Non è una gara come tante altre. Oggi pomeriggio alle 17:30, allo stadio Riviera delle Palme, Sambenedettese e Gubbio si giocano un pezzo pesantissimo di presente e futuro. Novanta minuti che valgono più di tre punti, perché la classifica racconta di due squadre in evidente difficoltà, accomunate da un dato allarmante: entrambe non vincono in campionato dal mese di ottobre.
Una crisi che ha eroso certezze e margini di sicurezza. Oggi marchigiani e umbri sono appaiati nella zona medio-bassa della classifica, con una sola lunghezza di vantaggio sul quartultimo posto, occupato dal Perugia a quota 18 punti. Una distanza minima, quasi impercettibile, che rende concreto il rischio di ritrovarsi già stasera in piena zona playout.
Per il Gubbio, quella di oggi è anche una sorta di ripartenza. Sarà infatti la prima gara ufficiale del 2026, dopo che il match della prima giornata di ritorno non è stato disputato a causa dell’esclusione del Rimini. Una lunga attesa che aumenta l’incertezza ma anche la voglia di riscatto. La Sambenedettese, invece, arriva dal pareggio per 2-2 sul campo del Bra, maturato con il rammarico di essere stata raggiunta nei minuti finali, segnale di una squadra fragile nella gestione dei momenti chiave. Il contesto è chiaro: gara da dentro o fuori, emotivamente e mentalmente, prima ancora che tecnicamente.
I padroni di casa dovrebbero affidarsi al consueto 3-4-3, sistema che garantisce ampiezza e presenza offensiva, ma che richiede grande equilibrio in fase di non possesso. In porta spazio a Cultraro, mentre la difesa a tre sarà composta da Zini sul centro-destra, Dalmazzi nel ruolo di perno centrale e Pezzola sul centro-sinistra, chiamati a contenere un attacco del Gubbio che, nonostante le difficoltà, resta fisicamente strutturato.
A centrocampo, la diga sarà affidata alla coppia Toure-Bongelli, chiamata a garantire filtro e intensità, con Zoboletti a destra e Piccoli a sinistra sulle corsie esterne. Due esterni fondamentali non solo per spingere, ma anche per rientrare rapidamente quando il Gubbio proverà a ripartire.
In attacco, il peso specifico è tutto sulle spalle di Eusepi, riferimento centrale e principale terminale offensivo. Ai suoi lati agiranno Konate a destra, pronto ad attaccare la profondità, e Candellori a sinistra, più portato ad accentrarsi e dialogare tra le linee. Un tridente che può fare male, ma che dovrà essere supportato con continuità dal centrocampo.
Situazione più complessa in casa Gubbio. Di Carlo deve fare i conti con diverse assenze e condizioni precarie. Signorini è squalificato, Spina indisponibile per infortunio, mentre La Mantia non è al meglio dopo un’influenza che lo ha tenuto lontano dal campo per giorni, in dubbio anche la presenza di Minta. Durante la sosta il tecnico ha lavorato sul 4-3-1-2, modulo che sembra offrire maggiore equilibrio, ed è questa l’ipotesi più accreditata.
In porta confermato Krapikas, davanti a una difesa a quattro con Zallu a destra, Baroncelli e Di Bitonto centrali e Bruscagin a sinistra. Una linea chiamata a grande attenzione contro il tridente marchigiano.
A centrocampo, Carraro agirà da playmaker, nonostante un leggero fastidio al polpaccio accusato in settimana, con Rosaia e Costa ai suoi lati. Davanti alla linea mediana, Saber è in vantaggio su Di Massimo per il ruolo di trequartista, incaricato di legare gioco e attacco.
In avanti, spazio alla coppia Ghirardello-Tommasini, più dinamica e mobile, mentre La Mantia dovrebbe partire dalla panchina per essere eventualmente utilizzato a gara in corso.
SAMBENEDETTESE (3-4-3): Cultraro; Zini, Dalmazzi, Pezzola; Zoboletti, Bongelli, Touré, Piccoli; Konaté, Eusepi, Candellori. Allenatore: D’Alesio
GUBBIO (4-3-1-2): Krapikas; Zallu, Baroncelli, Di Bitonto, Bruscagin; Rosaia, Carraro, Costa; Saber; Ghirardello, Tommasini. Allenatore: Di Carlo
Arbitro: Fabrizio Pacella di Roma 2
Assistenti: Carlo De Luca di Merano, Thomas Storgato di Castelfranco Veneto
Quarto ufficiale: Francesco D’Eusanio di Faenza
Operatore FVS: Paolo Di Carlo di Pescara