Il presente della professione per costruirne il futuro. È partito da Terni, da una giornata dedicata all’ascolto, al confronto e alla progettazione condivisa, un nuovo percorso di riflessione nazionale sul ruolo dei giovani geometri all’interno di una categoria chiamata a confrontarsi con trasformazioni profonde, dall’innovazione tecnologica alla sostenibilità, fino alla necessità di rilanciare attrattività e ricambio generazionale.
Il capoluogo ternano ha ospitato “Generazione geometri - Visioni, strumenti e confronto per professionisti under 40”, appuntamento promosso dal Consiglio nazionale dei geometri e geometri laureati (CNGeGL) insieme alla Commissione Giovani nazionale, in contemporanea con analoghe iniziative organizzate in altre città del nord e del sud Italia.
Una tappa significativa di un percorso di ascolto diffuso che punta a raccogliere istanze, criticità, esperienze e proposte provenienti direttamente dalle nuove generazioni della categoria, per elaborare una fotografia aggiornata dello stato della professione e definire possibili linee di sviluppo. I contenuti emersi durante la giornata andranno infatti a confluire in una relazione conclusiva nazionale che costituirà una delle basi di lavoro del Meeting nazionale dei geometri under 40, in programma nel 2027.
L’iniziativa ha riunito a Terni numerosi giovani professionisti provenienti da tutta l’Umbria e dal Lazio, confermando l’esigenza diffusa di creare occasioni di dialogo strutturato tra chi si affaccia oggi alla professione e gli organismi di rappresentanza.
Al centro del confronto, i nodi più rilevanti che interessano il settore: il calo progressivo delle iscrizioni agli albi, l’aumento dei costi iniziali per l’avvio dell’attività professionale, la necessità di una formazione più specializzata e coerente con le evoluzioni del mercato, il rapporto tra professionisti senior e nuove leve, ma anche le opportunità offerte dalla digitalizzazione, dalla transizione ecologica e dalle nuove competenze tecniche richieste.
L’Umbria si conferma una realtà significativa nel panorama nazionale della categoria. Attualmente gli iscritti under 40 nella regione sono 308, di cui 71 nella provincia di Terni e 237 nella provincia di Perugia, con il capoluogo regionale che concentra il 77 per cento dei giovani geometri umbri. Numeri che testimoniano una base ancora solida ma che, al tempo stesso, impongono una riflessione sulle strategie necessarie per rafforzare l’attrattività della professione e garantire continuità generazionale.
Il dato si inserisce infatti in una tendenza nazionale che vede molti ordini professionali confrontarsi con una progressiva riduzione delle nuove iscrizioni.
La giornata si è aperta con i saluti di Enzo Tonzani, presidente del Collegio dei geometri e geometri laureati della provincia di Perugia, e di Roberto Riommi, presidente del Collegio di Terni, affiancati dal consigliere nazionale Matteo Parisi. Successivamente i lavori sono entrati nel vivo con il panel “Territorio e prospettive: il quadro nazionale”, coordinato dai referenti della Commissione Giovani nazionale Andrea Ubaldini e Greta Crescimbeni.
Nel corso dell’incontro è stato inoltre presentato il nuovo vademecum per il giovane geometra, strumento pensato per offrire orientamento pratico a chi si avvicina alla professione, con indicazioni operative, normative e organizzative utili ad affrontare il percorso professionale.
Tra i temi emersi con maggiore forza, quello della difficoltà di accesso alla professione. “Il Consiglio nazionale - ha dichiarato Parisi - ha voluto mettere al centro la voce del professionista giovane. Questi incontri sono importanti e finalizzati a mettere a disposizione delle Commissioni giovani l’esperienza di tutte le realtà, nazionali e territoriali. Abbiamo bisogno dei nostri giovani professionisti, dobbiamo ascoltarli, capire le loro esigenze e costruire insieme il futuro della nostra professione”.
Una riflessione condivisa anche da Tonzani. “Il calo delle iscrizioni che affligge la categoria - ha affermato Tonzani - ci pone degli interrogativi. La richiesta di geometri è tanta, il lavoro c’è, ma ci sono difficoltà per intraprendere questa professione, tanti costi iniziali e quindi i giovani si scoraggiano. Noi siamo qui per tendere una mano, per comprendere quali sono le loro difficoltà, anche perché da loro dipende il nostro futuro previdenziale. Noi facciamo capo ad una cassa privatizzata e se ci mancano i giovani poi avremo anche difficoltà per pagare le pensioni ai nostri professionisti”.
Un altro aspetto centrale ha riguardato il rapporto tra nuove generazioni e professionisti più esperti. “La prima cosa che dobbiamo fare come Collegio - ha aggiunto Riommi - è coinvolgere i giovani a partecipare attivamente, dare supporto e mostrare la nostra vicinanza. Devono sapere che non sono soli. Ci sono le commissioni e i colleghi più anziani per uno scambio reciproco di competenze ed esperienze”.
Il tema della collaborazione intergenerazionale è emerso come leva essenziale per accompagnare l’evoluzione della professione e favorire un trasferimento efficace di competenze.
“L’iniziativa di oggi - ha raccontato Ubaldini - mira a creare una rete dinamica, capace di far emergere e analizzare le criticità quotidiane riscontrate dalle nuove generazioni nello svolgere la professione del geometra, attraverso una tavola rotonda aperta. Al termine dell'evento verrà emesso un report che riporta le criticità emerse e che poi svilupperemo come Commissione giovani nazionale”. Tra le principali segnalazioni raccolte: percorsi formativi percepiti come troppo generici, necessità di aggiornamenti più mirati e richiesta di modelli relazionali più orizzontali.
“Oggi c’è stato un bel dibattito - ha sottolineato Crescimbeni -. Quello che è emerso maggiormente è che magari si pensa troppo spesso al futuro, ma non si pensa ai giovani di oggi, quindi bisogna concentrarsi su coloro che iniziano ad approcciarsi alla professione oggi. Tra le criticità che ci sono state segnalate, quelle che riguardano la formazione, con la richiesta di corsi più specifici e ‘appetibili’ per i giovani e il tema del rapporto con il geometra ‘senior’, per cui i giovani chiedono un rapporto più alla pari”.
Il confronto di Terni rappresenta soltanto una tappa di un percorso più ampio. I contributi raccolti confluiranno, insieme a quelli provenienti dagli altri collegi italiani, nel grande appuntamento nazionale previsto per il 2027, momento di sintesi e rilancio delle istanze delle nuove generazioni.
L’obiettivo è costruire una piattaforma condivisa di proposte capace di accompagnare la trasformazione della professione e renderla più attrattiva, moderna e competitiva.