24 Feb, 2026 - 19:00

Quando Brigitte Bardot fece tappa a Terni: lo scoop estivo di Enrico Valentini tra piscina, lago e ironia

 Quando Brigitte Bardot fece tappa a Terni: lo scoop estivo di Enrico Valentini tra piscina, lago e ironia

"Enrico, corri subito alla piscina del CLT che troverai una sorpresa...".

È una di quelle frasi che, nella vita di un fotoreporter, possono cambiare una giornata qualunque in un piccolo capitolo di storia. Siamo ai primi di agosto del 1961, il caldo stringe la Conca ternana in una morsa appiccicosa e al telefono risponde Enrico Valentini, cronista con la macchina fotografica sempre pronta.

La “sorpresa” ha un nome che basta da solo a far accelerare il battito: Brigitte Bardot. Proprio lei, l’icona del cinema europeo, la donna più fotografata e desiderata del momento, è lì, a Terni, sdraiata al sole ai bordi della piscina del Clt insieme al regista Louis Malle e ad alcuni membri della troupe del film Vita privata, che in quei giorni si sta girando a Spoleto.

Valentini non perde tempo. Qualche giorno prima aveva già incrociato la diva in piazza del Duomo a Spoleto, pantaloni attillati e un grande cappello di paglia in mano. Ma trovarla a Terni, in costume, in una piscina frequentata da comuni mortali, è tutta un’altra storia.

Una diva senza folla (e senza clamore)

Il fotografo arriva di corsa. Sono le prime ore del pomeriggio. Si avvicina con discrezione e inizia a scattare. L’atmosfera è surreale: niente ressa, niente fan urlanti, niente cordoni di sicurezza. Solo un gruppetto qualunque che prende il sole.

“Erano soli, un gruppo qualsiasi, non c’era la solita ressa che circonda gli attori. Nessuno si era accorto che quella giovane bagnante in bikini era Brigitte Bardot, ricorderà poi Valentini.

Anche lui, che pure di personaggi famosi ne aveva già visti parecchi, resta colpito. “Era bella, quando la guardavi faceva colpo. Una constatazione semplice, quasi disarmante, ma che dice tutto sul carisma della Bardot in quegli anni.

Dal Clt a Piediluco, inseguendo un rullino

Il gruppo resta poco in piscina. Il caldo è feroce. “Era un caldo maestoso, non si respirava”, racconterà Valentini con quella punta di ironia che solo il tempo sa regalare ai ricordi. A un certo punto si alzano, salgono in auto e se ne vanno.

Il fotoreporter li segue. Intuisce la destinazione: Piediluco. E infatti eccoli arrivare al Centro canottieri, dove qualcuno evidentemente li sta già aspettando. Da lì in poi, è una sequenza che sembra uscita da un film d’autore: B.B. sulla spiaggia, B.B. che fuma, B.B. che prende il sole, B.B. che passeggia nel borgo. Poi il gruppo che sale in barca, con sullo sfondo la montagna dell’Eco.

Loro si rilassano, si godono il lago, la luce del tardo pomeriggio, la quiete umbra. Valentini, invece, fa semplicemente il suo mestiere: osserva, aspetta il momento giusto, scatta. Senza clamore, senza sceneggiate. Solo con l’occhio allenato di chi sa che certe immagini non capitano due volte.

Il ritorno a Terni e la corsa in camera oscura

Restano a Piediluco fino al tramonto. Poi di nuovo in auto, direzione Spoleto. Valentini prende la strada opposta. “Io invece tornai a Terni – ricorda – a sviluppare quel rullino”. È il momento in cui la fatica della giornata si trasforma in adrenalina pura.

Quelle fotografie non restano nel cassetto. Valentini le vende all’Ansa e all’Associated Press. Il risultato è immediato: vengono pubblicate dai grandi giornali nazionali e internazionali. “Tutti i giornali volevano la Bardot in costume da bagno a Piediluco”. E come dargli torto?

In un’Italia ancora lontana dalla sovraesposizione mediatica di oggi, quelle immagini hanno il sapore dello scoop vero, conquistato con intuito, pazienza e un po’ di sana ostinazione.

Bianco e nero, memoria a colori

Le foto sono in bianco e nero, ma il ricordo è pieno di colori. Sessant’anni dopo, quella giornata d’agosto è tornata a vivere in una mostra: prima alla Biblioteca comunale di Terni, poi nel locale A Volte Tre. Le immagini di Bardot a Piediluco e in piscina non sono solo belle fotografie: sono frammenti di un’epoca, quando una diva poteva ancora confondersi tra la gente e un fotoreporter poteva inseguire una storia senza essere inseguito dai social.

Uno scoop tra ironia e nostalgia

Riletta oggi, la vicenda ha qualcosa di teneramente ironico. Una star mondiale che prende il sole a Terni, un fotografo che la segue con la sua auto, un rullino sviluppato di corsa e venduto alle agenzie. Tutto sembra più semplice, più umano, più lento.

Eppure, proprio in quella semplicità, c’è la grandezza del mestiere di Enrico Valentini. Saper essere nel posto giusto al momento giusto, senza fare rumore, con lo sguardo curioso e la macchina fotografica pronta. E magari, ogni tanto, ricevere una telefonata che inizia così: “Enrico, corri subito alla piscina del Clt che troverai una sorpresa”.

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Mario Farneti
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