Nel calendario primaverile umbro c’è un’assenza che non passa inosservata. Quest’anno, infatti, “I Giorni delle Rose” non torneranno a colorare Villa Fidelia di Spello, interrompendo una tradizione che per oltre un decennio ha rappresentato uno degli appuntamenti più riconoscibili del panorama culturale e florovivaistico regionale.
A sottolineare il rammarico per l’assenza dell’evento è Emanuela Mori, presidente di Umbria in movimento, che richiama il valore simbolico della rassegna. “I Giorni delle Rose quest’anno non fioriscono a Spello, è un dolore, soprattutto perché la magia di Villa Fidelia, con la sua storia e il suo fascino, rimane un simbolo di questa manifestazione”.
Parole che restituiscono il peso simbolico di una sospensione che va oltre la semplice cancellazione di un appuntamento. Per molti anni, infatti, “I Giorni delle Rose” hanno rappresentato molto più di una mostra dedicata al florovivaismo: un’esperienza culturale capace di intrecciare natura, paesaggio, arte e valorizzazione del patrimonio storico in uno dei contesti più suggestivi dell’Umbria.
Nel ripercorrere la storia dell’evento, Mori ricorda come la nascita della manifestazione risalga al maggio del 2013, grazie a una precisa intuizione culturale e istituzionale.
“’I Giorni delle Rose’ organizzata dal Garden Club - ha spiegato Mori - era una manifestazione culturale che si svolgeva ogni anno nella suggestiva cornice di Villa Fidelia, a Spello, in provincia di Perugia. La sua prima edizione si tenne nel maggio del 2013, fortemente sostenuta dall’allora presidente della provincia Marco Vinicio Guasticchi che credette fermamente nel potenziale di questo evento. La manifestazione era interamente dedicata alla rosa, simbolo di bellezza e ispirazione, e si svolgeva proprio nel mese di maggio, quando i giardini della villa esplodono in un tripudio di fioriture e colori, trasformando il parco seicentesco in un vero e proprio giardino in festa”. Parole che richiamano l’origine e la filosofia dell’iniziativa. La scelta di dedicare l’intera manifestazione alla rosa non è mai stata puramente ornamentale.
Il fiore, da sempre simbolo universale di eleganza, armonia e ricerca estetica, è stato il filo conduttore attorno al quale costruire un progetto culturale capace di valorizzare la straordinaria cornice architettonica e paesaggistica di Villa Fidelia.
L’incontro tra la bellezza botanica e il fascino storico del complesso spellano ha rappresentato negli anni il tratto distintivo della manifestazione.
Nel corso del tempo, l’evento ha consolidato la propria posizione nel calendario regionale, attirando visitatori, appassionati del settore, operatori florovivaistici e pubblico generalista. La sua forza è stata quella di saper coniugare rigore culturale e capacità divulgativa.
“Nel corso degli anni, la manifestazione si è consolidata - ha proseguito Mori -, diventando un appuntamento fisso nel mese di maggio e il pubblico, sia specializzato che appassionato, ha sempre seguito con entusiasmo questa kermesse, che unisce arte, cultura e natura in un contesto storico unico. Oltre alle esposizioni di rose rare e collezioni d’eccellenza, erano presenti workshop, mostre di moda, design e approfondimenti botanici per avvicinare il grande pubblico al mondo botanico. Purtroppo quest’anno l’evento non potrà essere organizzato dal Garden Club”.
Ed è proprio questa pluralità di linguaggi ad aver reso l'evento un’esperienza peculiare. Oltre alle esposizioni floreali trovavano spazio momenti di approfondimento scientifico, percorsi didattici, installazioni artistiche, contaminazioni con il design e la moda. La manifestazione ha saputo così intercettare pubblici diversi, diventando un punto di riferimento stabile per chi guarda alla botanica come elemento culturale e non soltanto decorativo.
Nel suo intervento, Emanuela Mori affronta anche il tema del nuovo appuntamento che si svolgerà nei prossimi giorni nello stesso spazio di Villa Fidelia. Un evento analogo nella forma, ma che secondo la presidente di Umbria in movimento non può essere considerato erede diretto della manifestazione storica. “Nello stesso spazio, a Villa Fidelia, la prossima settimana sarà organizzato un evento analogo con un nome simile, alla sua prima edizione, che non è in alcun modo collegato all’appuntamento ormai storico e che non potrà replicare la storia e l’identità che I Giorni delle Rose hanno costruito nel tempo”.
Il passaggio mette al centro una questione che va oltre la semplice programmazione culturale. Per Mori, infatti, la forza di una manifestazione non risiede esclusivamente nella location o nel concept, ma nel percorso di costruzione identitaria che si sedimenta nel tempo attraverso continuità, relazioni e riconoscibilità.
Pur rimarcando la distinzione tra le due iniziative, Mori sceglie comunque un tono distensivo, guardando con fiducia al futuro. “Sono fiduciosa che cresceranno entrambe le iniziative - ha concluso Mori - , ciascuna con la propria identità e il proprio pubblico. E mi auguro che questa sia solo una pausa, e che fin dal prossimo anno si possa tornare a celebrare la regina dei fiori, visitando i splendidi giardini di villa Fidelia allestiti per i Giorni delle Rose”. Un messaggio che evita contrapposizioni e rilancia invece una prospettiva di coesistenza.
Da una parte il nuovo evento, chiamato a costruire una propria identità. Dall’altra la speranza che la storica manifestazione possa tornare già dalla prossima edizione.