18 Jan, 2026 - 12:30

Sant’Antonio e il Capodieci: Gubbio celebra la fede e la tradizione con l’investitura di Alessandro Lepri

Sant’Antonio e il Capodieci: Gubbio celebra la fede e la tradizione con l’investitura di Alessandro Lepri

Gubbio ha vissuto una giornata intensa, carica di significato spirituale e popolare, dedicata a Sant’Antonio Abate e all’investitura ufficiale del Capodieci 2026, Alessandro Lepri, espressione della manicchia esterna di Branca. Un appuntamento che unisce devozione religiosa e tradizione ceraiola, rinsaldando un legame antico che attraversa generazioni.

La festa ha coinvolto l’intera comunità dei Santantoniari e i rappresentanti della Festa dei Ceri 2026, in un clima di partecipazione, rispetto e profonda emozione collettiva.

La giornata tra preghiera e benedizioni

Le celebrazioni sono iniziate di prima mattina con la Santa Messa nella chiesa di San Secondo, per poi proseguire con la Benedizione degli Animali presso Madonna del Ponte, momento particolarmente sentito e simbolico nel giorno dedicato al santo protettore degli animali.

Successivamente, alla chiesa dei Neri, si è svolta la Benedizione dei piccoli Santantoniari, gesto che rappresenta il passaggio ideale della tradizione alle nuove generazioni e testimonia la continuità di una fede vissuta in famiglia e nella comunità.

Alle 18.30, sempre nella chiesa dei Neri, il momento centrale della giornata: la Santa Messa in onore di Sant’Antonio Abate, celebrata dal vescovo di Gubbio monsignor Luciano Paolucci Bedini.

La presenza della città e dei Ceri 2026

Alla celebrazione erano presenti tutte le principali figure della Festa dei Ceri 2026, a partire dai Capitani Daniele Pencedano (Primo Capitano) e Stefano Pauselli (Secondo Capitano), insieme ai Capodieci Gabriele Fofi per Sant’Ubaldo e Francesco Spogli per San Giorgio.

Presenti anche i presidenti delle Famiglie ceraiole Ubaldo Minelli, Patrick Salciarini e Ubaldo Gini, quest’ultimo padrone di casa in qualità di presidente della Famiglia dei Santantoniari, affiancato dai Capodieci storici di Sant’Antonio.

Alla celebrazione hanno concelebrato il cappellano dei Santantoniari don Marco Cardoni e il cappellano della Festa dei Ceri don Mirko Orsini. Tra le autorità civili e militari erano presenti il sindaco Vittorio Fiorucci e il capitano dei Carabinieri Pasquale Moriglia.

Le parole del Vescovo: la luce e la forza di Dio

Nel corso dell’omelia, il vescovo Paolucci Bedini ha richiamato il profondo valore spirituale della figura di Sant’Antonio Abate:

«Il grande esempio di Antonio ci aiuta a metterci di fronte a Dio. Quando Antonio ha abbandonato tutto, il Signore gli ha illuminato la strada. È Gesù che ci accompagna nel cammino della vita».

Un invito a interrogarsi interiormente:

«Da chi è guidata la mia vita? Quando Antonio se lo è chiesto, ha fatto una scelta drastica di bene. Le scelte serie della vita si fanno prima dentro se stessi».

E infine il richiamo conclusivo, rivolto a tutta la comunità:

«Sull’esempio di Antonio lasciamo entrare nella nostra vita la luce e la forza di Dio».

Il ringraziamento del presidente Ubaldo Gini

Al termine della celebrazione, il presidente della Famiglia dei Santantoniari Ubaldo Gini ha espresso parole di gratitudine:

«Da questa mattina dedichiamo fede e devozione a Sant’Antonio Abate. Ringrazio i volontari che hanno lavorato a questa giornata. È importante condividere sempre la gioia di stare insieme».

Un messaggio semplice ma profondo, che sintetizza lo spirito autentico della festa: comunità, servizio e condivisione.

L’investitura del Capodieci 2026

Momento di grande intensità emotiva è stato quello dell’investitura ufficiale del Capodieci 2026, Alessandro Lepri.

Sono state recitate la Preghiera a Sant’Antonio Abate, scritta dal maestro Pietrangelo Farneti in occasione della visita ad Arles il 2 novembre 2002, e la storica Preghiera del Ceraiolo, composta dall’avvocato Giorgio Gini a Gubbio il 14 settembre 1977.

A seguire, la lettura del verbale di elezione da parte di Raffaele Pellegrini e il solenne passaggio dello Stemma del Cero di Sant’Antonio, che ha sancito ufficialmente l’inizio del mandato di Alessandro Lepri come Capodieci.

Il fuoco simbolico e la festa in città

I festeggiamenti sono poi proseguiti lungo la Calata e Corso Garibaldi, accompagnati da canti e musiche ceraiole, fino all’arrivo in piazza Oderisi, dove è stato acceso il tradizionale fuoco simbolico di Sant’Antonio.

Un gesto antico, carico di significati, che unisce sacro e popolare e richiama la protezione del Santo sulla comunità.

La giornata si è infine conclusa con la cena dei Santantoniari nella Taverna di via Fabiani, nel segno della convivialità e dell’amicizia.

Un’altra pagina di tradizione scritta nel cuore di Gubbio, dove fede, storia e appartenenza continuano a camminare insieme.

 

(Foto: Cronaca Eugubina)

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Mario Farneti
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