Oltre 1.600 tra nuove assunzioni e stabilizzazioni nell'arco di tre anni per rafforzare ospedali, servizi territoriali e strutture sanitarie regionali. È una delle più consistenti operazioni di potenziamento del personale sanitario programmate negli ultimi anni in Umbria quella approvata dalla Giunta regionale con il via libera ai piani triennali di fabbisogno del personale delle quattro aziende sanitarie umbre per il periodo 2026-2028.
I numeri illustrati questa mattina a Palazzo Donini delineano una strategia che punta a intervenire su una delle questioni più delicate per il sistema sanitario regionale: la disponibilità di personale medico, infermieristico, tecnico e amministrativo in un contesto segnato dall'aumento della domanda di assistenza, dall'invecchiamento della popolazione e dalla necessità di rafforzare la rete territoriale.
Il piano prevede complessivamente 1.250 nuove assunzioni e 376 stabilizzazioni, per un totale di 1.626 unità, con l'obiettivo di consolidare gli organici, garantire maggiore continuità assistenziale e accompagnare il percorso di riorganizzazione della sanità umbra.
Ad illustrare il programma sono stati la presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e i quattro direttori generali delle aziende sanitarie regionali: Andrea Casciari per l'Azienda ospedaliera Santa Maria di Terni, Antonio D'Urso per l'Azienda ospedaliera di Perugia, Roberto Noto ed Emanuele Ciotti per le due aziende sanitarie territoriali.
La presentazione ha rappresentato anche un momento di confronto sul futuro del sistema sanitario regionale e sulle strategie che dovranno accompagnare l'attuazione degli investimenti previsti nei prossimi anni. Al centro della programmazione vi è la volontà di rendere più stabile e strutturata la presenza di personale nelle strutture sanitarie umbre, riducendo il ricorso a soluzioni temporanee e garantendo una migliore organizzazione dei servizi.
Particolarmente rilevante è il dato relativo al primo anno di applicazione del piano.
Per il 2026 l'obiettivo fissato dalla Regione è infatti quello di arrivare a 907 ingressi complessivi, tra nuove assunzioni e stabilizzazioni. Un numero che evidenzia la volontà di accelerare immediatamente il rafforzamento degli organici e di intervenire sulle situazioni di maggiore criticità presenti nelle diverse aziende sanitarie.
Si tratta di una risposta concreta a una problematica che interessa l'intero sistema sanitario nazionale, alle prese con la crescente difficoltà nel reperire alcune figure professionali, in particolare medici specialisti, infermieri e operatori sanitari qualificati.
Negli ultimi anni molte strutture hanno dovuto affrontare pensionamenti, carenze di personale e un aumento costante delle richieste di assistenza da parte dei cittadini, fattori che hanno reso necessario un ripensamento complessivo delle politiche di reclutamento.
Il piano non guarda esclusivamente agli ospedali, ma coinvolge l'intera rete sanitaria regionale. Da un lato vi è la necessità di rafforzare le due principali strutture ospedaliere umbre, quelle di Perugia e Terni, punti di riferimento per le attività di alta specializzazione e per l'assistenza ai casi più complessi.
Dall'altro emerge la volontà di consolidare il ruolo delle due aziende sanitarie territoriali, chiamate a gestire servizi sempre più strategici legati alla medicina di prossimità, all'assistenza domiciliare, alla presa in carico dei pazienti cronici e all'integrazione sociosanitaria.
La crescita del personale viene considerata una condizione indispensabile per sostenere il percorso di trasformazione della sanità umbra, che nei prossimi anni sarà interessata anche dagli interventi previsti dal Piano nazionale di ripresa e resilienza, con nuove Case della Comunità, Centrali operative territoriali e servizi destinati ad avvicinare l'assistenza ai cittadini.
Dietro il piano occupazionale vi è anche uno sforzo economico particolarmente significativo.
Per il 2026 il tetto massimo complessivo destinato alla spesa per il personale delle aziende sanitarie umbre è stato fissato in 539 milioni di euro. Una cifra che testimonia la centralità delle risorse umane all'interno del sistema sanitario regionale e la volontà di investire in modo strutturale sul capitale professionale.
Secondo quanto illustrato durante la presentazione, tutte le aziende hanno rispettato i limiti di spesa previsti dalla normativa vigente. L'unica eccezione riguarda l'Azienda ospedaliera di Perugia, per la quale è stata prevista una specifica deroga, consentendo comunque il mantenimento degli equilibri programmati. La gestione delle risorse economiche rappresenta infatti uno degli aspetti più delicati della programmazione sanitaria, chiamata a conciliare sostenibilità finanziaria e necessità di garantire livelli assistenziali elevati.
Una parte importante del piano riguarda le 376 stabilizzazioni previste nel triennio.
L'intervento è destinato a lavoratori che già operano all'interno delle strutture sanitarie regionali e che potranno vedere consolidata la propria posizione professionale.
Si tratta di una misura che punta a ridurre il precariato, valorizzare le competenze maturate negli anni e garantire una maggiore continuità organizzativa ai servizi. Per le aziende sanitarie significa poter contare su personale già formato e inserito nei processi lavorativi; per i lavoratori rappresenta invece una prospettiva di maggiore stabilità e sicurezza professionale.
I numeri presentati dalla Regione restituiscono la fotografia di una sanità che prova a investire sulle persone come principale leva di sviluppo.
La vera sfida inizierà ora con la fase attuativa dei piani, che dovrà tradursi nella pubblicazione dei bandi, nelle procedure di reclutamento e nell'effettivo inserimento delle nuove figure professionali. Non si tratta soltanto di coprire posti vacanti, ma di costruire un sistema capace di rispondere alle esigenze future, trattenere professionalità, attrarre nuove competenze e garantire servizi sempre più efficienti.
Per una regione che, come il resto del Paese, deve confrontarsi con l'aumento delle cronicità, l'invecchiamento della popolazione e la crescente complessità dell'assistenza sanitaria, il rafforzamento degli organici rappresenta uno degli snodi più importanti per il futuro.
Il piano approvato dalla Giunta regionale si inserisce proprio in questa prospettiva: trasformare il personale sanitario da elemento critico a principale motore della qualità dei servizi, della tenuta del sistema e della capacità di rispondere alle aspettative dei cittadini umbri.