28 Aug, 2026 - 16:00

Terni, Cardinali (ASM) con Bandecchi: “Il camino Acea brucia già rifiuti di fuori regione, sfruttiamolo per i nostri”

Terni, Cardinali (ASM) con Bandecchi: “Il camino Acea brucia già rifiuti di fuori regione, sfruttiamolo per i nostri”

Nessun nuovo impianto da costruire, nessuna tonnellata di scarti aggiunta al carico ambientale della conca e una netta riduzione del traffico pesante su gomma. Il presidente di ASM, Sergio Cardinali, interviene nel confronto sul nuovo Piano regionale dei rifiuti e smonta la narrazione politica costruita dal Movimento 5 Stelle attorno alla posizione dell'amministrazione comunale, schierandosi al fianco del sindaco Bandecchi.

Al centro del ragionamento non vi è la creazione di un nuovo polo di incenerimento, bensì l'ottimizzazione dell'impianto già attivo di Acea Ambiente a Maratta: convertire parte dell'attuale quantitativo autorizzato di pulper di cartiera proveniente da fuori regione nel trattamento di 30 mila tonnellate annue di rifiuto indifferenziato prodotto esclusivamente dal territorio provinciale. Una scelta di prossimità che consentirebbe di sottrarre volumi alla discarica di Orvieto e di aprire una trattativa economica per alleggerire le tariffe a carico dei cittadini.

La proposta per Maratta: sostituire i rifiuti importati con indifferenziato prodotto dalla provincia di Terni

Il pulper di cartiera termovalorizzato a Terni (Foto Acea Ambiente)

Il chiarimento istituzionale di Sergio Cardinali punta a ristabilire i termini tecnici della linea tracciata dal sindaco di Terni, Stefano Bandecchi. L'impianto ternano, autorizzato per un tetto massimo di 120.000 tonnellate annue, è una realtà operativa a ciclo continuo che brucia scarti industriali per larga parte importati da altre regioni 24 ore su 24 all'interno della Conca ternana nmella piana di Maratta.

L'ipotesi avanzata da palazzo Spada prevede una sostituzione volumetrica secca: “Quelle 30.000 tonnellate non andrebbero ad aggiungersi ai rifiuti oggi bruciati a Terni. Andrebbero a sostituire un quantitativo equivalente di rifiuti provenienti da fuori regione”, sottolinea il vertice della municipalizzata.

Il bilancio logistico e ambientale evidenzia un doppio vantaggio: meno autotreni in ingresso dai confini regionali e meno convogli diretti verso il polo di smaltimento orvietano. Oltre alla riduzione dell'impatto viario, la gestione in house del rifiuto urbano aprirebbe un margine negoziale con il gestore privato: “L'utilizzo dei rifiuti prodotti localmente consentirebbe al Comune e al sistema territoriale di verificare la possibilità di definire con il gestore condizioni economiche capaci di produrre benefici sul costo complessivo del servizio e, conseguentemente, sulla tariffa pagata dai cittadini”. Il tutto senza gravare sulle casse pubbliche per la costruzione di nuove infrastrutture dedicate.

Il paradosso del Piano regionale De Luca: il nodo del Css nei cementifici e l'ampliamento de Le Crete

Cardinali | Comune di Terni

La presa di posizione del presidente di ASM evidenzia le contraddizioni insite nel documento programmatico illustrato dall'assessore regionale Thomas De Luca. Mentre da un lato si respinge formalmente l'opzione della termovalorizzazione per la chiusura del ciclo umbro a Terni, dall'altro il piano prevede la trasformazione dei residui in CSS (Combustibile Solido Secondario) da destinare alla combustione nei cementifici dell'Umbria. Un modello che richiede la costruzione, il finanziamento e la gestione di nuovi impianti dedicati, i cui costi di ammortamento e ricadute sulle bollette restano ancora da quantificare.

“Diciamolo chiaramente: nel Piano De Luca i rifiuti si bruciano comunque, incalza Cardinali, ponendo un interrogativo di fondo: “Perché bruciare CSS nei cementifici dovrebbe essere ambientalmente sostenibile e ‘circolare’, mentre sostituire 30.000 tonnellate di pulper proveniente da fuori regione con 30.000 tonnellate di rifiuto prodotto a pochi chilometri dall'impianto ternano sarebbe improvvisamente una scelta ambientalmente inaccettabile?”.

Un corto circuito che si scontra anche con la gestione delle volumetrie residue: mentre si promuove l'autosufficienza circolare, per la discarica Le Crete di Orvieto è stata avviata la procedura regionale per un ampliamento da 350.000 metri cubi.

Dalla gestione dei costi tariffari alla filiera tecnologica per le scorie delle acciaierie Ast

La visione delineata dal presidente dell'ASM si estende alla gestione dell'intero comparto industriale, a partire dal trattamento delle scorie prodotte dalle acciaierie AST. Per Cardinali, tentare di forzare la transizione aumentando unicamente i costi di conferimento in discarica rappresenta una via impraticabile per il tessuto economico: “L'economia circolare non si impone per decreto e non nasce aumentando semplicemente i costi alle imprese”. La trasformazione dei residui metallurgici in materie prime seconde richiede invece una filiera coordinata con Acciai Speciali Terni, poli universitari e centri di ricerca applicata, prima di procedere a tagli restrittivi sullo smaltimento.

In conclusione, il vertice di via Capponi richiama il contesto politico e storico dell'infrastruttura di Maratta, ricordando come l'impianto non sia stato introdotto dall'attuale giunta, ma autorizzato e sviluppato sotto passate amministrazioni regionali e comunali collegate all'epoca della presidenza di Agarini alla Ternana Calcio. “Prima di accusare qualcuno di voler ‘portare l'inceneritore a Terni’, sarebbe opportuno ricordare che l'inceneritore a Terni c'è già”, conclude Cardinali, ribadendo la disponibilità a un confronto istituzionale basato esclusivamente su parametri tecnici, ambientali ed economici verificabili.

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Federico Zacaglioni
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