30 Jul, 2026 - 18:30

Ralph Fiennes a Gubbio, visita a sorpresa tra Monte Cucco e centro storico

Ralph Fiennes a Gubbio, visita a sorpresa tra Monte Cucco e centro storico

Una visita inattesa ha portato a Gubbio uno dei più autorevoli interpreti del cinema britannico contemporaneo. 

Ralph Fiennes ha scelto di trascorrere alcune ore nel territorio eugubino, alternando natura, cultura e gastronomia durante una tappa rimasta lontana da qualsiasi ufficialità.

Dopo un’escursione nel Parco del Monte Cucco, l’attore si è fermato al Frà Luppolo, in piazza Quaranta Martiri. La sua presenza non è passata inosservata: alcuni avventori lo hanno riconosciuto e hanno approfittato dell’occasione per scattare fotografie e selfie con l’ospite d’eccezione.

Una comparsa discreta, ma sufficiente ad attirare l’attenzione dei fan di un artista capace di attraversare oltre trent’anni di cinema passando dal dramma storico al fantasy, dalla commedia sofisticata al teatro shakespeariano.

Da Heathcliff al successo internazionale

Nato a Ipswich nel 1962, Fiennes si è formato alla Royal Academy of Dramatic Art e ha costruito la prima parte della propria carriera soprattutto sul palcoscenico, affermandosi come interprete di Shakespeare al National Theatre e alla Royal Shakespeare Company. Il suo debutto cinematografico importante risale al 1992, quando interpretò Heathcliff in Cime tempestose, accanto a Juliette Binoche.

Il riconoscimento internazionale arrivò l’anno successivo con “Schindler’s List” di Steven Spielberg. Fiennes impersonò Amon Göth, comandante nazista del campo di concentramento di Płaszów, costruendo un personaggio terribile proprio attraverso l’apparente normalità dei gesti e l’imprevedibilità della violenza.

Quella prova gli procurò la prima candidatura all’Oscar e il premio Bafta come miglior attore non protagonista. È rimasta una delle interpretazioni più inquietanti della sua carriera e una delle rappresentazioni cinematografiche più memorabili del male burocratico e quotidiano.

“Il paziente inglese” e il volto romantico di Fiennes

Nel 1996 Fiennes mostrò una dimensione completamente diversa ne “Il paziente inglese”, diretto da Anthony Minghella. Nel ruolo del conte László Almásy, gravemente ustionato e assistito durante gli ultimi giorni della Seconda guerra mondiale, offrì un’interpretazione costruita sulla memoria, sul desiderio e sul senso della perdita.

Il film conquistò nove premi Oscar e valse all’attore britannico la candidatura come protagonista. Il personaggio di Almásy consacrò definitivamente Fiennes come interprete capace di unire intensità fisica, controllo formale e profonda vulnerabilità.

Alla stessa stagione appartengono ruoli in film come Quiz Show, diretto da Robert Redford, e successivamente La fine di una storia, Spider, The Constant Gardener e The Reader. Sono interpretazioni spesso affidate più alle sfumature e ai silenzi che all’esibizione, nelle quali l’attore ha confermato la propria predilezione per personaggi interiormente divisi.

Lord Voldemort e la popolarità mondiale

Per il pubblico più giovane, tuttavia, Ralph Fiennes è soprattutto il volto di Lord Voldemort, il principale antagonista della saga cinematografica di Harry Potter. Entrato nella serie con Harry Potter e il calice di fuoco, ha trasformato il mago oscuro in una presenza fredda e quasi disumana, lavorando sulla voce, sulla postura e su una gestualità volutamente innaturale.

Il personaggio gli ha garantito una popolarità planetaria, rendendolo riconoscibile anche da spettatori che non avevano seguito la sua precedente carriera teatrale e cinematografica. Fiennes ha interpretato Voldemort nei film della saga realizzati tra il 2005 e il 2011.

Negli stessi anni ha partecipato anche alla serie di James Bond nel ruolo di Gareth Mallory, destinato a diventare il nuovo M, succedendo al personaggio interpretato da Judi Dench.

La comicità di “Grand Budapest Hotel”

Una delle prove che meglio dimostrano la versatilità di Fiennes è quella offerta in “Grand Budapest Hotel” di Wes Anderson. Nel ruolo del raffinato e imprevedibile concierge Monsieur Gustave, l’attore ha rivelato un talento comico sorprendente, fondato sul ritmo della parola, sull’eleganza del gesto e su improvvise accelerazioni farsesche.

Il film ha contribuito a liberarlo definitivamente dall’immagine dell’interprete destinato soltanto a figure oscure, tragiche o tormentate. Anche lavori come In Bruges, A Bigger Splash e The Menu hanno successivamente valorizzato la sua capacità di passare dal dramma all’ironia, dal grottesco alla satira.

Il ritorno ai vertici con “Conclave”

Tra le interpretazioni più recenti spicca quella del cardinale Thomas Lawrence in “Conclave”, il film di Edward Berger ambientato durante l’elezione di un nuovo pontefice. Fiennes interpreta un uomo chiamato a governare un delicato confronto di potere mentre attraversa una profonda crisi spirituale.

La prova gli è valsa la terza candidatura all’Oscar, dopo quelle ottenute per Schindler’s List e Il paziente inglese. Il film ha inoltre raccolto dodici candidature ai Bafta, tra cui quella di Fiennes come miglior attore protagonista.

Attore, regista e interprete teatrale, Fiennes ha diretto anche Coriolanus, The Invisible Woman e The White Crow, confermando un rapporto costante con la letteratura, la storia e la grande tradizione scenica europea.

La sua apparizione a Gubbio è stata dunque un incontro inatteso con una figura centrale del cinema internazionale. Dopo il Monte Cucco e la sosta in piazza Quaranta Martiri, agli eugubini rimangono alcune fotografie e il ricordo di una visita discreta, consumata senza cerimonie tra il paesaggio umbro e la vita quotidiana della città.

AUTORE
foto autore
Mario Farneti
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE