28 Jul, 2026 - 19:00

Rampa scorie Ast Terni: arriva il nuovo filtro per l'abbattimento delle polveri di Prisciano

Rampa scorie Ast Terni: arriva il nuovo filtro per l'abbattimento delle polveri di Prisciano

Nessun nuovo camino d’emissione, nessuna minaccia per i cieli e l'aria dell’Umbria meridionale. La imponente struttura in acciaio comparsa di recente nel perimetro dello stabilimento Arvedi AST di Terni, ben visibile dall'arteria di Terni Est, non è una sorgente inquinante, ma l'uscita del sistema di filtraggio avanzato progettato per imbrigliare e abbattere definitivamente le famigerate polveri diffuse del quartiere Prisciano.

A spazzare via il campo da ricostruzioni allarmistiche sollevatesi in rete è l'assessore regionale Thomas De Luca, che chiarisce le ipotesi circolate nelle ultime ore e rivendica il valore strategico di un’opera ormai arrivata alla sua fase conclusiva. L’intervento s’inserisce nell’ambito del maxi Accordo di programma con Ast, il cui nodo autorizzativo era stato sbloccato dai tecnici della Regione Umbria nel luglio 2025 dopo un percorso normativo articolato e costantemente monitorato con sopralluoghi periodici.

Per Palazzo Donini, il completamento dell'infrastruttura rappresenta un risultato concreto per la tutela della salute pubblica e per la qualità dell'aria, finalizzato a garantire che il trattamento delle scorie avvenga integralmente al chiuso e a ridurre in modo stabile le emissioni che da decenni gravano sul territorio ternano.

Dalle immagini virali alla realtà del cantiere: l'architettura tecnologica studiata per la mitigazione ambientale a Terni Est

Gli scatti diffusi sul web e rimbalzati tra i cittadini avevano alimentato nelle ultime ventiquattr’ore apprensioni circa la nascita di un ipotetico punto di scarico non preventivato. La puntualizzazione della Giunta regionale dell'Umbria ha inteso chiarire la natura ingegneristica dell'opera, collocando l'infrastruttura all'interno delle precise prescrizioni ambientali previste per il sito industriale.

Quella che nelle scorse ore è stata oggetto delle più assurde ipotesi, è in realtà l'uscita del sistema di filtraggio della nuova rampa scorie” chiarisce l'assessore regionale Thomas De Luca, spiegando come il manufatto sia destinato a intercettare la frazione volatile prodotta dalle lavorazioni prima che possa disperdersi nell'ambiente. “È l'opera che servirà a captare, 'catturare' e filtrare le polveri che oggi finiscono ancora in aria come emissioni diffuse. Le famose 'polveri di Prisciano'”. L'elemento emerso nello skyline industriale costituisce dunque il terminale d'espulsione dell'aria depurata da complessi sistemi filtranti, ideati per isolare i residui volatili e garantire un abbattimento reale dell'impatto atmosferico sulle aree abitate limitrofe.

Il percorso autorizzativo di Palazzo Donini e la pianificazione dell'Accordo di programma con il gruppo Arvedi AST

La realizzazione del sistema d'aspirazione e contenimento rappresenta uno dei passaggi operativi più rilevanti del piano di ammodernamento ecologico legato allo stabilimento siderurgico, sostenuto da un Accordo di programma che prevede investimenti per oltre 550 milioni al 2028. Il cammino burocratico dell'opera ha richiesto un intenso lavoro d'analisi da parte degli enti competenti, culminato con il via libera rilasciato dagli uffici regionali a luglio 2025.

Ringrazio Arvedi AST per l'ingente impegno messo in campo e la celerità con cui stanno procedendo i lavori. Siamo ormai in dirittura d'arrivo” prosegue l'assessore De Luca, ripercorrendo le fasi del monitoraggio istituzionale condotto in questi mesi sul cantiere. “Dopo aver sbloccato un iter autorizzativo estremamente complesso, complicato da imprevisti, ed aver monitorato costantemente il cronoprogramma dei lavori con sopralluoghi periodici, l'ultimo dei quali avvenuto lo scorso maggio, stiamo finalmente portando a compimento un'opera strategica per la tutela della salute pubblica”. Il passaggio alla gestione delle scorie in ambienti confinati consentirà di azzerare la dispersione incontrollata dei fumi e delle polveri nell'area circostante.

Prevenzione primaria e abbattimento dei metalli pesanti: gli impatti diretti sulla salute pubblica del territorio ternano

Il risanamento della conca ternana e la riduzione progressiva della pressione inquinante costituiscono il fulcro della strategia promossa dall'esecutivo regionale, che sottolinea il nesso tra le intese negoziali sul fronte energetico e la sostenibilità delle conversioni ambientali nel comparto industriale.

L'impegno della Giunta regionale sui costi energetici ha permesso di poter concludere un accordo di programma, che fino alla primavera 2025 non esisteva nemmeno in bozza” evidenzia l'assessore regionale Thomas De Luca, rimarcando il valore preventivo delle misure applicate nello stabilimento di Terni. “La cosa davvero importante è che stiamo parlando di soluzioni, di vere e proprie azioni di prevenzione primaria che abbattendo le emissioni di metalli pesanti in atmosfera ridurranno anche il rischio di esposizione ad essi collegato”. L'impianto visibile dall'esterno non introdurrà dunque nuove sostanze nell'ecosistema locale, ma agirà da scudo protettivo. “La nuova struttura non emetterà nuovi inquinanti, ma è invece lo strumento finalizzato ad abbatterli, ripulire l'aria di Terni dalle polveri non intercettate in precedenza” conclude la nota di Palazzo Donini.

AUTORE
foto autore
Federico Zacaglioni
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE