Mentre il nuovo Piano socio-sanitario regionale rimane sullo sfondo - si attende - i due nuovi presidi ospedalieri di Narni-Amelia e Terni sembrano fermi al palo. Opere entrambe che vengono invocate da anni, decenni ormai, sui quali però la politica regionale non è ancora arrivata a una quadra. Ieri il sindaco di Narni, Lorenzo Lucarelli, ha chiesto "serietà e responsabilità" alla Regione invocando l'apertura di un confronto istituzionale che superi le "competizioni". Oggi l'assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Terni, Sergio Anibaldi, con un nuovo alleato nel Comune di Narni, rincara la dose e spinge sull'accordo di programma per la sanità dell'Umbria sud. L'aria che tira è quella delle larghe intese, che appare a entrambi come l'unica soluzione praticabile. Nel frattempo la scadenza che si avvicina a grandi passi è quella del 31 luglio, data entro cui la presidente Proietti ha annunciato la presentazione del Docfap (Documento di fattibilità delle alternative progettuali) per il nuovo ospedale di Terni.
Un intervento, quello del primo cittadino di Narni, che intende "rimettere ordine nel confronto sulle politiche sociosanitarie e, in particolare, sulle scelte che riguardano l’edilizia ospedaliera nell’Umbria meridionale".
Non si tratta semplicemente di costruire "edifici" ma di attivare presidi a servizio e a tutela della salute dei cittadini, "del nostro sistema di welfare e di una delle principali leve per il futuro economico, sociale e civile del territorio. Per questo è indispensabile affrontare il tema con serietà, rigore e senso di responsabilità, evitando semplificazioni e contrapposizioni che non aiutano a risolvere i problemi" osserva.
Se la pandemia è stata uno "spartiacque", afferma il primo cittadino, ora che ne siamo fuori "è evidente che si è perso troppo tempo nell’assumere decisioni strategiche sulla riorganizzazione della rete ospedaliera e sull’edilizia sanitaria. Anche il lungo e inconcludente ping pong sul project financing per il nuovo ospedale di Terni alla fine si è concluso con un nulla di fatto".
Sul fronte dell'edilizia sanitaria, ricorda Lucarelli, se nel resto della regione e, per quanto riguarda la provincia di Terni, nell'area dell'Orvietano, l'organizzazione dei presidi territoriali è ormai stata completata, lo stesso non si può dire sia avvenuto nell'Umbria sud. Dopo rinvii su rinvii, "È arrivato il momento di colmare questo ritardo" sostiene.
All'orizzonte ci sono i due nuovi ospedali con percorsi già avviati, seppur in differenti stati di avanzamento, che rappresentano leve strategiche per sanità e sviluppo territoriali. "Su queste scelte è necessario aprire un confronto diverso rispetto al passato - asserisce - serio, trasparente, fondato su valutazioni tecniche, organizzative ed economico-finanziarie, sottratto definitivamente a logiche di parte e a tentativi di contrapporre territori che, invece, devono crescere insieme. La salute dei cittadini non può diventare terreno di lotta tra fazioni che sarebbe fuori dal tempo e da irresponsabili".
"Desidero essere molto chiaro - sottolinea Lucarelli -: la realizzazione del nuovo ospedale di Terni rappresenta la priorità assoluta per l’intera area vasta ternana. È una priorità che riguarda anche Narni e i Comuni limitrofi, i cui cittadini si rivolgono quotidianamente all’ospedale di Terni per il pronto soccorso, i ricoveri e le prestazioni di maggiore complessità. Per questo non possiamo ridurre una scelta così importante a una questione di bandiere o appartenenze territoriali".
Un'opera che dovrà integrarsi con il futuro ospedale di Narni-Amelia, con le Case della Comunità, i Distretti, la medicina generale, l'assistenza domiciliare e i servizi sociali con "una chiara specializzazione dei diversi presidi ospedalieri". Per i due nuovi ospedali serviranno anni ma nel frattempo, spiega Lucarelli, è bene valorizzare quello che c'è, ricordando che l'ospedale di Narni "che dispone di sale operatorie, spazi, tecnologie e professionalità di qualità" potrebbe lavorare a supporto di quello ternano per gli interventi di bassa e media complessità riducendo la pressione sul primo e "contribuendo concretamente alla riduzione delle liste d’attesa".
"Questa è la direzione nella quale dovremmo lavorare - auspica il sindaco di Narni -: un sistema integrato, complementare e non competitivo, nel quale ogni presidio svolga funzioni specifiche, valorizzando le proprie competenze al servizio dell’intero territorio. Sarà un buon risultato se riusciremo ad aumentare qualità e quantità delle prestazioni, a ridurre le liste d’attesa, a limitare la mobilità passiva verso altre regioni e, al contrario, a rendere l’Umbria nuovamente attrattiva per chi sceglie di curarsi nelle nostre strutture".
Proprio nell'ottica dell'integrazione, Lucarelli avanza una richiesta precisa: "propongo l’immediata istituzione di un tavolo interistituzionale, promosso dalla Regione Umbria e composto dai principali Comuni interessati, per definire rapidamente le scelte sull’edilizia sanitaria dell’Umbria meridionale.
Chiedo inoltre l’apertura di un tavolo operativo tra Regione, ASL Umbria 2, Azienda Ospedaliera di Terni e Comuni interessati per avviare fin da subito una piena integrazione delle strutture esistenti tra ospedale di Narni e l'Azienda ospedaliera di Terni come da pregressa delibera regionale, valorizzandone le specializzazioni e costruendo un’organizzazione ospedaliera realmente unitaria".
La posta in gioco è enorme e riguarda il futuro di territori e cittadini dove "non possiamo permetterci superficialità né tantomeno nuovi campanilismi. La salute delle persone viene prima di qualsiasi interesse di parte. Su questo terreno - ammonisce - si misurerà la qualità della classe dirigente e la capacità delle istituzioni di guardare al futuro con responsabilità. Come Sindaco - conclude -continuerò a sostenere ogni scelta che metta al centro i cittadini e la qualità del servizio sanitario pubblico, nella convinzione che il futuro dell’Umbria meridionale si costruisca insieme e non contrapponendo un territorio all’altro. Alimentare lo scontro allontana le soluzioni, invece Insieme si fa meglio e si fa prima nell'interesse dei cittadini". Insomma una volontà di collaborare per la sanità dell'Umbria sud che ha trovato un felice riscontro anche da parte dall'assessore Sergio Anibaldi.
"Accogliamo con favore le parole del sindaco di Narni Lucarelli quando afferma con chiarezza che la realizzazione del nuovo ospedale di Terni costituisce la priorità assoluta per l’intera area vasta ternana e aggiungiamo dell’Umbria tutta.
È una posizione - spiega l'assessore di Terni - che abbiamo sempre sostenuto e che trova quindi una significativa convergenza istituzionale con il sindaco Lucarelli".

Non c'è dubbio sul fatto che il nuovo ospedale di Terni sia un'opera strategica e che per il suo stesso impatto, prosegue Anibaldi, non potrà essere il risultato "di decisioni unilaterali della sola Regione". "Indispensabile" la condivisione istituzionale, auspicata anche da Lucarelli e "più volte da noi richiesta - ricorda - attraverso la sottoscrizione di un accordo di programma tra enti in un quadro di piena e leale collaborazione tra istituzioni. Solo questo strumento - asserisce - può garantire una definizione trasparente e condivisa degli obiettivi, delle scelte, delle risorse, della riorganizzazione della rete ospedaliera e delle relative tempistiche".
"L’accordo di programma - prosegue - non rappresenta un ostacolo alla realizzazione dell’opera, ma costituisce la migliore garanzia affinché il nuovo ospedale venga definito dove realizzarlo, progettato, e costruito all’interno di una visione complessiva e condivisa della Sanità dell’Umbria meridionale con chiare responsabilità e impegni vincolanti per tutti gli enti coinvolti".
Incomprensibile, dice Anibaldi, la scelta della Regione "di non voler percorrere questa strada, una decisione di tale portata merita il massimo livello di confronto istituzionale e non può essere affidata esclusivamente a scelte unilaterali della Regione".
La Regione, continua l'assessore, convocando il tavolo istituzionale, darebbe "il segnale più concreto della volontà di costruire il nuovo ospedale di Terni insieme ai territori superando ogni logica di contrapposizione e garantendo ai cittadini un percorso trasparente, condiviso e capace di assicurare tempi certi e una piena integrazione con la futura rete sanitaria dell’Umbria meridionale".
"Su questo terreno - conclude - si misura la qualità e la volontà di programmare della Regione: non basta affermare che il nuovo Ospedale di Terni è una priorità, occorre dotarsi degli strumenti istituzionali che rendono quella priorità realmente perseguibile e condivisa con la città di Terni".