16 Feb, 2026 - 16:28

Sanità, accordo operativo tra ospedale di Perugia e Usl Umbria 1: centralizzati al Santa Maria della Misericordia i pazienti ad alta complessità

Sanità, accordo operativo tra ospedale di Perugia e Usl Umbria 1: centralizzati al Santa Maria della Misericordia i pazienti ad alta complessità

È stato formalmente avviato il percorso che porterà alla centralizzazione presso l’ospedale di Perugia dei pazienti con elevata complessità clinica non gestibili all’ospedale di Pantalla. A darne notizia è la Regione Umbria, che comunica come la direzione generale dell’Azienda ospedaliera di Perugia - Santa Maria della Misericordia e quella della Usl Umbria 1 abbiano “avviato l’iter che porterà in tempi brevi alla centralizzazione presso l’ospedale di Perugia dei pazienti con elevata complessità clinica che non possono essere gestiti all’ospedale di Pantalla”.

L’intervento si inserisce nel più ampio processo di riorganizzazione della rete ospedaliera regionale, volto a rafforzare il ruolo dell’ospedale hub di Perugia quale centro di riferimento per le patologie e le condizioni cliniche che richiedono un più elevato livello di specializzazione e integrazione multidisciplinare.

Integrazione tra aziende e presa in carico appropriata

Secondo quanto evidenziato da Palazzo Donini, la decisione “rappresenta un ulteriore passo nel processo di integrazione tra le Aziende sanitarie, con l’obiettivo di garantire ai cittadini una presa in carico tempestiva e appropriata, assicurando l’assistenza nei contesti più adeguati in relazione al livello di gravità”.

Il principio ispiratore dell’accordo è quello della concentrazione delle competenze nei centri ad alta specializzazione, nel rispetto dei criteri di appropriatezza clinica e sicurezza delle cure. La centralizzazione dei casi più complessi consentirà di valorizzare le professionalità presenti nel capoluogo e di ottimizzare le risorse tecnologiche e organizzative disponibili.

Percorsi condivisi e rafforzamento della rete umbra

Il piano operativo, precisa la Regione, “prevede il progressivo rafforzamento dei percorsi condivisi, finalizzato a ridurre fino ad azzerare, per i casi complessi, il ricorso a presidi esterni alla rete regionale, consolidando la risposta all’interno della rete ospedaliera umbra. Il risultato è frutto del lavoro congiunto avviato negli ultimi mesi dalle due aziende, in stretta collaborazione con la Direzione regionale Salute”.

In questa prospettiva, l’integrazione non si limita al trasferimento fisico dei pazienti, ma implica la definizione di protocolli comuni, criteri clinici uniformi e sistemi informativi condivisi. È prevista inoltre l’attivazione di un monitoraggio continuo dei flussi di centralizzazione e degli esiti assistenziali, con l’obiettivo di garantire efficacia, sostenibilità e qualità nel tempo.

Il modello traumatologico già operativo

Tra gli ambiti già attivi, la Regione evidenzia che “da luglio 2025” è stato avviato il percorso di centralizzazione in ambito traumatologico. In particolare, “i pazienti con frattura di femore che accedono all’ospedale di Pantalla vengono centralizzati presso l’azienda ospedaliera di Perugia, garantendo un più elevato livello di specializzazione e una maggiore integrazione clinica”.

Il modello adottato per la gestione delle fratture di femore rappresenta un banco di prova per l’estensione del sistema ad altre aree ad alta complessità, come le patologie internistiche gravi, le emergenze chirurgiche maggiori e le condizioni che richiedono competenze superspecialistiche non presenti nei presidi spoke.

Stop alle migrazioni extra-regionali

Uno degli obiettivi dichiarati è il contenimento della mobilità passiva, ovvero il trasferimento di pazienti umbri verso strutture ospedaliere fuori regione. La Regione conclude sottolineando che “nelle intenzioni della governance della sanità regionale non ci saranno più “migrazioni” di pazienti presso altri centri ospedalieri ma soltanto da Pantalla verso l’ospedale Santa Maria della Misericordia di Perugia”.

La centralizzazione interna alla rete umbra mira dunque a trattenere competenze e risorse economiche sul territorio, garantendo ai cittadini un’offerta assistenziale completa e di alto livello senza la necessità di rivolgersi a presidi extraregionali.

Prospettive e impatto sul sistema sanitario

Il percorso avviato tra l’azienda ospedaliera di Perugia e l’Usl Umbria 1 si configura come un tassello strategico della programmazione sanitaria regionale. Nei prossimi mesi saranno progressivamente implementati nuovi ambiti di centralizzazione, con verifiche periodiche sugli indicatori di appropriatezza e sugli esiti clinici.

L’obiettivo dichiarato è duplice: assicurare una presa in carico sempre più qualificata per i casi complessi e consolidare una rete ospedaliera integrata, capace di rispondere in maniera coordinata e sostenibile alle esigenze della popolazione umbra. 

La riorganizzazione non comporterà un ridimensionamento dei servizi territoriali, ma una loro maggiore integrazione funzionale con l’hub di riferimento, in un’ottica di complementarità e non di sovrapposizione.

Con l’avvio formale dell’iter, prende dunque forma un modello di governance sanitaria che punta su specializzazione, integrazione e qualità delle cure, delineando un nuovo assetto operativo per la gestione dei casi ad alta complessità clinica in Umbria.

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Francesco Mastrodicasa
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