La sanità continua ad infiammare gli animi della politica regionale. Dopo il recente annuncio della presidente Proietti delle 30.600 prestazioni aggiutive, l'opposizione guidata dall'ex governatrice Donatella Tesei ha chiesto di saperne qualcosa in più, anche per capire quali siano gli atti di riferimento e se effettivamente siano state assegnate maggiori risorse, sia alle aziende pubbliche a quelle private. Proietti dal canto suo ha ribadito che nella sanità umbra è in atto una "rivoluzione organizzativa" partita da agennaio con l'arrivo di Daniela Donetti, direttrice della sanità regionale.
Proietti in risposta a Tesei ha snocciolato quanto fatto finora. "È stato nominato il Ruas - ha detto -, il responsabile unico di assistenza sanitaria, ruolo che doveva essere assegnato entro il 30 ottobre 2024; è stata convocata l'unità di assistenza sanitaria ovvero una cabina di regia, e sono state coinvolte direttamente tutte le aziende sanitarie per un’analisi dei percorsi di tutela che si erano generati. In base all’analisi delle direzioni delle aziende, le Asl hanno pianificato le azioni per recuperare tutte le liste di attesa generate con incrementali aumenti di disponibilità delle agende di specialità".
La cabina di regia si riunisce tutti i martedì al Broletto, mentre ogni sera si tiene una direzione tecnica con il Ruas e con Punto zero ha puntualizzato la presidente. I pazienti in lista vengono richiamati mentre sul fronte dei fondi destinati alle aziende sanitari private, Proietti ha sottolineto che a loro la Regione ha destinato lo "0,4% del fondo sanitario, dei 7 milioni per l’Umbria che dal 2024 il Governo ha obbligato a destinare ai privati. Appena arrivati abbiamo scoperto che c’era un residuo di un milione non speso e abbiamo chiesto alle aziende di usarli immediatamente". I fondi stanziati per i privati al momento hanno permesso di erogare 4.500 prestazioni delle 30.600 annunciate.
Le opposizioni però hanno voluto vederci chiaro sui numeri presentando una proposta di risoluzione chiedendo di poter visionare tutta la documentazione. Classificata dal'assessore e vicepresidente della Regione Tommaso Bori, come "accesso agli atti", è stata respinta e la situazione, già molto infuocata, si è fatta incadescente.
Bori dalla maggioranza ha passato in rassegna i risultati di cinque anni di governo Tesei. "Un paziente ogni 10 rinuncia alle cure per costi insostenibili o spostamenti impraticabili. Migliaia di persone che scivolano sotto la soglia di povertà perché si dovevano pagare le cure. Avete portato il 20% della popolazione ad avere una assicurazione privata per avere il diritto alle cure. Avete portato le liste di attesa al massimo storico, con agende chiuse, con inchieste di Mediaset. Avete portato al massimo storico la mobilità passiva. La più grande apertura di centri di sanità privata dal dopoguerra. In 5 anni non siete stati in grado di fare un piano sanitario. Avete portato un operatore su due a burnout. Questi sono i dati e su questi avete perso le elezioni" ha concluso.
Dopo la bocciatura della proposta di risoluzione, senza carte in mano, i consiglieri di minoranza hanno diffuso una nota al vetriolo. "La presidente Proietti prende in giro i cittadini umbri - si legge -. L'annuncio propagandistico della disponibilità nelle agende di prenotazione di oltre 30.600 posti nelle liste di attesa non è supportato da fatti concreti".
Ad essere tardita, sostengono, è stata anzitutto la trasparenza perché da quanto sostenuto da Proietti mancherebbero una serie di specifiche, come quelle sul budget, sulla ripartizione delle risorse e sulle tempistiche. Sorprende anche il ricorso alla sanità covenizionata, che "non è più un problema, ma rappresenta una soluzione".
"Le promesse della Proeitti - concludono - non trovano alcun riscontro nella realtà e questo scappare di fronte alle domande dell'opposizione e bocciare una semplice richiesta dell'iter amministrativo seguito, non fa che alimentare i nostri dubbi".