24 Jul, 2026 - 18:00

Scheggia, il Museo “Tempo e Misura” racconta la passione di Carlo Alberto Lisandrelli per orologi e strumenti di misurazione

Scheggia, il Museo “Tempo e Misura” racconta la passione di Carlo Alberto Lisandrelli per orologi e strumenti di misurazione

Un museo nato da una passione privata e diventato patrimonio della comunità.

È questa l’origine di “Tempo e Misura – Museo dell’Orologio”, la mostra permanente realizzata a Scheggia e Pascelupo dalla Fondazione Angelo e Carlo Alberto Lisandrelli, costituita nel 2018 da Giuseppina, detta Pina, Lisandrelli e dedicata alla memoria del padre Angelo e del fratello Carlo Alberto.

Il museo raccoglie orologi e strumenti destinati alla misurazione del tempo e dello spazio, offrendo al visitatore un percorso che unisce curiosità, tecnica, storia e memoria familiare.

Al centro della raccolta c’è soprattutto la figura di Carlo Alberto Lisandrelli, nato a Scheggia nel 1925 e protagonista di una lunga carriera nella Polizia di Stato, ma anche appassionato conoscitore di orologi e collezionista attento.

Da Scheggia a Roma, una vita nella Polizia di Stato

Figlio di Angelo Lisandrelli e Caterina Brunori, Carlo Alberto frequentò il Liceo del Seminario di Gubbio prima di trasferirsi a Roma nel 1949 per frequentare la Scuola della Pubblica Sicurezza.

Divenne successivamente Sovrintendente Capo della Polizia di Stato e si stabilì definitivamente nella Capitale dopo il matrimonio con la giovane romana Marisa Salvioni.

La sua carriera lo portò a partecipare a servizi e incarichi di particolare responsabilità.

Nel corso degli anni prese parte alla scorta del presidente dell’ENI Enrico Mattei e del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, oltre ad aver partecipato a servizi di sicurezza legati a personalità del mondo istituzionale, religioso e dello spettacolo.

Tra questi viene ricordato anche il servizio di scorta a Papa Paolo VI, oltre che ad Ava Gardner e Walter Chiari.

Negli anni Settanta partecipò inoltre ad operazioni connesse all’arresto di terroristi arabi.

«Una vita professionale trascorsa in prima linea, in anni nei quali l’Italia attraversava trasformazioni profonde e momenti particolarmente complessi sul piano della sicurezza.»

Con Zamberletti durante il terremoto del Friuli

Un altro momento particolarmente significativo della sua carriera risale al 1976, anno del devastante terremoto del Friuli.

In quella circostanza l’allora vice ministro dell’Interno Giuseppe Zamberletti lo volle al proprio fianco come stretto collaboratore nella gestione dell’emergenza.

Fu una fase fondamentale anche per l’evoluzione del moderno sistema italiano di Protezione civile, sviluppatosi proprio attraverso l’esperienza maturata nelle grandi emergenze di quegli anni.

Il percorso professionale di Carlo Alberto Lisandrelli fu riconosciuto nel 1991 con l’attribuzione dell’onorificenza di Commendatore al Merito della Repubblica Italiana.

Ma accanto alla carriera istituzionale coltivò per tutta la vita una passione molto diversa: quella per gli orologi.

La domenica a Porta Portese alla ricerca di orologi

Durante gli anni trascorsi a Roma, Carlo Alberto frequentava regolarmente, soprattutto la domenica, il celebre mercato di Porta Portese.

Tra bancarelle e oggetti di ogni genere cercava orologi particolari, pezzi rari e strumenti capaci di attirare la sua curiosità.

Quella che inizialmente poteva sembrare una semplice passione collezionistica si trasformò progressivamente in una vera competenza.

Nel corso del tempo acquisì conoscenze tali da potersi confrontare con orologiai e collezionisti esperti della capitale.

«Per Carlo Alberto l’orologio non era soltanto uno strumento destinato a segnare le ore, ma un piccolo universo di meccanica, ingegno e storia.»

Amava mostrare agli amici i pezzi raccolti e raccontarne caratteristiche, provenienza e particolarità.

Proprio da questa passione è nato, molti anni dopo, il progetto di conservarne la memoria attraverso un’esposizione permanente.

“Tempo e Misura”, una collezione diventata museo

Oggi quella raccolta costituisce il cuore del Museo “Tempo e Misura – Museo dell’Orologio”.

L’esposizione non propone soltanto una successione di oggetti, ma racconta il rapporto dell’uomo con uno dei temi più antichi e universali: la necessità di misurare il tempo e lo spazio.

Orologi di epoche e tipologie diverse testimoniano l’evoluzione tecnica e culturale dei sistemi di misurazione, ma allo stesso tempo raccontano la personalità di chi li ha cercati, studiati e conservati nel corso di una vita.

Il museo rappresenta così anche una forma particolare di restituzione alla comunità.

Una collezione nata lontano da Scheggia, nei mercati e negli ambienti romani frequentati da Carlo Alberto Lisandrelli, è tornata idealmente nel luogo delle sue origini.

La Fondazione Lisandrelli e la memoria del territorio

La Fondazione Angelo e Carlo Alberto Lisandrelli, costituita nel 2018 da Pina Lisandrelli, ha scelto di trasformare una memoria familiare in un progetto culturale aperto al pubblico.

Il risultato è una realtà museale particolare, capace di arricchire l’offerta culturale di Scheggia e Pascelupo con una collezione diversa dai tradizionali percorsi storico-artistici del territorio.

«Conservare una collezione significa anche conservare la storia della persona che l’ha costruita e delle epoche che ha attraversato.»

Per conoscere giorni e modalità di apertura è possibile contattare il Comune di Scheggia e Pascelupo al numero 075 9259722, oppure Alberto Lupini al 377 1160716 e Ivo Lucci al 335 7479244.

Un piccolo museo che, attraverso lancette, quadranti e meccanismi, racconta una grande storia personale. E ricorda che il tempo può essere misurato dagli orologi, ma è soprattutto la memoria a impedirgli di cancellare ciò che è stato.

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Mario Farneti
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