La figura di Sant’Ubaldo, patrono di Gubbio, continua a essere fonte di ispirazione non soltanto per la fede e la tradizione religiosa della città, ma anche per la musica contemporanea.
Si è infatti conclusa la prima edizione del Concorso internazionale di composizione “Si vis salutem patriae”, promosso dal Centro Studi Ubaldiani “Padre Emidio Selvaggi” ETS, in collaborazione con la Diocesi di Gubbio e la Basilica di Sant’Ubaldo, con l'obiettivo di dare nuova vita musicale all'antico testo latino dedicato al santo vescovo.
L'iniziativa rappresenta un importante progetto culturale che unisce spiritualità, arte e tradizione, rilanciando una pratica che per secoli ha accompagnato la vita religiosa e civile della città.
L'idea del concorso nasce dalla volontà di recuperare una delle più antiche tradizioni musicali della Chiesa eugubina.
Per secoli, infatti, maestri di cappella, compositori e direttori di banda furono chiamati a creare nuove musiche dedicate a Sant'Ubaldo, contribuendo ad arricchire il patrimonio liturgico cittadino con opere sempre nuove.
Con il concorso “Si vis salutem patriae”, questa consuetudine torna a vivere in una chiave contemporanea, invitando compositori provenienti da diverse realtà a confrontarsi con uno dei testi più rappresentativi della devozione ubaldiana.
Le composizioni dovevano essere scritte per coro a quattro voci miste e organo, rispettando sia le esigenze della liturgia sia la qualità artistica necessaria per un'esecuzione concertistica.
La commissione giudicatrice ha portato a termine quello che gli organizzatori hanno definito un lavoro «intenso e appassionante».
Al concorso hanno partecipato numerosi compositori italiani, tra giovani autori emergenti e musicisti già affermati, confermando come la musica sacra continui a rappresentare un linguaggio vivo, capace di dialogare con il presente senza rinunciare alle proprie radici.
L'elevato numero delle partiture pervenute e l'alto livello qualitativo delle composizioni hanno reso particolarmente impegnativo il lavoro della giuria, chiamata a valutare opere accomunate dalla volontà di coniugare creatività, spiritualità e rispetto della tradizione.

Al termine delle valutazioni, la commissione ha stilato la graduatoria definitiva.
Il primo premio è stato assegnato al compositore Roberto Berzero, autore dell'opera che ha maggiormente convinto la giuria per equilibrio compositivo, qualità musicale e aderenza allo spirito del testo sacro.
Il secondo premio è andato a Davide Pasculli, mentre il terzo posto è stato conquistato da Roberto Peroverde Cannarozzo.
La commissione ha inoltre attribuito una menzione speciale a Giacomo Fiori, riconoscendo il particolare valore della sua composizione.
Dal Centro Studi Ubaldiani è stato espresso un sentito ringraziamento a tutti i partecipanti che hanno scelto di mettere il proprio talento al servizio di un progetto capace di unire arte, fede e identità culturale.
Fondamentale è stato il contributo della commissione giudicatrice, chiamata ad affrontare una valutazione particolarmente complessa.
Un ruolo importante è stato svolto dai professori Biancamaria Brumana, Catiuscia Marionni e Giovanni Scapecchi, che hanno seguito tutte le fasi organizzative e artistiche del concorso.
Ai lavori della giuria ha preso parte anche il vicario generale della Diocesi di Gubbio, don Mirko Orsini, insieme agli stessi Brumana e Scapecchi.
La commissione è stata presieduta dal vescovo di Gubbio, monsignor Luciano Paolucci Bedini, nella sua veste di presidente del Centro Studi Ubaldiani "Padre Emidio Selvaggi".
Il lavoro collegiale ha permesso di selezionare le opere ritenute più meritevoli, valorizzando sia la qualità musicale sia la capacità di interpretare il significato spirituale dell'antico testo dedicato al patrono della città.
Il concorso raggiungerà il suo momento conclusivo giovedì 10 settembre, alle ore 18, nella chiesa abbaziale di San Secondo, dove si svolgerà la cerimonia ufficiale di premiazione.
In quella occasione il pubblico potrà ascoltare, per la prima volta, le composizioni vincitrici.
A eseguirle saranno i Cantores Beati Ubaldi, diretti dal maestro Renzo Menichetti, che avranno il compito di dare voce alle nuove pagine musicali dedicate a Sant'Ubaldo.
Si tratterà di un momento particolarmente significativo, perché le opere entreranno idealmente a far parte del patrimonio musicale legato al patrono di Gubbio.
Più che una semplice competizione artistica, “Si vis salutem patriae” rappresenta un progetto culturale destinato a lasciare un segno nella vita della comunità eugubina.
Attraverso il linguaggio universale della musica, il concorso rinnova una tradizione che affonda le proprie radici in quasi nove secoli di devozione ubaldiana, affidando ai compositori contemporanei il compito di interpretare e trasmettere alle nuove generazioni un patrimonio spirituale di straordinario valore.
In un tempo in cui la musica sacra continua a interrogarsi sul proprio ruolo nella società contemporanea, iniziative come questa dimostrano come sia ancora possibile coniugare ricerca artistica, funzione liturgica e identità culturale.
Sant'Ubaldo continua così a parlare alla città anche attraverso nuove armonie e nuove composizioni, confermando come la tradizione non sia un'eredità immobile, ma una realtà viva capace di rinnovarsi senza perdere la propria essenza.