11 Aug, 2026 - 12:10

Umbria, scontro sul maxi-bando estivo per sei dirigenti: l'opposizione attacca la Giunta Proietti su tasse e sanità

Umbria, scontro sul maxi-bando estivo per sei dirigenti: l'opposizione attacca la Giunta Proietti su tasse e sanità

“Con le tasse agli umbri la Giunta Proietti aumenta le poltrone, ma taglia i servizi sanitari: mentre i lavoratori e i pensionati umbri vedono crescere le addizionali Irpef e Irap fino al 2029, la Giunta regionale guidata da Stefania Proietti lancia un maxi-bando per 23 nuove assunzioni, tra cui sei dirigenti, con un costo stimato di circa 2 milioni di euro l’anno". È questa la dura accusa mossa dai gruppi di opposizione (Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia e Tp-Uc), che denunciano come le risorse pubbliche vengano usate per “aumentare le poltrone” invece di rilanciare una sanità in crisi, con liste d’attesa oltre 70 mila prestazioni e servizi ridimensionati. I consiglieri regionali contestano anche le modalità del bando, pubblicato in pieno agosto con scadenza a un mese, e i criteri selettivi per i dirigenti, basati su titoli e colloquio senza prove d’esame, chiedendo chiarezza su fabbisogno reale, tempistiche e costi effettivi per i cittadini.

La contesa sulle risorse pubbliche tra la pressione fiscale sui cittadini e il peso della macchina regionale

In un momento di marcata tensione politico-amministrativa per l'esecutivo di Palazzo Donini, le forze di minoranza mantengono alta la pressione sul governo regionale. Al centro del contendere c'è il netto contrasto tra la linea di rigore fiscale richiesta alle famiglie e ai lavoratori dell'Umbria e il contestuale potenziamento dell'organico dell'amministrazione di Piazza Partigiani. Secondo la nota congiunta sottoscritta dai consiglieri del centrodestra e delle liste civiche - Donatella Tesei ed Enrico Melasecche per la Lega Umbria, Eleonora Pace, Matteo Giambartolomei e Paola Agabiti per Fratelli d’Italia, Andrea Romizi e Laura Pernazza per Forza Italia, insieme a Nilo Arcudi per Tp-Uc - la direzione intrapresa dall'ente starebbe tradendo gli impegni assunti nei confronti della comunità regionale.

“La Giunta Proietti aumenta le tasse, Irpef e Irap fino al 2029, ma anziché rilanciare i servizi sanitari, come promesso, utilizza le risorse pubbliche per aumentare le poltrone e aggravare ulteriormente i costi della macchina regionale”, evidenziano unitamente i rappresentanti dell'opposizione. Il quadro delineato dalla minoranza rimarca una condizione di costante sofferenza per la rete sanitaria del territorio, stretta tra liste d’attesa oltre quota 70 mila, un progressivo ridimensionamento dei presìdi di prossimità e crescenti ostacoli nell'accesso alle cure ordinarie, fattore che spinge una quota sempre maggiore di utenti verso la sanità privata o verso la rinuncia alle prestazioni.

Le perplessità procedurali sulla finestra agostana e sui metodi di selezione dei nuovi dirigenti

Oltre alle contestazioni di carattere economico e programmatico, i rilievi sollevati dai gruppi di opposizione si concentrano sulle modalità formali e operative scelte dall'amministrazione per far partire le selezioni. La pubblicazione degli atti nel cuore della stagione estiva costituisce, a detta della minoranza, un elemento idoneo a comprimere la trasparenza della procedura e il dibattito pubblico e istituzionale.

“Il nuovo bando per l’assunzione di personale regionale, che comprende sei nuovi dirigenti e altre decine di figure professionali, per un costo di circa 2 milioni di euro l’anno, arriva mentre la sanità continua a presentare criticità pesantissime”, mettono a verbale i consiglieri regionali, contestando la tempistica prescelta per l'avvio dell'iter amministrativo. “Tutto viene concentrato nel pieno di agosto, quando l’attività politica e istituzionale e l’attenzione dell’opinione pubblica sono fisiologicamente ridotte. Il termine per presentare le domande è di appena un mese e questo non è un dettaglio. Quando si parla di nuove assunzioni, posizioni dirigenziali e milioni di euro di spesa strutturale, la trasparenza non può essere un optional e il periodo delle vacanze estive non può diventare una zona franca dell’azione amministrativa”.

I nodi dei requisiti d'accesso per settori chiave e i rischi di future stabilizzazioni

Le osservazioni analitiche avanzate dalle opposizioni entrano nel dettaglio delle modalità selettive individuate per l'accesso ai livelli apicali. Nel mirino dei firmatari del documento finisce l'assenza di prove scritte d'esame per le posizioni dirigenziali, sostituite da un impianto di valutazione basato su titoli di carriera e colloquio individuale.

“Per i dirigenti il percorso selettivo prevede assunzioni per titoli e colloquio, senza prove d’esame”, osservano gli esponenti di Lega, FdI, FI e Tp-Uc. “Una modalità che può essere prevista dalla normativa, ma che proprio per questo richiede ancora maggiore chiarezza sui criteri, sulle valutazioni e sulle garanzie di imparzialità”. La minoranza solleva riserve rigorose anche in merito ai titoli di studio richiesti per coprire incarichi strategici della macchina pubblica: “Ancora più singolare appare la possibilità prevista per alcuni profili di accedere a posizioni in settori particolarmente delicati e importanti come i servizi sociali, l’ambiente e gli spettacoli, attraverso una qualsiasi laurea che consente di candidarsi anche con titoli di studio appartenenti a settori completamente diversi da quello oggetto della posizione. In sostanza, si rischia di affidare funzioni che richiedono competenze specifiche e conoscenze tecniche a persone che potrebbero non avere una formazione coerente con le mansioni da svolgere. Stranamente tale requisito viene compensato con esperienze specifiche nel settore. A che scopo? Un’operazione finalizzata alla futura stabilizzazione di questi dirigenti?”.

La sollecitazione politica all'esecutivo e il nodo politico del silenzio delle forze alleate

Il giudizio espresso dal centrodestra investe la conduzione politica complessiva della Regione, chiamando in causa direttamente la Presidente Stefania Proietti e l'Assessore Tommaso Bori, accusati di appesantire il bilancio di funzionamento dell'ente in una fase di spiccata rigidità dei conti pubblici.

“La presidente Proietti e l’assessore Bori chiedono sacrifici agli umbri in nome delle necessità di bilancio, ma contemporaneamente ampliano la macchina regionale e ne appesantiscono i costi con il solito poltronificio tipico della sinistra”, contestano i consiglieri d'opposizione, estendendo la propria critica alle componenti politiche che sostengono la maggioranza di governo regionale. “Di fronte a questo quadro, le forze estremiste che sostengono la maggioranza, Movimento 5 Stelle e AVS, scelgono il silenzio. Proprio loro che per anni hanno costruito la propria narrazione politica sulla lotta ai privileges, alle poltrone e agli sprechi, oggi diventano improvvisamente muti di fronte a tutto questo”.

Il confronto si preannuncia destinato a trasferirsi nelle sedi di commissione e nell'aula dell'Assemblea legislativa, dove la minoranza preannuncia la richiesta di atti trasparenti e dati conoscitivi dettagliati: “Sulla vicenda andremo fino in fondo e pretenderemo dalla Giunta tutti i chiarimenti necessari, a partire dal reale fabbisogno che giustifica queste assunzioni, dalle motivazioni che hanno portato a bandire proprio ora questi posti e dai costi effettivi che ricadranno sul bilancio regionale. Gli umbri non possono diventare il bancomat della Giunta Proietti per finanziare nuove poltrone”.

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Federico Zacaglioni
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