22 Aug, 2026 - 12:22

Reati contro il patrimonio, condanna definitiva a 3 anni e 5 mesi: la Squadra Mobile rintraccia un 29enne e lo porta a Capanne

Reati contro il patrimonio, condanna definitiva a 3 anni e 5 mesi: la Squadra Mobile rintraccia un 29enne e lo porta a Capanne

È stato rintracciato dalla Squadra Mobile di Perugia e accompagnato alla Casa circondariale di Perugia-Capanne un 29enne destinatario di un provvedimento di esecuzione di una condanna definitiva a 3 anni e 5 mesi di reclusione. Il giovane dovrà ora scontare la pena detentiva stabilita dall'autorità giudiziaria, divenuta esecutiva a seguito dell'adozione del provvedimento relativo al cumulo delle pene.

La vicenda si inserisce nell'ambito di diversi procedimenti per reati contro il patrimonio, confluiti in un unico cumulo di pene. Dopo la definizione dei procedimenti e la quantificazione complessiva della pena da espiare, l'autorità giudiziaria ha disposto l'esecuzione del provvedimento nei confronti del 29enne.

La condanna definitiva

Il provvedimento eseguito dagli investigatori riguarda una pena complessiva di 3 anni e 5 mesi di reclusione, determinata attraverso il cumulo delle condanne relative ai reati contro il patrimonio contestati all'uomo.

Si tratta di una procedura prevista dall'ordinamento quando nei confronti di una stessa persona risultano più pene da espiare e queste vengono riunite ai fini dell'esecuzione. Una volta definito il quadro delle condanne e individuata la pena complessiva ancora da scontare, spetta all'autorità giudiziaria competente adottare i provvedimenti necessari per dare esecuzione alla misura.

Nel caso del 29enne, la pena complessiva è risultata pari a tre anni e cinque mesi, con una fase iniziale caratterizzata dalla sospensione dell'ordine di carcerazione.

La pena inizialmente sospesa

L'esecuzione della carcerazione, secondo quanto riferito, era stata inizialmente sospesa in conformità alla normativa vigente. La sospensione era legata alla possibilità, prevista dalla legge in presenza di determinati presupposti, di consentire alla persona condannata di presentare istanza per l'accesso alle misure alternative alla detenzione.

Il dato dei tre anni e cinque mesi di pena, quindi inferiore alla soglia dei quattro anni richiamata nel provvedimento, aveva consentito nella fase iniziale di non procedere immediatamente all'ingresso in carcere, lasciando spazio alla valutazione dell'eventuale accesso alle misure alternative previste dall'ordinamento.

La successiva evoluzione dell'iter giudiziario ha però portato all'attivazione della pena detentiva. Il provvedimento è quindi diventato esecutivo e ha richiesto l'intervento della polizia giudiziaria per rintracciare il destinatario e accompagnarlo presso la struttura penitenziaria.

L'intervento della Squadra Mobile

A dare esecuzione al provvedimento sono stati gli agenti della Squadra Mobile della Questura di Perugia, che hanno proceduto a rintracciare il 29enne.

Una volta individuato, l'uomo è stato sottoposto agli adempimenti previsti dalla procedura e successivamente accompagnato presso la Casa circondariale di Perugia-Capanne, dove dovrà iniziare l'espiazione della pena definitiva.

L'attività degli investigatori si è dunque conclusa con l'accompagnamento del condannato nella struttura penitenziaria, a seguito della disposizione dell'autorità giudiziaria. Si tratta di un'attività di esecuzione di un provvedimento ormai divenuto operativo, distinta dalle attività investigative che avevano caratterizzato i procedimenti all'origine delle condanne.

Dai procedimenti all'esecuzione della pena

Il passaggio dalla condanna definitiva all'esecuzione della pena rappresenta una fase distinta dell'iter giudiziario. Una volta che il quadro delle condanne diventa definitivo e viene determinata la pena complessiva ancora da espiare, l'autorità giudiziaria procede agli adempimenti necessari per stabilire le modalità di esecuzione.

Nel caso in questione, la possibilità di accedere alle misure alternative aveva inizialmente determinato la sospensione dell'ordine di carcerazione. La successiva attivazione della pena ha invece comportato il trasferimento del 29enne in carcere.

La misura eseguita dalla Squadra Mobile riguarda dunque una condanna definitiva, per la quale è stata ora avviata la fase di espiazione della pena detentiva.

Il trasferimento a Capanne

Dopo essere stato rintracciato dagli agenti, il 29enne è stato accompagnato alla struttura penitenziaria di Capanne, dove dovrà scontare i tre anni e cinque mesi stabiliti dal provvedimento.

L'ingresso in carcere conclude, per questa fase, l'attività della polizia giudiziaria finalizzata all'esecuzione della condanna e apre quella relativa all'espiazione della pena secondo le modalità previste dall'ordinamento penitenziario.

Il provvedimento è stato eseguito nel rispetto delle procedure previste dalla legge e sulla base delle disposizioni dell'autorità giudiziaria.

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Francesco Mastrodicasa
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