10 Apr, 2026 - 18:09

Umbria, ridotti i finanziamenti a Umbria Jazz e Festival dei Due Mondi: Bori, “penalizzato un settore strategico per l’Umbria”

Umbria, ridotti i finanziamenti a Umbria Jazz e Festival dei Due Mondi: Bori, “penalizzato un settore strategico per l’Umbria”

Si riaccende il confronto sul sostegno pubblico alla cultura. A sollevare la questione è il vicepresidente della Regione Umbria con delega alla Cultura, Tommaso Bori, che esprime “preoccupazione” per i nuovi tagli ai finanziamenti destinati a Umbria Jazz e al Festival dei Due Mondi di Spoleto, due tra le manifestazioni più rappresentative del panorama culturale regionale e nazionale. Secondo quanto evidenziato dalla Regione, la decisione arriva in una fase particolarmente delicata, a ridosso dell’avvio delle due rassegne, quando i programmi artistici risultano già definiti e presentati ufficialmente. 

Tempistiche che rischiano di incidere in modo significativo sulla sostenibilità organizzativa degli eventi e sulla loro piena operatività, con possibili ricadute sulla programmazione già definita e sulla gestione complessiva della macchina organizzativa.

La denuncia della Regione

“Preoccupazione” del vicepresidente della Regione Umbria con delega alla Cultura, Tommaso Bori per “gli ulteriori tagli decisi dal Governo ai finanziamenti per Umbria jazz e il Festival dei Due Mondi”. “A poche settimane dal loro inizio mettono entrambi in grandissima difficoltà”, ha detto interpellato dall'ANSA il vicepresidente della Giunta.

Parole che fotografano un quadro definito critico, soprattutto alla luce della complessità organizzativa che caratterizza eventi di portata internazionale. Umbria Jazz e il Festival dei Due Mondi richiedono infatti mesi di pianificazione, investimenti anticipati e una struttura economica stabile per garantire standard qualitativi elevati.

Tagli che si sommano ai precedenti

Nel ricostruire il contesto, Bori sottolinea come la nuova riduzione dei fondi non rappresenti un episodio isolato, ma si inserisca in una linea già avviata dall’esecutivo nazionale. “Un taglio - ha aggiunto Tommaso Bori - che si aggiungerebbe a un altro già attuato dallo stesso Governo Meloni. Questo mentre invece la Regione Umbria conferma il suo supporto anche economico alle due manifestazioni”. Parole che sottolineano una chiara e netta divergenza di approccio tra livello nazionale e regionale.

Programmi già definiti, rischio per lo svolgimento

Uno degli elementi più critici riguarda il momento in cui intervengono i tagli. Le due manifestazioni hanno già completato la fase di progettazione artistica e avviato la macchina organizzativa, rendendo complesso qualsiasi adeguamento in corsa.

“Se il quadro fosse confermato - ha sostenuto il vicepresidente - inciderebbe sullo svolgimento dei festival in una fase in cui sono già definito e anche presentati i programmi artistici. Siamo quindi pronti a chiedere la convocazione della Conferenza Stato-Regioni sulla Cultura per scongiurare i tagli”. La richiesta di convocazione della Conferenza Stato-Regioni sulla Cultura rappresenta il passaggio attraverso cui la Regione intende portare il tema all’attenzione nazionale, con l’obiettivo di aprire un confronto formale e trovare soluzioni condivise.

Cultura, identità e sviluppo economico

Nelle parole di Bori emerge una visione della cultura come settore strategico, non soltanto quale espressione artistica e identitaria, ma anche come leva di sviluppo economico e crescita complessiva del territorio. Il vicepresidente ha quindi sottolineato come in questo quadro “viene penalizzato dal Governo il settore culturale”. “Che oltre ad essere essenziale per la crescita della comunità in termini di consapevolezza, benessere e altro - aggiunge -, rappresenta un importante volano dal punto di vista economico. L'impresa culturale ha bisogno di certezze economiche per poter programmare attività e investire”.

Due manifestazioni simbolo dell’Umbria

Umbria Jazz e il Festival dei Due Mondi costituiscono da decenni un elemento distintivo dell’offerta culturale umbra. La loro capacità di attrarre artisti di rilievo internazionale e un pubblico vasto e diversificato ha contribuito a consolidare l’immagine della regione come polo culturale di riferimento. Il loro impatto si estende ben oltre l’ambito artistico: turismo, accoglienza, ristorazione e servizi beneficiano in modo significativo della presenza di queste manifestazioni, generando un indotto economico rilevante e diffuso.

Eventuali riduzioni di risorse pubbliche rischiano di produrre effetti a catena, incidendo non solo sull’organizzazione degli eventi ma sull’intero sistema territoriale.

Verso un confronto istituzionale

La posizione espressa dalla Regione lascia intravedere l’apertura di un nuovo fronte di confronto con il Governo. La richiesta di portare il tema in Conferenza Stato-Regioni sulla Cultura segnala la volontà di affrontare la questione in una sede istituzionale, cercando di superare una situazione che viene ritenuta penalizzante.

Sul piano politico e amministrativo, il nodo resta quello della programmazione: garantire certezze economiche a un settore che necessita di tempi lunghi e pianificazione accurata. In assenza di un quadro stabile, il rischio - sottolineato dalla Regione - è quello di compromettere non solo singoli eventi, ma l’intero sistema culturale.

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Francesco Mastrodicasa
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