Non tutte le opere artistiche sono destinate a rimanere osservate a distanza. Alcune, come “Incastri 2”, sono pensate per essere vissute, attraversate e integrate nella quotidianità dei luoghi. Non un semplice progetto artistico, ma un percorso collettivo che mette in dialogo scuola, territorio e sanità, trasformando la creatività in uno strumento capace di costruire relazioni e rendere più accoglienti i luoghi della cura.
L’iniziativa, ideata e realizzata da Lo Zoo di Simona, ha coinvolto gli alunni delle classi quinte delle scuole primarie Aldo Moro e Battisti di Terni, trasformando il lavoro dei bambini in una grande installazione composta da circa 120 elaborati. Un’opera corale che oggi ha trovato collocazione all’interno dell’Ospedale Santa Maria, dove contribuisce a cambiare la percezione degli ambienti, portando colore, creatività e un forte senso di comunità in spazi frequentati quotidianamente da pazienti, famiglie e personale sanitario.
Il progetto nasce da una riflessione precisa: portare l'arte fuori dai contesti espositivi convenzionali e inserirla nei luoghi della vita quotidiana, dove può diventare esperienza condivisa e strumento di partecipazione.
Una scelta che assume un significato ancora più forte quando riguarda gli spazi sanitari. Ospedali, reparti e aree di attesa sono infatti luoghi in cui si intrecciano emozioni, aspettative, fragilità e speranze. Intervenire su questi ambienti attraverso un linguaggio creativo significa contribuire a renderli più umani, più vicini alle persone e più capaci di generare benessere anche sotto il profilo relazionale.
"Incastri 2" si inserisce proprio in questa prospettiva, facendo dell'arte un elemento attivo nella costruzione di ambienti più accoglienti e inclusivi.
Cuore del progetto è il grande puzzle collettivo realizzato dagli alunni coinvolti.
Ogni tassello rappresenta un'opera autonoma, originale e irripetibile. Insieme agli altri, però, contribuisce a costruire una composizione più ampia, nella quale ogni singolo elemento trova significato all'interno di un racconto comune.
La metafora è immediata e potente: una comunità si costruisce esattamente come un puzzle, attraverso l'incontro di esperienze, sensibilità e contributi differenti.
I circa 120 elaborati diventano così il simbolo di una partecipazione condivisa, capace di valorizzare l'unicità di ciascuno senza rinunciare alla forza del gruppo. Un messaggio particolarmente significativo in un contesto come quello ospedaliero, dove la dimensione della comunità e della collaborazione rappresenta un valore fondamentale.
L’iniziativa ha coinvolto le classi quinte delle scuole primarie Aldo Moro e Battisti di Terni, protagoniste di un percorso che ha consentito agli studenti di sperimentare in modo diretto il valore educativo dell’arte e la sua dimensione partecipativa.
Non semplici destinatari di un progetto culturale, ma veri e propri autori di un’opera collettiva destinata a essere collocata in uno spazio pubblico e a entrare in dialogo quotidiano con centinaia di persone. Un passaggio che rafforza il senso di responsabilità e di appartenenza, trasformando l’attività didattica in un’esperienza concreta di restituzione alla comunità.
Un'esperienza che assume una forte valenza formativa perché consente ai bambini di comprendere come la creatività possa trasformarsi in uno strumento concreto di partecipazione civica e di restituzione alla collettività. I materiali necessari alla realizzazione dell'opera sono stati forniti dalla Direzione Didattica Aldo Moro, nell'ambito di una collaborazione che ha visto lavorare insieme scuole, artisti e territorio.
Il risultato di questo percorso è oggi collocato all’interno dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni. L’installazione è stata inserita nella hall tra i reparti di Ginecologia e Ostetricia, al terzo piano della struttura, e negli spazi destinati alla prehabilitation della Chirurgia Pediatrica.
Una collocazione che contribuisce a ridefinire la percezione degli ambienti, portando colore, creatività e partecipazione in aree ad alta frequentazione. L’iniziativa si muove nella direzione dell’umanizzazione degli spazi sanitari, sempre più considerata un elemento centrale nella progettazione dei luoghi della cura. In questo senso, l’arte non svolge un ruolo accessorio, ma entra a far parte dell’esperienza vissuta da chi attraversa l’ospedale.
"Incastri 2" rappresenta l'evoluzione di un percorso già avviato negli anni precedenti.
L'edizione 2023-2024 aveva infatti coinvolto circa 140 artisti del territorio, confermando la capacità del progetto di aggregare energie creative differenti e costruire una rete culturale diffusa. Anche quest'anno la dimensione partecipativa resta il tratto distintivo dell'iniziativa.
La creatività viene interpretata non come espressione individuale fine a sè stessa, ma come occasione di incontro, confronto e costruzione di legami tra persone, istituzioni e comunità. È proprio questa impostazione a rendere "Incastri 2" qualcosa di diverso da una semplice esposizione artistica: un progetto che mette al centro la relazione e il valore sociale della cultura.
L'esperienza ternana dimostra come mondi apparentemente distanti possano dialogare efficacemente tra loro. Scuola, arte e sanità diventano parti di un unico percorso che produce benefici non soltanto sul piano culturale, ma anche su quello sociale ed educativo.
Da un lato gli studenti hanno avuto l'opportunità di partecipare a un progetto concreto destinato alla collettività; dall'altro l'ospedale si arricchisce di un'opera capace di migliorare la qualità percepita degli spazi. Nel mezzo c'è il territorio, che trova nell'iniziativa un esempio virtuoso di collaborazione tra istituzioni, realtà associative e comunità scolastica.