05 Jul, 2026 - 12:11

Raddoppio ferroviario Campello-Spoleto, Melasecche: “Lavori ripresi dopo lo stop per l'interdittiva antimafia, conclusione prevista nel 2028”

Raddoppio ferroviario Campello-Spoleto, Melasecche: “Lavori ripresi dopo lo stop per l'interdittiva antimafia, conclusione prevista nel 2028”

Il raddoppio ferroviario della tratta Campello sul Clitunno-Spoleto, infrastruttura strategica lungo la direttrice Orte-Falconara, torna al centro del dibattito politico regionale. A riaccendere l'attenzione sull'opera è il capogruppo della Lega in Assemblea legislativa dell'Umbria, Enrico Melasecche, che, attraverso una nota, ripercorre l'iter di un cantiere segnato da numerose difficoltà amministrative e giudiziarie, rivendicando il lavoro svolto durante il precedente mandato da assessore regionale alle Infrastrutture e ai Trasporti e sollecitando l'attuale Giunta regionale a proseguire sul fronte delle grandi opere.

Secondo Melasecche, dopo il blocco determinato dall'interdittiva antimafia che nel 2024 aveva colpito una delle imprese coinvolte nei lavori, il cantiere è tornato pienamente operativo e, salvo ulteriori imprevisti, il completamento dell'intervento è previsto entro il primo trimestre del 2028.

Un'infrastruttura strategica per la direttrice Orte-Falconara

L'intervento interessa il tratto ferroviario compreso tra Campello sul Clitunno e Spoleto, lungo circa dieci chilometri, considerato uno dei segmenti fondamentali del più ampio progetto di potenziamento della linea Orte-Falconara.

L'opera prevede la realizzazione del doppio binario su un tracciato in gran parte nuovo rispetto a quello storico, comprendendo anche una galleria di circa 3,6 chilometri, elemento che contribuisce alla complessità tecnica dell'intervento.

Una volta completato, il raddoppio consentirà di incrementare la capacità della linea, migliorare la regolarità della circolazione ferroviaria, ridurre i tempi di percorrenza e aumentare l'affidabilità del servizio sia per il traffico passeggeri sia per quello merci.

Il progetto rappresenta infatti uno degli investimenti più significativi destinati alla modernizzazione della rete ferroviaria umbra e all'integrazione con i principali corridoi nazionali.

Melasecche: "Servono visione e capacità decisionale"

Nel suo intervento, Enrico Melasecche richiama l'esperienza maturata durante il precedente incarico di assessore regionale alle Infrastrutture, sottolineando come la gestione di opere di questa portata richieda competenze tecniche, programmazione e capacità di assumere decisioni anche in contesti complessi.

"Fare l’assessore regionale alle Infrastrutture e Trasporti comporta necessariamente una visione ampia, affrontare l’estrema complessità ed articolazione delle opere necessarie e di quelle cantierate, il reperimento dei finanziamenti, la determinazione nel conseguire gli obiettivi che la comunità regionale attende da decenni superando le inevitabili difficoltà quotidiane in un rapporto di collaborazione con RFI e le altre società del Gruppo FSI. Occorre anche il coraggio di decidere perché, come esperienza insegna, se ti trovi alla mercé di qualsiasi interesse di partito o di sindacato, se devi sottostare a pressioni di altre regioni, sei portato a rimandare a tempi futuri e incerti persino le soluzioni che urgono".

L'esponente della Lega evidenzia come il lavoro sulle infrastrutture richieda una pianificazione di lungo periodo e un costante dialogo con i soggetti coinvolti, in particolare con Rete Ferroviaria Italiana e il Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane.

Un'opera segnata da ritardi e vicende giudiziarie

Nel ricostruire la storia del raddoppio ferroviario, Melasecche ricorda come il progetto abbia attraversato numerose difficoltà, legate sia al susseguirsi delle imprese appaltatrici sia a problematiche di carattere amministrativo.

"Uno dei cento obiettivi che ho seguito personalmente e che continuo a seguire, nella funzione di assessore ombra di settore, che mi diverto ad esercitare rispetto a questa giunta ballerina malata della sindrome di Calimero, è quello del raddoppio ferroviario della tratta Spoleto–Campello che si sviluppa per circa 10 km, per lo più in variante di tracciato di cui 3,6 km in galleria. I lavori, riavviati nel 2002, hanno visto successive risoluzioni contrattuali, riconducibili a problematiche delle varie ditte appaltatrici che si sono susseguite nel tempo fra cui l’interdittiva antimafia, capitata fra capo e collo, che ha impedito a RFI ed alla giunta di centrodestra di concludere i lavori entro il 2024, per superare la quale mi sono comunque adoperato non poco per ridurre il danno al minimo".

Il consigliere sottolinea come proprio l'interdittiva antimafia abbia determinato il rallentamento più significativo del cronoprogramma, costringendo alla ridefinizione delle procedure necessarie per consentire la ripresa delle attività.

I lavori in corso e il cronoprogramma

Secondo quanto illustrato nella nota, per completare definitivamente l'opera restano da realizzare interventi per un valore di circa 41 milioni di euro, risorse già interamente finanziate. "Nel complesso rimane circa un anno e mezzo di lavori per circa 41 milioni, già totalmente finanziati per completare quest’opera, complessa quanto sfortunata, per il primo trimestre 2028".

Melasecche ricorda inoltre come una parte significativa dell'intervento sia già stata completata negli anni scorsi. "Comunque dal dicembre 2020 è stato possibile attivare il binario unico su nuova sede, in modo da poter dismettere la linea storica e sopprimere ben quattro passaggi a livello"L'eliminazione dei passaggi a livello rappresenta uno dei primi risultati concreti dell'intervento, con benefici sia sul piano della sicurezza sia su quello della viabilità locale.

Le opere attualmente in fase di realizzazione

Il capogruppo della Lega entra poi nel dettaglio dello stato di avanzamento del cantiere, illustrando le attività in corso.

Tra queste figurano la realizzazione della nuova sottostazione elettrica destinata all'alimentazione della linea ferroviaria, gli interventi nelle stazioni di Spoleto e Campello sul Clitunno per consentire il collegamento al futuro doppio binario e il completamento delle opere di scavalco sulla viabilità locale nelle aree di Cortaccione e Madonna di Lugo.

Parallelamente sono in fase conclusiva il montaggio delle barriere antirumore e gli interventi di sistemazione idraulica del fosso Licina. Sono inoltre in corso le attività tecnologiche che riguardano l'aggiornamento dei sistemi di gestione della circolazione ferroviaria, con particolare riferimento alla stazione di Spoleto.

Nelle prossime fasi è prevista la posa dell'armamento ferroviario, comprensiva della realizzazione della palificata per la trazione elettrica e della stesura del secondo binario.

La nuova sottostazione elettrica, ormai prossima alla conclusione delle opere civili, sarà successivamente completata con l'installazione delle componenti tecnologiche.

Benefici attesi per il servizio ferroviario

Secondo Melasecche, il completamento dell'intervento rappresenterà un passaggio fondamentale per il potenziamento dell'intera linea Orte-Falconara. "Il completamento di questo cantiere rappresenta un traguardo importante per il potenziamento della direttrice Orte-Falconara, con benefici in termini di capacità, regolarità, affidabilità e qualità del servizio ferroviario".

Il raddoppio consentirà infatti di migliorare la gestione della circolazione, ridurre le interferenze tra i convogli e incrementare la puntualità del servizio, elementi particolarmente rilevanti per una direttrice strategica che collega l'Umbria sia verso Roma sia verso la costa adriatica.

Lo sguardo al futuro: il raddoppio Spoleto-Terni

Nella parte conclusiva della nota, Melasecche richiama anche il tema del futuro potenziamento della tratta Spoleto-Terni, indicandolo come il prossimo obiettivo infrastrutturale.

Secondo il consigliere, durante la precedente legislatura sarebbe stato predisposto il progetto preliminare dell'intervento, sul quale però l'attuale amministrazione regionale non avrebbe ancora espresso una posizione. "Prossima tappa la realizzazione del raddoppio della tratta Spoleto-Terni di cui siamo riusciti a fare predisporre il progetto preliminare ma su cui la giunta Proietti non ha finora fatto cenno".

Da qui la richiesta di una maggiore chiarezza programmatica. "Qual è la visione programmatica di questa giunta? Quella del lamento quotidiano o della confusione dei no a tutto quanto condotto a buon fine in precedenza? O quella delle richieste estemporanee al governo che cambiano in continuazione l’elenco delle priorità ferroviarie e stradali? Oppure quella della serietà collaborativa sui progetti e sulle decisioni forti che urgono?"

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Francesco Mastrodicasa
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