05 Jul, 2026 - 10:00

Terni, realtà virtuale all'Ospedale Santa Maria: come la tecnologia cancella la paura nei bambini prima dell'intervento

Terni, realtà virtuale all'Ospedale Santa Maria: come la tecnologia cancella la paura nei bambini prima dell'intervento

La realtà virtuale entra nel percorso preoperatorio dei bambini e cambia radicalmente l’approccio all’attesa dell’intervento. All’ospedale Santa Maria prende forma un progetto di Prehabilitation Pediatrica che punta a ridurre ansia e paura con strumenti immersivi e ambienti pensati per i più piccoli. Il percorso parte già dal giorno precedente l’operazione, durante la visita anestesiologica, quando i pazienti indossano visori che li guidano in esperienze tridimensionali tra scenari naturali e giochi interattivi. L’obiettivo è semplice e concreto: rendere comprensibile il percorso chirurgico e favorire un approccio più sereno sia per i bambini sia per le famiglie. I primi riscontri parlano di minore stress, maggiore collaborazione e riduzione del ricorso a sedativi. Sviluppato dall’equipe di Anestesia pediatrica diretta dalla dottoressa Rita Commissari e con la dottoressa Marialura Scarcella come Responsabile, il progetto coinvolge un team multidisciplinare e si inserisce nella strategia dell’azienda ospedaliera di rafforzare modelli di cura centrati sulla persona, integrando tecnologia e umanizzazione.

Dalle profondità marine ai paesaggi innevati: come funziona il viaggio virtuale prima della sala operatoria

Il cuore dell'iniziativa risiede nella capacità di trasformare l'impatto con l'ignoto in un'esperienza familiare e controllata. La procedura medica prende il via nei locali degli ambulatori di Prehabilitation, dove i piccoli pazienti affrontano la valutazione clinica il giorno antecedente l'operazione. È in questo preciso momento che entrano in gioco i visori di realtà virtuale immersiva. Indossando il dispositivo, i bambini vengono proiettati in un viaggio tridimensionale ad alto impatto visivo ed emotivo, studiato per distrarre la mente e abbattere le barriere della paura preoperatoria.

I contenuti digitali variano a seconda dell'età e delle inclinazioni del paziente. I più piccoli si ritrovano a nuotare tra pesci colorati e tartarughe nelle profondità marine, oppure a passeggiare virtualmente all'interno di paesaggi innevati popolati da cerbiatti e animali del bosco. Per la fascia d'età più alta, invece, sono state predisposte esperienze interattive e giochi educativi che stimolano l'attenzione in modo attivo. Mentre il bambino esplora questi mondi fantastici, l'anestesista dialoga con lui utilizzando un linguaggio semplice e accessibile, spiegando passo dopo passo ogni singola fase del percorso operatorio. Questo approccio integrato converte ciò che comunemente genera angoscia in un percorso comprensibile, trasparente e rassicurante sia per il minore che per i genitori.

I riscontri clinici del progetto: riduzione dei sedativi e gestione dello stress nel distacco parentale

L'impatto di questa metodologia non si esaurisce nella sola componente ludica, ma si traduce in significativi e tangibili benefici di natura clinica e assistenziale. L'esperienza immersiva viene infatti riproposta il giorno stesso dell'intervento chirurgico, garantendo una continuità terapeutica ed emotiva fondamentale per la stabilità psicologica del piccolo paziente.

La dottoressa Marialura Scarcella, in qualità di Responsabile del progetto, traccia un primo bilancio dell'applicazione di questo protocollo, evidenziando il cambio di paradigma nella gestione del trauma da ospedalizzazione: “I risultati osservati sono estremamente incoraggianti. I piccoli pazienti si lasciano accompagnare spontaneamente in sala operatoria senza manifestare il tipico disagio legato al distacco dai genitori, che vivono a loro volta il momento con maggiore serenità".

La riduzione dei livelli di ansia si riflette direttamente sulla tolleranza alle manovre mediche invasive, tradizionalmente critiche nella gestione pediatrica. “Anche procedure normalmente percepite come stressanti, come il posizionamento dell’ago cannula, vengono affrontate con tranquillità, senza evidenti reazioni di paura o opposizione. Questo approccio consente di ridurre significativamente il ricorso a sedativi e analgesici prima dell’intervento”, prosegue la dottoressa Marialura Scarcella, sottolineando l'importanza del coordinamento tra i vari specialisti coinvolti nella procedura: “Fondamentale il lavoro in team con il dottor Giovanni Marchetti, del team infermieristico di Prehabilitation e di Sala Operatoria, il Reparto di Pediatria e i chirurghi pediatrici".

Umanizzazione delle cure e spazi su misura: la strategia aziendale della governance del Santa Maria

Oltre alla tecnologia dei visori tridimensionali, il progetto di Prehabilitation Pediatrica si sviluppa attraverso una radicale riconfigurazione degli spazi fisici della struttura ospedaliera, per renderli autenticamente a misura di bambino. Il giorno dell'operazione, i pazienti e le loro famiglie vengono accolti in un ambiente interamente dedicato all'umanizzazione delle cure. Le pareti sono state decorate con motivi naturali, fiori, coccinelle e casette colorate. Questa metamorfosi visiva è stata resa possibile grazie ai contributi artistici dei creativi neurodivergenti appartenenti al gruppo “Lo Zoo di Simona”, la cui opera ha l'obiettivo di mitigare l'impatto visivo freddo e istituzionale tipico dei blocchi chirurgici tradizionali.

Questa filosofia assistenziale si inserisce in una visione strategica più ampia della governance ospedaliera. Il Direttore Generale dell'Azienda Ospedaliera Santa Maria, Andrea Casciari, ha rimarcato l'importanza di investire in modelli organizzativi che sappiano coniugare l'eccellenza scientifica con il supporto psicologico: “Con questo progetto l’Azienda Ospedaliera Santa Maria conferma il proprio impegno verso una medicina sempre più centrata sulla persona, nella quale tecnologia e umanizzazione si fondono per offrire ai più piccoli un’assistenza moderna, sicura e rispettosa dei loro bisogni emotivi". L'integrazione di strumenti hi-tech e arte terapia delinea così un nuovo standard per la sanità pubblica locale, dimostrando come l'innovazione medica debba necessariamente passare dal rispetto della dignità e della fragilità emotiva del paziente.

AUTORE
foto autore
Federico Zacaglioni
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE