La sanità umbra torna al centro del confronto politico-istituzionale con un question time che, nell’Aula di Palazzo Cesaroni, ha assunto i toni di un vero e proprio scontro tra maggioranza e opposizioni. Sul tavolo, due dossier emblematici della riorganizzazione del sistema sanitario regionale: il laboratorio analisi dell’ospedale di Pantalla, nella Media Valle del Tevere, e il futuro del Centro di riabilitazione di Trevi. Due casi diversi ma accomunati da una medesima preoccupazione sollevata dalle opposizioni: il rischio di un progressivo ridimensionamento dei servizi territoriali.
Dall’altra parte, la presidente della Regione Stefania Proietti ha difeso le scelte della Giunta, collocandole nel solco di decisioni già avviate e rivendicando un approccio orientato alla razionalizzazione e al rafforzamento della rete.
Il primo fronte si è aperto sul laboratorio analisi dell’ospedale della Media Valle del Tevere. I consiglieri Eleonora Pace, Matteo Giambartolomei (Fratelli d’Italia) e Donatella Tesei (Lega) hanno chiesto chiarimenti alla presidente della Giunta regionale in merito alle notizie relative a una riduzione dell’orario del servizio.
Nel dettaglio, i consiglieri hanno chiesto “se sia vero quanto appreso in merito alla riduzione del servizio di laboratorio analisi dell'ospedale di Pantalla a un regime H12”.
E ancora: “Nel caso dovessero risultare fondate le notizie apprese, se la Regione ritenga adeguato e sicuro affidare l'attività notturna del pronto soccorso esclusivamente ai Poct e al trasferimento dei campioni presso altre strutture, considerando il gravoso sovraccarico di lavoro che questa modalità imporrebbe al personale sanitario”.
A illustrare l’interrogazione è stata Eleonora Pace, che ha delineato un quadro critico, sottolineando le possibili ricadute sulla qualità dell’assistenza e sull’organizzazione del lavoro sanitario. “è giunta notizia che a partire dal 19 gennaio il servizio di laboratorio analisi dell'ospedale della Media Valle del Tevere dovrebbe funzionare esclusivamente in fascia h12, dalle ore 8 alle 20. Per le successive dodici ore notturne le analisi necessarie al Pronto Soccorso verrebbero effettuate mediante dispositivi Poct, strumenti che presentano riconosciuti limiti di accuratezza rispetto alle analisi di laboratorio. Tali strumenti non possono sostituire un laboratorio analisi strutturato, oltre a sottrarre tempo, risorse e attenzione al personale del pronto soccorso già in forte sofferenza. Si apprende anche che, per eventuali casi di urgenza, sarebbe inoltre previsto il trasferimento fisico dei campioni biologici presso il laboratorio di Branca, con evidenti criticità in termini di tempi, sicurezza e appropriatezza delle cure. Il Laboratorio Analisi rappresenta un servizio essenziale e strategico per il corretto funzionamento del Pronto Soccorso e per la gestione delle emergenze. Se i consiglieri di opposizione fossero stati invitati alla riunione svolta con il Comitato di cittadini di Pantalla avremmo potuto evitare questo atto”.
Un intervento che ha posto l’accento sul delicato equilibrio tra razionalizzazione dei servizi e garanzia dei livelli essenziali di assistenza, in particolare nei presidi periferici.
Nel rispondere, la presidente Stefania Proietti ha ricondotto la riorganizzazione a un percorso già avviato dalla precedente amministrazione, rivendicando tuttavia una scelta meno penalizzante rispetto alle ipotesi originarie.“il tema della riorganizzazione dei laboratori di analisi rientra nelle delibere di Giunta del 2022 e del 2023, quindi decisa dalla Giunta precedente. Quei documenti prevedevano la chiusura completa del laboratorio di Pantalla. Noi abbiamo scelto un modello organizzativo diverso, che però non poteva prescindere dalle decisioni già prese. Rispetto alla chiusura totale abbiamo scelto di lasciare aperto il laboratorio in fascia diurna, la limitazione della Poct alla sola fascia notturna, la permanenza presso la sede operativa della maggior parte dei tecnici di laboratorio. Rispetto al trasferimento dell'attività nella struttura di Branca, abbiamo ridotto questa possibilità alle sole emergenze. La rimodulazione della rete regionale dei laboratori, iniziata nel 2022, rientra nella razionalizzazione del sistema sanitario regionale. Dall'ospedale di Pantalla, grazie ad un recente accordo, in caso di esami o cure specialistiche non effettuabili lì, i pazienti saranno trasferiti a Perugia (e non più a Branca o Città di Castello) come richiesto dai Comitati. Il modello adottato a Branca è una parziale realizzazione di quanto richiesto dalle delibere della precedente Giunta, rispetto alle quali siamo potuto tornare solo parzialmente indietro”.
Una posizione che punta a evidenziare una continuità obbligata con le scelte precedenti, ma anche una volontà di mitigarne gli effetti più impattanti.
La replica di Pace ha riportato il confronto su un piano politico più ampio, legato anche alle promesse della campagna elettorale.
“Sottolineo che davanti a quell'ospedale mise in scena una delle pagine peggiori della campagna elettorale - ha replicato Pace -, annunciando che sarebbe stata rivoluzionata la sanità, azzerato i provvedimenti della precedente giunta e ripristinato i servizi così come erano in precedenza. Oggi invece ci conferma che la strada intrapresa in passato era dettata da normative nazionale rispetto alle quali neanche la Giunta attuale può tornare indietro”.
Il caso Pantalla si configura così come un banco di prova della capacità della Regione di coniugare vincoli normativi, sostenibilità economica e tutela dei servizi.
La seconda parte del question time ha spostato il focus sul Centro di riabilitazione di Trevi, con un’interrogazione presentata da Eleonora Pace, Matteo Giambartolomei e Andrea Romizi (Forza Italia).
I consiglieri hanno chiesto chiarimenti “in ordine al futuro del Centro di riabilitazione di Trevi” e, in particolare, “se intenda assumere una posizione chiara, univoca e trasparente sul futuro del Centro di riabilitazione di Trevi, chiarendo se l'obiettivo sia effettivamente il rafforzamento della struttura ovvero, al contrario, un suo progressivo ridimensionamento, con le conseguenti ricadute sul diritto alla salute dei cittadini, sull'assetto dei servizi e sull'organizzazione del personale; se, nonostante l'eventuale conversione della struttura e il passaggio di classificazione annunciato, la Giunta regionale intenda comunque prevedere investimenti strutturali, tecnologici e organizzativi sul Centro di riabilitazione di Trevi”.
Nel suo intervento, Pace ha parlato apertamente del rischio di un declassamento della struttura, evidenziando criticità già note e denunciando l’assenza di un piano organico di rilancio.
“Questa interrogazione - ha affermato Pace illustrando il suo atto - nasce a seguito della giornata che abbiamo condiviso insieme di festeggiamenti all'ospedale di Foligno dove nell'intervento del direttore Noto abbiamo appreso una notizia rispetto al centro di riabilitazione di Trevi che ci ha preoccupato, perché rappresenterebbe l'ennesima dismissione di un servizio di eccellenza come quello di Trevi. Quindi una sanità pubblica che invece di essere potenziata, così dai voi promesso, continua invece ad essere smantellata...”.
La presidente Proietti ha invece delineato una prospettiva di rafforzamento, inserendo Trevi all’interno di una rete riabilitativa più ampia e integrata.
“per la struttura riabilitativa di Trevi, nell'ottica del piano sociosanitario che stiamo redigendo, si prevedono ipotesi di rafforzamento”. E ancora: “Nel disegno che stiamo predisponendo - ha aggiunto -, Trevi assumerà un ruolo importante nella rete riabilitativa, rappresentando un nodo centrale di riferimento...”.
A chiudere il confronto è stata la replica delle opposizioni, che hanno ribadito le proprie perplessità sulla direzione intrapresa dalla Giunta regionale, evidenziando una distanza politica e interpretativa che, al momento, appare difficilmente ricomponibile.
“Era tutto vero - ha quindi detto Pace -, i codici '75 non saranno più trattati a Trevi, ma spostati a Foligno...”. Un passaggio che sintetizza, in poche parole, il cuore dello scontro: da un lato la linea della riorganizzazione sostenuta dall’esecutivo regionale, dall’altro le critiche dell’opposizione, che leggono nelle scelte prospettate un progressivo ridimensionamento di servizi ritenuti strategici per il territorio.
Il question time si è così concluso senza una sintesi condivisa, ma con la conferma di una linea di frattura netta tra maggioranza e opposizioni, destinata con ogni probabilità a riemergere anche nei prossimi passaggi istituzionali.
Sul piano politico e programmatico, lo sguardo resta ora rivolto al Piano socio-sanitario regionale, atteso come snodo decisivo per chiarire assetti organizzativi, livelli di investimento e prospettive di sviluppo della sanità umbra.