Sullo sfondo del nuovo disegno di legge regionale su economia circolare e smaltimento si infiamma il confronto politico a Terni, trasformando la gestione del ciclo dei rifiuti in un terreno di forte contrapposizionale istituzionale tra Provincia e Comune di Terni e Regione dell'Umbria.
Al centro del contendere si colloca l'ipotesi di impiegare il termovalorizzatore di Acea Ambiente, che brucia pulper di cartiera proveniente da altre regioni: un nodo che ha innescato un serrato botta e risposta tra il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, e il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle, Claudio Fiorelli.
A ridefinire il perimetro del confronto interviene però il segretario provinciale di Azione Terni, Michele Pennoni, che rompe apertamente il fronte della coalizione di centrosinistra al governo della Regione Umbria: respingendo veti ideologici e l'ampliamento continuo delle discariche, il partito guidato a livello nazionale da Carlo Calenda sollecita un approccio rigoroso e pragmatico, chiedendo di valutare formalmente la realizzazione di un termovalorizzatore moderno con recupero energetico a servizio della comunità umbra.

La miccia si è accesa a seguito dell'intervento del sindaco Stefano Bandecchi, che ha replicato duramente alle valutazioni espresse da Fiorelli sul piano regionale dei rifiuti. Il primo cittadino ha attaccato l'impostazione pentastellata rivendicando la propria gestione economica: “La demagogia dei Cinquestelle ternani ha rovinato la regione Umbria e ha l’ambizione di rovinare Terni, Fiorelli deve darsi al giardinaggio. Il termovalorizzatore regalato dalla sinistra all’impresa privata lavora oggi a Terni 24 ore al giorno ma brucia rifiuti di altri”.
Nel testo della nota, Bandecchi ha quindi aggiunto: “Intanto l’Umbria annaspa aumentando la tassa raccolta rifiuti ogni anno. Solo Terni sino ad oggi ha resistito grazie al sottoscritto. I Cinquestelle o hanno la segatura nel posto sbagliato o sono venduti ai grandi capitali”, per poi concludere con un riferimento alle competenze professionali dell'esponente di minoranza: “Ringrazio il consigliere Fiorelli per la sua alta professionalità da anestesista ma l’economia non fa per lui, non offenda la città sparando bestialità. La salute a Terni non c’è per responsabilità della sinistra e mancano anche i soldi, sempre per colpa della sinistra, Cinquestelle compresi”.

La controreplica del consigliere del Movimento 5 Stelle, Claudio Fiorelli, non si è fatta attendere, puntando l'attenzione sulle prospettive tariffarie e sull'approccio della nuova legge regionale.
“Rassicuro il sindaco Bandecchi che preferisco ancora occuparmi di salute pubblica come medico e impegnarmi in politica per il bene dei cittadini. Le offese personali, le battute sul darsi al giardinaggio e peggio ancora le calunnie non mi toccano”, ha dichiarato il consigliere, contestando la narrazione sui costi del servizio: “La tassa sui rifiuti sta diminuendo in tanti comuni dell'Umbria, mentre a Terni, con la sua amministrazione, è destinata inesorabilmente a salire. L'unico modo per fare cassa sembra quello di bruciare tutti i rifiuti dell'Umbria nell'inceneritore di Terni”.
Fiorelli ha inoltre evidenziato il paradosso tra la linea tenuta sull'impianto e il dibattito sul nuovo nosocomio: “Che si metta d'accordo Bandecchi con la sua maggioranza: questo inceneritore inquina oppure no? Perché se inquina al punto da non poter costruire un ospedale vicino non si capisce come la priorità assoluta del sindaco possa essere quella di farlo funzionare a pieno regime”.
Infine, il consigliere pentastellato ha chiamato in causa i conti della partecipata: “Nel 2025 l'ASM ha registrato un utile netto di 5,8 milioni di euro e il Comune di Terni ne ha incassati ben 1,65 milioni. Perché questa amministrazione, invece di piangere miseria, non decide di utilizzarli per calmierare le tariffe a beneficio dei ternani?”.

Nel vivo della dialettica tra Palazzo Spada e i banchi dell'opposizione pentastellata, la novità sostanziale sul piano degli equilibri politici regionali arriva dalla netta presa di posizione di Azione. Il segretario provinciale di Terni, Michele Pennoni, ha segnato una netta distanza dalle logiche del Patto Avanti, contraddicendo l'impostazione della nuova legge regionale targata De Luca.
“In questa vicenda, l'unica cosa che si sta bruciando davvero è la ragione. Come Azione non siamo disposti ad assistere a un dibattito surreale e ideologizzato, lontano anni luce dai reali bisogni e dalle tasche dei cittadini umbri e ternani”. L'esponente centrista ha ribadito la totale autonomia dal primo cittadino: “Azione non è a favore di Stefano Bandecchi, non lo ha mai sostenuto, nemmeno al ballottaggio, a differenza di altri soggetti, e la nostra distanza politica da lui non è mai stata in discussione. Ricordiamo che è stato proprio il nostro leader Carlo Calenda ad opporsi fermamente a un suo eventuale ingresso in parlamento nelle liste del Terzo Polo”.
Al contempo, Pennoni ha censurato duramente le strategie del polo progressista, indicando i limiti pratici di una chiusura pregiudiziale all'innovazione impiantistica: “Se da un lato non è accettabile l'ipotesi di far diventare Terni il ricettacolo unico di tutti i rifiuti dell'Umbria, dall'altro è insostenibile l'atteggiamento di chi promette un'economia circolare fatta solo di slogan, nascondendo la realtà dei fatti”. 2
Per il dirigente di Azione, l'effetto immediato dei no alle moderne tecnologie ricade direttamente sul territorio: “A conti fatti, mentre il M5S vagheggia soluzioni miracolose ma irrealizzabili nell'immediato, il risultato concreto della loro politica è l'ampliamento continuo delle discariche, come quella delle Crete a Orvieto. Si tratta di un paradosso clamoroso: se i 5 Stelle fossero davvero coerenti con i propri principi, non avrebbero mai dovuto accettare l'allargamento di un impianto che comporta notevoli impatti e costi gravosi, sia dal punto di vista economico sia da quello ambientale”.

La linea tracciata da Azione colloca il tema della transizione ecologica all'interno delle direttive europee, indicando nella tecnologia e nel recupero di energia l'unico argine all'uso delle discariche. “Riteniamo che sia stata accantonata con troppa fretta l'idea di valutare la realizzazione di un termovalorizzatore moderno e di nuova generazione in un altro territorio idoneo dell'Umbria”, ha argomentato Pennoni, sottolineando che “Azione considera i termovalorizzatori di ultima generazione con recupero energetico una tecnologia fondamentale e imprescindibile per chiudere concretamente il ciclo dei rifiuti, ridurre al minimo il ricorso alle discariche e produrre energia pulita”.
Il documento solleva infine una questione di coerenza politica interna allo schieramento progressista, confrontando la situazione umbra con le scelte adottate nella Capitale dal sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. “Definire questi impianti moderni con il termine spregiativo di 'inceneritori' è una mistificazione puramente ideologica. Basta guardare a quanto sta accadendo a Roma, dove il Sindaco Roberto Gualtieri sta realizzando un impianto di nuova concezione”, ha evidenziato il segretario ternano, chiamando in causa direttamente i vertici dem: “Viene spontaneo chiedere allora al PD regionale: ma come mai se a Roma la termovalorizzazione è considerata una scelta progressista, necessaria e di buonsenso economico, in Umbria lo stesso Partito Democratico balbetta, piega la testa ai veti ideologici dei 5 Stelle e considera superata una tecnologia indispensabile?”.
Una divergenza programmatica che sancisce la distanza definitiva dall'attuale assetto: “Ecco perché noi non possiamo stare dentro questo 'Patto Avanti' che ideologizza e riduce tutto a una battaglia politica demagogica. Noi siamo impegnati a costruire un’alternativa seria e siamo al lavoro per strutturare un'area politica concreta, riformista e di buongoverno”.