18 Jun, 2026 - 16:18

Normativa Salva Casa, i geometri umbri chiedono regole condivise: "Servono interpretazioni univoche nei 92 Comuni"

Normativa Salva Casa, i geometri umbri chiedono regole condivise: "Servono interpretazioni univoche nei 92 Comuni"

Costruire un linguaggio comune tra professionisti, enti locali e pubbliche amministrazioni per superare le incertezze interpretative che ancora accompagnano il decreto Salva Casa e garantire ai cittadini procedure più chiare, rapide e uniformi.

È questo il messaggio emerso dal terzo incontro del ciclo formativo dedicato alla normativa, promosso dai Collegi dei geometri di Perugia e Terni e rivolto sia ai professionisti del settore sia ai dipendenti delle amministrazioni pubbliche chiamati quotidianamente ad applicare le disposizioni in materia edilizia e urbanistica. Un appuntamento particolarmente partecipato che ha visto la presenza, tra gli altri, del professor Claudio Belcari, docente del percorso formativo, del presidente del Collegio dei geometri di Perugia Enzo Tonzani e del presidente dell’agenzia formativa Cogeo, Alviero Palombi.

L’iniziativa non si è limitata a offrire un aggiornamento tecnico sulla normativa, ma si è trasformata in un’occasione di confronto operativo tra i soggetti che, a diverso titolo, si trovano a gestire le procedure previste dal decreto. Un approccio che punta a ridurre le divergenze interpretative e a favorire una maggiore uniformità applicativa, elemento ritenuto essenziale in una materia complessa come quella edilizia.

Belcari: “Il Salva Casa ha reso il quadro normativo più complesso”

A tracciare il quadro della situazione è stato Claudio Belcari, che ha evidenziato come il decreto abbia introdotto importanti novità ma anche nuove problematiche interpretative.

“Il Salva casa ha determinato un quadro normativo assai più complesso rispetto al passato per cui oggi, a distanza di quasi due anni dalla pubblicazione della legge, dobbiamo dire che sussistono criticità in termini interpretativi e applicativi. Incontri come questo sono molto importanti per cercare di dare ai professionisti chiarezza negli indirizzi interpretativi e applicativi sulla materia”. Parole che fotografano una situazione ancora in evoluzione, nella quale professionisti e amministrazioni sono chiamati a confrontarsi con una disciplina che ha modificato principi consolidati ma che necessita ancora di una lettura condivisa per essere applicata in modo uniforme.

Dalla teoria alla pratica: analizzati casi concreti e progetti edilizi

Dopo due incontri dedicati prevalentemente agli aspetti normativi e teorici del decreto, il terzo appuntamento ha rappresentato un passaggio fondamentale verso l’applicazione pratica delle disposizioni. Attraverso l’analisi di elaborati tecnici, disegni progettuali e casi reali, i partecipanti hanno potuto verificare come le nuove regole possano essere tradotte concretamente nell’attività professionale e amministrativa.

L’obiettivo è quello di fornire strumenti operativi condivisi e creare una base interpretativa comune, evitando che situazioni analoghe vengano affrontate con criteri differenti a seconda dell’ente competente o del territorio di riferimento.

Una questione che assume particolare rilevanza in Umbria, dove la necessità di uniformare le procedure è da tempo al centro del confronto tra ordini professionali e istituzioni.

Tonzani: “Dal confronto nascono le soluzioni”

Nel corso dell’incontro il presidente del Collegio dei geometri di Perugia, Enzo Tonzani, ha ribadito il valore strategico del dialogo tra professionisti e pubbliche amministrazioni.

“Siamo conviti che dal confronto e da uno studio condiviso - ha commentato Tonzani -, dal voler capire e interpretare nella maniera corretta le norme nascano le soluzioni e questo è importante non solo per noi professionisti e per i dipendenti degli enti ma soprattutto a vantaggio dei cittadini. Se riusciamo a dare un servizio soddisfacente ai cittadini credo che abbiamo raggiunto il nostro obiettivo”. Un concetto che rappresenta il filo conduttore dell’intero percorso formativo: mettere in rete competenze diverse per costruire una visione condivisa delle norme e garantire risposte più efficaci a chi si rivolge agli uffici tecnici o ai professionisti del settore.

Una riforma innovativa ma non organica

Nel suo approfondimento, Belcari ha evidenziato come il decreto Salva Casa abbia introdotto innovazioni significative, pur senza configurarsi come una riforma complessiva dell’intero sistema normativo.

“Il Salva casa - ha spiegato Belcari - ha determinato novità importanti e positive in quanto ha scardinato alcuni principi fondamentali che si erano nel tempo consolidati nella materia a livello normativo e giurisprudenziale. Tuttavia, non è una riforma organica della materia la quale presuppone un intervento in tutte le componenti del quadro normativo: titoli edilizi preventivi, in sanatoria, procedure sanzionatorie amministrative e penali e un raccordo con i diversi profili giuridici come quello paesaggistico o quello fiscale. Diversamente, il Salva casa interviene su un unico argomento che è quello delle sanatorie e gli aspetti strettamente correlati. Questo determina una criticità, un mancato raccordo rispetto a tutti gli altri profili giuridici. Gli unici indirizzi sono desumibili dalle linee guida ministeriali e dalla giurisprudenza amministrativa che via via sta dando i primi indirizzi”.

L’analisi mette in evidenza uno degli aspetti più delicati della normativa: il rapporto tra le nuove disposizioni e l’insieme delle altre regole che disciplinano il governo del territorio, dal paesaggio alla fiscalità, fino agli aspetti sanzionatori.

La richiesta: una regia regionale per uniformare le interpretazioni

Uno dei temi più sentiti emersi durante il confronto riguarda la necessità di garantire interpretazioni il più possibile uniformi delle norme urbanistiche ed edilizie.

Per il Collegio dei geometri di Perugia si tratta di una battaglia portata avanti da anni, soprattutto in relazione alla legge regionale n. 1 del 2015, il Testo unico Governo del territorio.

L’obiettivo è evitare che le stesse disposizioni vengano interpretate in maniera diversa da Comune a Comune, creando disparità applicative che finiscono per generare incertezza nei cittadini e difficoltà operative per professionisti e amministrazioni. Da qui la richiesta di riattivare un tavolo permanente di confronto con la Regione Umbria, coinvolgendo enti locali, tecnici e amministratori pubblici.

L’appello alla Regione Umbria

Sul punto Tonzani ha lanciato un chiaro invito alle istituzioni regionali affinché venga ripreso il percorso di confronto interrotto negli ultimi anni.

“Vorremmo riprendere - ha concluso Tonzani - il ragionamento che abbiamo interrotto quando c’è stato il cambio di gestione all’interno della Regione Umbria, legislatore del nostro territorio, per tornare a ragionare alla Scuola umbra di amministrazione pubblica, con i rappresentanti degli enti pubblici. L’obiettivo è arrivare a dare l’interpretazione più corretta ed estesa possibile a ogni articolo della norma che compone la legge numero 1 del 2015 Testo unico Governo del territorio per la sua applicazione condivisa in tutti e 92 Comuni dell’Umbria”.

Un appello che punta a costruire un sistema più omogeneo, capace di offrire certezze sia agli operatori del settore sia ai cittadini.

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Francesco Mastrodicasa
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