutte le sedi - dicchiarano Secondi e Guerri - penalizza ulteriormente il nostro territorio che anziché avere risposte concrete ,riceve schiaffi". Una presa di posizione che esprime non soltanto la contrarietà nel merito del provvedimento, ma anche una critica di metodo, rivolta a un iter decisionale ritenuto unilaterale e privo di un confronto sostanziale con le istituzioni locali.

Secondo il Comune, il dimensionamento imposto non considera le specificità demografiche, organizzative e sociali del comprensorio tifernate, né valuta in modo adeguato le ricadute sul funzionamento degli istituti e sulla qualità complessiva del servizio scolastico. Un’impostazione che, sottolineano sindaco e assessora, rischia di produrre effetti strutturali duraturi, incidendo negativamente sull’equilibrio educativo e amministrativo del territorio.

Il nodo dell’Alighieri-Pascoli

Al centro delle critiche c’è in particolare la situazione dell’istituto Alighieri-Pascoli. Secondi e Guerri ricordano che "ogni anno il comune a settembre come da prassi ha inviato all'Usr una comunicazione condivisa con tutti i presidi di ogni ordine e grado del territorio con cui si oppone al dimensionamento del territorio stesso in particolare per la Alighieri-Pascoli".

Un’opposizione, spiegano, sempre formalizzata e motivata, che però non avrebbe trovato ascolto nelle sedi decisionali. La decisione del commissario viene quindi letta come l’ennesimo atto che ignora le valutazioni espresse a livello locale.

I numeri degli istituti e i rischi gestionali

L’amministrazione sottolinea inoltre i numeri in gioco. "Le direzioni didattiche che si vanno ad eliminare con il dimensionamento imposto contano circa 800 studenti cadauna", evidenziano sindaco e assessora. Dati che, secondo il Comune, rendono incomprensibile l’intervento, dal momento che la razionalizzazione dovrebbe colpire realtà con numeri ridotti e non istituti già strutturati e complessi.

Ancora più critica la valutazione sugli effetti amministrativi: "Con i comprensivi che andrebbe a definire il dimensionamento inoltre darebbe il via alla creazione di 'mostri' a livello amministrativo-gestionale". Un’espressione forte, che richiama il timore di istituti sovradimensionati, difficili da governare e meno efficaci sul piano educativo.

Dimensionamento scolastico, nel mirino i criteri adottati

Nel documento diffuso, Secondi e Guerri definiscono il provvedimento "una scelta illogica e umiliante che non possiamo accettare". A loro giudizio, l’operazione appare finalizzata esclusivamente al risparmio, "contro la necessità di andare ad incidere su istituti con numeri bassi", con il rischio di compromettere l’equilibrio del sistema scolastico locale. 

L’amministrazione comunale ribadisce che il dimensionamento, così concepito, non risponde a criteri di equità né di efficienza e rischia di tradursi in un peggioramento dell’offerta formativa per studenti e famiglie.

Le prossime mosse: opposizione in tutte le sedi

Il Comune di Città di Castello annuncia ora l’intenzione di attivare ogni strumento disponibile per contrastare la decisione. L’opposizione "in tutte le sedi" fa riferimento a possibili iniziative amministrative, al coinvolgimento dell’Ufficio scolastico regionale e, se necessario, a ulteriori passaggi istituzionali. L’obiettivo dichiarato è quello di ottenere una revisione del provvedimento o, quantomeno, un confronto che tenga conto delle istanze del territorio e delle valutazioni condivise con i dirigenti scolastici.

Un caso locale che riflette un problema nazionale

La vicenda di Città di Castello si inserisce in un dibattito più ampio sul dimensionamento scolastico a livello nazionale, tema che da anni solleva tensioni tra esigenze di razionalizzazione della spesa pubblica e tutela della qualità dell’istruzione. In questo quadro, il Comune tifernate rivendica il diritto di essere ascoltato e di partecipare alle scelte che incidono direttamente sulla comunità.

Attesa per il confronto istituzionale

Nei prossimi giorni è previsto un confronto con gli organismi competenti. Per l’amministrazione comunale, la partita resta aperta: l’obiettivo è evitare che il dimensionamento si traduca in un ulteriore indebolimento del sistema educativo locale e ribadire il principio secondo cui le politiche scolastiche devono essere orientate ai bisogni concreti delle comunità.

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Francesco Mastrodicasa
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