La passeggiata lungo corso Tacito si è interrotta in pochi istanti, trasformandosi in un faccia a faccia carico di paura tra due ragazzi adolescenti e un ventenne che non si aspettava di trovarsi davanti a minacce di morte per poche decine di euro. I due giovani erano arrivati in bicicletta, quasi confondendosi con il flusso della domenica sera, poi le parole si sono fatte dure, il clima si è irrigidito e il denaro è passato di mano prima della fuga rapida lungo le vie del centro.
Da quella chiamata al Numero unico di emergenza 112, fatta subito dopo dalla vittima, è partita un'indagine che ha messo insieme testimonianze e immagini di videosorveglianza, fino a dare un nome e un volto ai presunti autori della rapina, uno dei quali di età inferiore ai quattordici anni e quindi non imputabile. Per l'altro, un sedicenne, nei giorni scorsi è scattata l'ordinanza di custodia cautelare disposta dal GIP del Tribunale per i Minorenni di Perugia: prelevato a casa dai Carabinieri di Terni, è stato accompagnato fuori dall'Umbria e collocato in una comunità specializzata, dove inizierà un percorso di recupero.
Era la tarda serata di domenica 18 gennaio quando la quiete del centro di Terni si è rotta in pochi secondi. La vittima, un ragazzo di 20 anni, stava passeggiando con un amico. Davanti a loro, due giovanissimi in sella a delle biciclette hanno sbarrato la strada. Non c’è stato spazio per fraintendimenti: il tono era minaccioso, la richiesta chiara. “Dammi tutto quello che hai o ti uccidiamo”, avrebbero detto i due secondo quanto ricostruito dagli inquirenti.
Il 20enne, sotto choc, ha consegnato il poco che aveva con sé: poche decine di euro, forse cinquanta, forse meno. I due rapinatori sono poi spariti nella notte, pedalando veloci verso le vie limitrofe. Subito dopo, la vittima ha composto il numero unico di emergenza. Quando i Carabinieri della Stazione di Terni sono arrivati sul posto, il ragazzo era ancora visibilmente scosso, ma in grado di fornire dettagli preziosi.

L’attività d’indagine dei militari è stata rapida e meticolosa. Gli investigatori hanno incrociato il racconto della vittima con quello di alcuni testimoni presenti in zona. Ma l’elemento decisivo è arrivato dagli occhi elettronici della città: le telecamere di videosorveglianza del centro hanno ripreso la scena e, soprattutto, la fuga dei due ragazzi. I frame estratti dai sistemi di sicurezza hanno permesso di risalire alle loro generalità.
È emerso così un dettaglio giuridicamente rilevante: uno dei due sospettati ha meno di quattordici anni. Per la legge italiana, trattandosi di un infra-quattordicenne, non è imputabile e quindi non può essere sottoposto a procedimento penale. Diversa la posizione del secondo ragazzo, un sedicenne ternano, per il quale il quadro indiziario è apparso subito solido.
Su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Perugia, il Giudice per le Indagini Preliminari ha emesso un’ordinanza di custodia cautelare con la misura del collocamento in comunità. Una decisione che tiene conto non solo della gravità del reato (rapina in concorso), ma anche della necessità di avviare un percorso educativo e di recupero per il minore.

Venerdì scorso i Carabinieri hanno bussato alla porta del sedicenne. Il ragazzo è stato prelevato dal suo domicilio e, senza dare nell’occhio, scortato fuori regione. La destinazione è una struttura specializzata, lontano da Terni e dai suoi possibili punti di riferimento negativi.
“Non si tratta solo di una punizione, ma di una misura pensata per interrompere condotte devianti e offrire al minore un contesto protetto e rieducativo”, spiegano fonti vicine all’indagine. Il percorso in comunità prevede infatti il supporto di educatori professionali, psicologi e assistenti sociali, con l’obiettivo di responsabilizzare il giovane e reinserirlo gradualmente nella società.
La Procura Minorile di Perugia, diretta dal procuratore Massimo Casucci, ha voluto sottolineare la tempestività dell’intervento. Il Comando Provinciale dei Carabinieri di Terni, guidato dal colonnello Antonio De Rosa, ha coordinato le operazioni, evidenziando ancora una volta l’efficacia della collaborazione tra la polizia giudiziaria e l’Autorità Giudiziaria minorile.