Una risposta ferma all’emergenza sicurezza nelle corsie degli ospedali che si intreccia con le scadenze cruciali destinate a ridisegnare la mappa della sanità umbra. La presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha tracciato la rotta di un’estate decisiva per il comparto assistenziale della regione. A margine della sigla dei nuovi protocolli contro le aggressioni al personale sanitario, la governatrice ha rotto gli indugi sul dossier più caldo della conca ternana: entro il prossimo 31 luglio sul tavolo della giunta arriveranno il quadro esigenziale e la valutazione comparativa sulle possibili localizzazioni del nuovo ospedale di Terni. Una scadenza che riguarderà da vicino anche il futuro del presidio di Narni e che farà da preludio al varo del nuovo Piano sociosanitario regionale.
Il conto alla rovescia per la sanità del futuro è dunque iniziato. La redazione del Documento di fattibilità delle alternative progettuali (Docfap) per la struttura ospedaliera di Terni si trova nella sua fase di snodo. I tecnici stanno vagliando i punti di forza e di debolezza di diverse aree idonee a ospitare la struttura. “Le novità ci saranno sull'ospedale di Terni, abbiamo annunciato il 31 luglio come data di termine di un primo step di lavoro e così sarà”, ha puntualizzato Stefania Proietti. L’esito dell’analisi guiderà le scelte strategiche per l'intera conca ternana, ridefinendo anche le funzioni dell'ospedale di Narni all'interno della rete clinica.
Questo passaggio tecnico rappresenta la colonna vertebrale su cui poggerà il più ampio Piano sociosanitario regionale, la cui presentazione è attesa subito dopo la pausa estiva. Dietro le quinte di palazzo Donini si sta consumando un lavoro silenzioso ma strategico, che include la riorganizzazione delle liste d'attesa, la riscrittura dei percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (Pdta) e il rafforzamento delle reti di assistenza sul territorio. Un tassello cardine è già rappresentato dal piano per la salute mentale, recentemente preadottato. “È una struttura fondamentale del piano sociosanitario di cui poco si parla, frutto di un lavoro di partecipazione iniziato a dicembre con centinaia di professionisti e associazioni”, ha spiegato la presidente.
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Mentre si pianificano le infrastrutture di domani, la priorità immediata resta la tutela di chi lavora in prima linea nei pronto soccorso. I due protocolli d'intesa siglati oggi con la Prefettura di Perugia e la Prefettura di Terni estendono a tutta la regione il modello di protezione già sperimentato dall'Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni a fine 2025. Gli accordi, validi per 24 mesi, impegnano le Usl e le aziende ospedaliere a una strategia di tolleranza zero contro ogni forma di violenza fisica o verbale. Tra le misure principali figurano il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza, l'attivazione di canali di allerta rapida collegati al Numero unico di emergenza 112 e l'istituzione di gruppi di lavoro aziendali dedicati al monitoraggio dei rischi.
L'urgenza dell'intervento è dettata da una scia di episodi sempre più preoccupante. I dati ufficiali evidenziano come nel 2025 in Umbria si siano registrate ben 211 aggressioni, con un incremento del 2% rispetto all'anno precedente, arrivando a coinvolgere 281 professionisti. Il trend non accenna a flettere: nel solo primo semestre del 2026 sono già 111 gli episodi denunciati, con 122 operatori sanitari coinvolti. La pressione maggiore si registra nei territori dell'Usl Umbria 2, che nel 2025 ha contato 89 episodi (e 48 nei primi sei mesi del 2026), seguita dall'Usl Umbria 1 con 51 casi. Sotto il profilo professionale, gli infermieri restano la categoria più esposta, rappresentando il 64,1% dei lavoratori colpiti nel 2025.

La risposta delle istituzioni punta a fare rete per spezzare questa catena di violenza. “Proteggendo chi cura difendiamo la dignità del lavoro e la qualità del nostro sistema sanitario”, ha ribadito Stefania Proietti, ringraziando il sottosegretario Emanuele Prisco per il piano di investimenti sulla videosorveglianza. Sulla stessa linea la direttrice regionale Salute e Welfare, Daniela Donetti, che ha definito l’intesa “uno scudo per rafforzare la rete di prevenzione”. Dal canto loro, i prefetti di Terni e Perugia, Antonietta Orlando e Francesco Zito, hanno sottolineato come la sicurezza dei medici sia la precondizione per garantire un'assistenza di qualità, evidenziando l'importanza di investire non solo sulla repressione, ma anche sulla prevenzione culturale.
Il fronte dei direttori generali delle aziende sanitarie umbre è compatto nell'applicazione delle nuove linee guida. Antonio D'Urso (Azienda Ospedaliera di Perugia) ed Emanuele Ciotti (Usl Umbria 1) hanno confermato l'impegno per un sistema di risposta coordinato e tempestivo. Sul versante operativo, il direttore generale dell’Usl Umbria 2, Roberto Noto, ha annunciato l'avvio di corsi di formazione incentrati sulle tecniche di de-escalation psicologica del conflitto. Una sinergia istituzionale che, come concluso dal direttore dell'Azienda Ospedaliera di Terni, Andrea Casciari, permetterà di tracciare un percorso chiaro e uniforme per proteggere i lavoratori del servizio pubblico e restituire serenità all'intero sistema assistenziale umbro.