30 Aug, 2026 - 10:15

Riaperta la Firenze-Roma dopo i lavori tra Chiusi e Orvieto, l’Umbria torna al centro del collegamento ferroviario nazionale

Riaperta la Firenze-Roma dopo i lavori tra Chiusi e Orvieto, l’Umbria torna al centro del collegamento ferroviario nazionale

La dorsale ferroviaria tra il Nord e il Sud del Paese ha ripreso la sua piena continuità operativa. Da ieri, la linea ferroviaria Firenze-Roma è tornata interamente percorribile sia sulla Direttissima sia sulla tratta storica convenzionale, dopo quasi tre settimane di sospensione programmata della circolazione nel tratto compreso tra le stazioni di Chiusi-Chianciano Terme e Orvieto. Lo stop, scattato lo scorso 10 agosto e terminato nei tempi contrattuali il 28 agosto, ha consentito a Rete Ferroviaria Italiana di portare a compimento un pacchetto di interventi infrastrutturali da circa 6 milioni di euro complessivi, concentrati nel nodo nevralgico dell'Umbria e della Toscana meridionale. Per l'alta velocità, i convogli a lunga percorrenza e il traffico regionale si apre ora una fase di assestamento tecnico fino a domani, lunedì 31 agosto, caratterizzata da velocità gradualmente crescenti e da lievi allungamenti dei tempi di viaggio, in vista della ripresa a pieno regime dei flussi pendolari di settembre.

Il rinnovamento strutturale della Direttissima: le lavorazioni speciali sul viadotto Paglia e nella galleria di Fabro

L'asse portante del programma estivo di manutenzione straordinaria ha interessato la Direttissima, l'infrastruttura a doppio binario utilizzata prioritariamente dai convogli ad alta velocità e dai collegamenti intercity. Nel segmento compreso tra Chiusi e Orvieto, il cantiere ha assorbito un investimento di circa 5 milioni di euro, mobilitando quotidianamente una forza lavoro di oltre 80 tecnici tra personale di RFI e ditte appaltatrici specializzate, supportati da treni cantiere e mezzi d’opera per la movimentazione dei materiali.

Le attività più complesse si sono concentrate su due snodi strutturali: la galleria di Fabro e il viadotto Paglia, alle porte di Orvieto. La conformazione di queste opere d’arte ha imposto un regime di intervento a binario interrotto, impraticabile durante le ordinarie finestre di manutenzione notturna. L'obiettivo tecnico dichiarato da RFI è mirato ad “aumentare la regolarità della circolazione e ridurre, nel medio periodo, il rischio di rallentamenti, inconvenienti e limitazioni dovuti al deterioramento dell’infrastruttura”. Gli interventi eseguiti sull'armamento, sugli impianti tecnologici e sulle strutture portanti del viadotto consentono di consolidare gli standard prestazionali della linea, riducendo l'usura meccanica generata dal continuo passaggio di convogli ad alta intensità di carico.

Gli interventi sulla linea convenzionale: il consolidamento del ponte sul Riomaggiore e il cantiere alla stazione di Chiusi

Parallelamente alle opere sulla linea veloce, i lavori hanno interessato la linea convenzionale Firenze-Roma, asse fondamentale per il trasporto pubblico locale, i servizi interregionali e la movimentazione delle merci. Su questo tracciato sono stati investiti circa 1 milione di euro, con la presenza costante di oltre 30 tecnici al giorno e l'impiego di specifici convogli per le lavorazioni di binario.

Il fulcro operativo si è focalizzato sul consolidamento del ponte ferroviario del Riomaggiore, situato nel tratto compreso tra Chiusi e Panicale. Nello stesso arco temporale, le squadre tecniche hanno completato la manutenzione straordinaria della seconda pensilina all'interno della stazione di Chiusi-Chianciano Terme. Pur situato formalmente in territorio toscano, lo scalo di Chiusi opera come terminale di raccordo per i residenti del Trasimeno, di Perugia e dell'area orvietana diretti a Firenze e a Roma. La piena funzionalità della linea convenzionale si conferma un elemento di salvaguardia per la resilienza complessiva del corridoio ferroviario, garantendo percorsi alternativi efficienti in caso di criticità o instradamenti deviati dalla linea veloce.

Il ripristino graduale della velocità e la rilevanza strategica dell'infrastruttura per il territorio dell'Umbria

Il ripristino della circolazione tra Chiusi e Orvieto è accompagnato da un protocollo di collaudo dinamico. Tra ieri e lunedì 31 agosto, i convogli transitano a velocità inizialmente ridotta per consentire le necessarie verifiche tecniche sulla corretta risposta dei binari rinnovati. In questa finestra temporale, RFI ha segnalato possibili incrementi dei tempi di percorrenza compresi “tra 5 e 10 minuti”, prima del ritorno ai limiti di velocità ordinari.

L'esito dei cantieri incide sulla mobilità dell'Umbria, territorio per il quale il corridoio ferroviario costituisce il canale prioritario di connessione con le direttrici economiche e logistiche nazionali. Mentre la stazione di Orvieto assicura l'accesso diretto alla dorsale tirrenica, i collegamenti da Chiusi e Foligno alimentano i flussi verso i capoluoghi toscani e la Capitale. La tenuta delle opere realizzate tra Fabro, Panicale e l'area orvietana troverà il suo riscontro a partire dai primi giorni di settembre, quando la ripresa delle attività lavorative e scolastiche riporterà il traffico sui livelli massimi di esercizio.

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Federico Zacaglioni
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