01 Sep, 2026 - 14:12

Pulizie negli uffici di Poste, in Umbria la protesta delle lavoratrici: “Rimborsi carburante ridicoli”

Pulizie negli uffici di Poste, in Umbria la protesta delle lavoratrici: “Rimborsi carburante ridicoli”

Un rimborso chilometrico che, secondo i sindacati, non sarebbe più sufficiente a coprire i costi effettivamente sostenuti per gli spostamenti di servizio. È questo il nodo al centro della denuncia sollevata da Filcams Cgil di Perugia e Terni e Uiltrasporti Umbria per le circa settanta lavoratrici impegnate nei servizi di pulizia degli uffici di Poste Italiane in Umbria, nell’ambito dell’appalto affidato alla società Lux.

La questione riguarda lavoratrici che, in gran parte, sono impiegate con contratti part-time e retribuzioni contenute e che, per svolgere quotidianamente il proprio servizio, sono chiamate a spostarsi tra più sedi. Una condizione resa ancora più complessa dalla distribuzione territoriale degli uffici e dalla difficoltà, in diversi casi, di raggiungerli attraverso il trasporto pubblico.

Per questo motivo, secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, molte addette sono costrette a utilizzare la propria automobile, sostenendo direttamente una parte significativa dei costi necessari per raggiungere i luoghi di lavoro. Al centro della contestazione c’è in particolare il rimborso riconosciuto da Lux, attualmente pari a 0,21 euro per chilometro

Una cifra che, denunciano Filcams Cgil e Uiltrasporti, non sarebbe più adeguata rispetto all'attuale costo della mobilità privata, considerando non soltanto il prezzo del carburante, ma anche le spese di manutenzione, l'usura dei mezzi e gli ulteriori costi legati all'utilizzo quotidiano dell'automobile.

Il peso degli spostamenti sul reddito

La questione del rimborso chilometrico assume un peso particolare proprio in ragione della tipologia di rapporto di lavoro delle addette coinvolte.

La presenza diffusa di contratti part-time e di salari contenuti, secondo le organizzazioni sindacali, rende infatti ogni aumento dei costi sostenuti direttamente dalle lavoratrici una voce destinata a incidere in maniera significativa sul reddito disponibile.

“Le circa settanta lavoratrici impegnate nei servizi di pulizia degli uffici di Poste Italiane in Umbria, affidati alla società Lux, stanno vivendo una situazione di forte disagio. Le lavoratrici, in gran parte con contratto part-time e salari bassi, sono costrette a spostarsi quotidianamente tra diverse sedi, talvolta distanti e difficilmente raggiungibili con i mezzi pubblici, utilizzando le proprie autovetture. Attualmente, Lux riconosce un rimborso di appena 0,21 euro per chilometro, una cifra che, alla luce dell’aumento del costo del carburante, delle spese di manutenzione e dell’usura dei veicoli, risulta sempre meno adeguata e finisce per incidere pesantemente sul reddito delle lavoratrici”.

È la fotografia tracciata dalle due sigle sindacali, che individuano quindi nel rimborso per gli spostamenti uno degli elementi più critici dell'attuale organizzazione del servizio.

Il tema, sottolineano Filcams Cgil e Uiltrasporti, non riguarda soltanto il valore economico riconosciuto per ogni chilometro percorso, ma più in generale la sostenibilità di un modello nel quale lavoratrici con redditi già contenuti devono utilizzare quotidianamente un mezzo proprio per poter raggiungere le diverse sedi assegnate.

La richiesta a Lux e il passaggio al committente

La questione sarebbe stata sottoposta più volte direttamente alla società Lux, con una richiesta di adeguamento del rimborso chilometrico. Secondo quanto riferiscono i sindacati, l'azienda avrebbe però rappresentato l'impossibilità, allo stato attuale, di sostenere ulteriori costi.

“Abbiamo più volte posto la questione a Lux, chiedendo un adeguamento del rimborso. La società ha dichiarato di non essere nelle condizioni economiche di sostenere ulteriori costi. Di fronte a questa risposta, ci siamo rivolte a Poste Italiane, in qualità di committente, chiedendo di conoscere le condizioni dell’appalto e sollecitando un intervento concreto sulla questione. Poste Italiane, tuttavia, non ha dato alcuna risposta alle nostre richieste. È questo il punto che denunciamo con forza: da una parte Lux dichiara di non poter sostenere un aumento del rimborso, dall’altra Poste Italiane, nonostante sia stata formalmente interpellata, sceglie il silenzio. Nel frattempo, a pagare sono le lavoratrici. Non chiediamo privilegi, ma dignità e condizioni di lavoro sostenibili”.

La contestazione sindacale si sposta dunque anche sul rapporto tra committente e impresa appaltatrice. Per Filcams Cgil e Uiltrasporti, infatti, la difficoltà economica dichiarata dalla società che gestisce il servizio non può tradursi automaticamente in un aggravio dei costi a carico delle lavoratrici. Il punto, nella lettura delle organizzazioni sindacali, è quello di riportare la discussione sulle condizioni complessive dell'appalto, chiedendo a Poste Italiane di intervenire nel confronto e di fornire risposte alle richieste già avanzate.

La questione degli appalti e il tema della dignità del lavoro

La vicenda umbra si inserisce in un quadro più ampio di attenzione sindacale sulle condizioni dei lavoratori impiegati negli appalti di pulizia degli uffici postali. A livello nazionale, la Filcams Cgil ha segnalato negli ultimi mesi criticità legate alla riduzione dei servizi e delle ore di lavoro negli appalti delle pulizie di Poste Italiane, con conseguenti ricadute sui salari già contenuti.

In Umbria, il tema denunciato in questa fase riguarda in particolare la mobilità necessaria per garantire il servizio e il costo che questa comporta per le lavoratrici. Non si tratta, dunque, secondo le sigle, di una semplice questione amministrativa relativa al valore di un rimborso, ma di un problema che incrocia salario, organizzazione del lavoro e sostenibilità economica dell'attività.

Il rischio denunciato è che una parte crescente delle spese necessarie per svolgere il servizio finisca per essere sostenuta direttamente dalle dipendenti, riducendo ulteriormente il valore effettivo della retribuzione.

“Chi garantisce la pulizia merita rispetto”

La posizione dei sindacati parte anche da un principio più generale: il riconoscimento del valore del lavoro svolto quotidianamente dalle addette alla pulizia degli uffici postali.

Si tratta di un'attività spesso poco visibile al pubblico, ma indispensabile per garantire il funzionamento e il decoro degli spazi frequentati quotidianamente da lavoratori e cittadini. Proprio per questo, Filcams Cgil e Uiltrasporti chiedono che la natura esternalizzata del servizio non rappresenti un elemento di marginalità nella tutela delle condizioni di lavoro.

“Chi garantisce quotidianamente la pulizia e il decoro degli uffici postali merita rispetto - concludono Filcams Cgil Perugia e Terni e Uiltrasporti Umbria -, indipendentemente dal fatto che sia dipendente diretto o di un’impresa appaltatrice. Chiediamo pertanto a Lux e Poste Italiane di assumersi le proprie responsabilità e di aprire immediatamente un confronto per trovare una soluzione al problema del rimborso chilometrico. Il costo dell’appalto non può essere scaricato sulle lavoratrici. Il silenzio di Poste Italiane non è più accettabile. Il lavoro deve garantire dignità, anche quando è in appalto”.

È questa, quindi, la richiesta conclusiva delle organizzazioni sindacali: un confronto immediato tra Lux e Poste Italiane per affrontare il tema del rimborso chilometrico e individuare una soluzione che consenta alle lavoratrici di sostenere gli spostamenti necessari allo svolgimento del servizio senza doverne assorbire una quota sempre maggiore attraverso il proprio reddito.

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Francesco Mastrodicasa
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