Non una semplice esposizione, ma un viaggio dentro l’anima di Gubbio. Con la mostra “San Francesco a Gubbio. Arte e spiritualità nella terra del lupo”, in programma dal 9 maggio al 13 settembre 2026, la città dei Ceri propone un’iniziativa culturale che unisce storia, arte e fede in un unico itinerario diffuso.
Il progetto si inserisce nelle celebrazioni per gli 800 anni dalla morte di San Francesco, ma anche negli 820 anni dalla sua venuta a Gubbio, quando, giovanissimo, compì qui uno dei passaggi più decisivi della sua vita: la conversione.

Era il 1206 quando Francesco arrivò a Gubbio. Aveva appena 24 anni e qui, secondo la tradizione, maturò la scelta di abbandonare ricchezza e guerra per abbracciare una vita radicalmente evangelica.
Un passaggio che, come ricordato durante la presentazione, sarebbe stato influenzato anche dalla figura di Sant’Ubaldo Baldassini, simbolo di una spiritualità concreta e vissuta.
Questo legame profondo tra Francesco e la città è il cuore della mostra, che intende restituire non solo il racconto storico, ma il significato spirituale di quella scelta.
A sintetizzare lo spirito dell’iniziativa è il vicario generale della Diocesi, don Mirko Orsini: «Questa non è una mostra ma un percorso spirituale». Un’affermazione che definisce con chiarezza l’intento del progetto.

«La santità si costruisce quotidianamente nelle nostre vite sposando il Vangelo», aggiunge, richiamando l’attualità del messaggio francescano.
Un messaggio che, come sottolineato anche dal sindaco Vittorio Fiorucci, resta vivo ancora oggi: «Dopo 800 anni San Francesco continua a parlarci. Gubbio è la città della pace».
Uno degli elementi più innovativi della mostra è il suo carattere diffuso, che coinvolge alcuni dei luoghi più significativi della città.
Il percorso parte dal Palazzo dei Consoli, cuore dell’arte medievale eugubina, e prosegue nel Museo Diocesano e nella Cattedrale, custodi di testimonianze legate alla tradizione religiosa.
Le Logge dei Tiratoi ospitano invece una sezione dedicata alla ceramica e alla produzione artistica locale, mentre i luoghi francescani per eccellenza – la Chiesa della Vittorina e la Chiesa di San Francesco della Pace, dove si conserva la memoria del lupo – restituiscono la dimensione più simbolica del racconto.
Elemento centrale è anche la Chiesa di San Francesco, con l’apertura straordinaria del complesso e la possibilità di visitare i chiostri normalmente non accessibili.
La mostra non si limita a raccontare il passato. Al contrario, mette in dialogo epoche diverse, accostando opere storiche e interpretazioni contemporanee di artisti eugubini.

Come spiega la curatrice Cristina Galassi, «San Francesco era una icona di popolarità, un messaggero di pace, santo ribelle e obbediente». La scelta del colore lilla come filo conduttore dell’allestimento sottolinea proprio questa dimensione simbolica.
Il curatore Ettore Sannipoli introduce un altro elemento chiave: «È una mostra di artieri, artisti che sono anche artigiani». Un richiamo alla tradizione eugubina, dove arte e manualità si intrecciano da secoli.

L’iniziativa è il risultato di un lavoro corale, che ha coinvolto istituzioni, associazioni, artisti e realtà del territorio. L’assessore alla cultura Paola Salciarini parla di «uno straordinario lavoro sinergico», sottolineando anche gli interventi di riqualificazione realizzati, in particolare intorno alla Chiesa di San Francesco.
Tra i protagonisti anche l’Università dei Muratori e Scalpellini, che ha annunciato un progetto significativo: la realizzazione di una statua in pietra di San Francesco, segno tangibile di un legame che unisce arte, fede e tradizione.
La mostra rappresenta anche un tassello importante nella strategia di valorizzazione turistica della città. L’introduzione di un biglietto unico da 10 euro consente di accedere all’intero circuito, rendendo l’esperienza accessibile e integrata.
Accanto al Comune e alla Diocesi, il progetto ha visto il contributo di numerosi partner e sponsor, tra cui Fondazione Perugia, Università di Perugia, Regione Umbria e importanti realtà imprenditoriali.
In definitiva, “San Francesco a Gubbio” non è solo un evento culturale, ma un’occasione per riscoprire l’identità della città attraverso uno dei suoi momenti più significativi.
Il percorso invita a guardare oltre l’opera d’arte, oltre il dato storico, per cogliere un messaggio che resta attuale: quello di una vita costruita sulla pace, sull’ascolto e sulla condivisione.
Un messaggio che, a distanza di otto secoli, continua a parlare con forza al presente.