Ancora una volta gli Sbandieratori di Gubbio si confermano ambasciatori di una tradizione che affonda le radici nella storia più antica, portando in giro per l’Italia – e non solo – l’identità di una città che ha fatto della bandiera un’arte.
Sabato 11 aprile, in occasione della terza edizione di “Vessilli, l’arte dell’antico gioco della bandiera”, andata in scena a Cava de’ Tirreni, il gruppo eugubino è stato tra i protagonisti assoluti della manifestazione. Un evento dedicato alla valorizzazione della disciplina, organizzato dagli sbandieratori cavensi insieme all’amministrazione comunale, che quest’anno ha voluto fortemente la presenza di una delle realtà più prestigiose del panorama nazionale.

Per gli Sbandieratori di Gubbio non si è trattato di una semplice partecipazione, ma di un vero e proprio ritorno. Come ha ricordato Paolo Menichetti, figura di riferimento del gruppo, il legame con Cava de’ Tirreni è tutt’altro che recente.
“Per noi è stato un grosso onore ritornare qui, perché già nel 1971, 55 anni fa, eravamo presenti a Cava de’ Tirreni per una esibizione”, ha sottolineato. Un richiamo alla storia che rafforza il senso di continuità e di appartenenza che caratterizza il gruppo eugubino.
La partecipazione all’edizione 2026 assume quindi un valore simbolico ancora più forte: quello di una tradizione che si rinnova senza perdere il legame con le proprie origini.
Nel suo intervento, Menichetti ha voluto ribadire con forza il significato profondo dell’attività degli sbandieratori, andando oltre l’aspetto spettacolare delle esibizioni.
“Dobbiamo mantenere e proteggere quelle che sono le passioni e l’amore per la città di Gubbio, ma anche per l’Italia tutta”, ha spiegato, evidenziando come la bandiera rappresenti un patrimonio culturale da custodire e tramandare.
Non si tratta soltanto di tecnica o coreografia, ma di un linguaggio che racconta la storia di un territorio, delle sue mura, delle sue pietre e dei suoi antenati. Un racconto che prende forma attraverso movimenti precisi, frutto di dedizione, disciplina e anni di esperienza.
Gli Sbandieratori di Gubbio si avvicinano ormai al traguardo dei sessant’anni di attività. Nati ufficialmente nel 1968, hanno tenuto la loro prima esibizione l’anno successivo in Piazza Grande, dando inizio a un percorso che li ha portati a esibirsi in tutta Italia e all’estero.
Nel corso dei decenni, il gruppo ha saputo evolversi, mantenendo però intatta la propria identità. Un’evoluzione che ha riguardato anche il significato delle bandiere stesse.
“Se un tempo i colori rappresentavano la città, oggi raccontano la storia d’Italia”, ha spiegato Menichetti. Un passaggio che testimonia la crescita culturale del gruppo e la volontà di ampliare il proprio messaggio.

Uno degli elementi più distintivi degli Sbandieratori di Gubbio è proprio il contenuto simbolico delle loro bandiere. Non semplici colori, ma veri e propri segni identitari.
“Sulle nostre bandiere ci sono i caratteri delle Tavole Eugubine, scritti umbri tradotti in etrusco e latino”, ha ricordato Menichetti. Un dettaglio che racchiude secoli di storia e che rende ogni esibizione un momento di divulgazione culturale.
Le Tavole Eugubine, tra i più importanti documenti dell’antichità italica, diventano così parte integrante della performance, trasformando lo spettacolo in un ponte tra passato e presente.
La partecipazione degli Sbandieratori di Gubbio si è inserita in un programma ricco di momenti significativi. Dall’accoglienza istituzionale con lo scambio dei doni fino al corteo storico che ha attraversato la città, culminato con le esibizioni nei principali spazi pubblici.
Particolarmente simbolico lo scambio di bandiere tra i gruppi, gesto che ha sancito un legame di fratellanza tra realtà accomunate dalla stessa passione.
Un altro tema emerso riguarda l’evoluzione della disciplina. In un contesto in cui la bandiera tende sempre più ad assumere caratteristiche sportive, l’esperienza di Gubbio rappresenta una scelta controcorrente.
L’obiettivo, condiviso anche dagli organizzatori dell’evento, è quello di recuperare le radici storiche della pratica, valorizzando l’aspetto artistico e culturale rispetto alla pura competizione.
In questo senso, la presenza degli Sbandieratori di Gubbio ha rappresentato un punto di riferimento, un modello di equilibrio tra tradizione e innovazione.

La partecipazione a eventi come quello di Cava de’ Tirreni conferma il ruolo degli Sbandieratori di Gubbio come ambasciatori della città e della sua storia.
Un impegno che va oltre l’esibizione e che si traduce nella volontà di portare nel mondo un patrimonio fatto di simboli, valori e memoria.
“Questa è la nostra vita, la nostra storia”, ha concluso Menichetti. Parole che racchiudono il senso di un percorso lungo quasi sessant’anni, destinato a continuare con la stessa passione che lo ha fatto nascere.