11 Jan, 2026 - 09:20

Provincia di Terni, una nuova identità in autostrada: Ferranti propone i cartelli turistici alle porte del territorio

 Provincia di Terni, una nuova identità in autostrada: Ferranti propone i cartelli turistici alle porte del territorio

La geografia amministrativa, spesso percepita come un astratto confine su una carta, prende forma tangibile lungo le strade. È lì, su quei rettangoli di lamiera ai lati dell’asfalto, che un territorio annuncia se stesso, si offre allo sguardo del viaggiatore, rivendica una storia e una bellezza. È da questa consapevolezza, semplice ma potente, che nasce la proposta che Francesco Maria Ferranti, vice presidente della Provincia di Terni, porterà in Consiglio provinciale domani, lunedì 12 gennaio. L’obiettivo è installare, alle tre principali porte autostradali del territorio - i caselli di Fabro (a nord, al confine con la Toscana), Orvieto e Attigliano (verso sud, in direzione di Roma) - i classici cartelli turistici con la scritta “Benvenuti nella provincia di Terni” ma anche con foto riconoscibili delle principali emergenze turistiche. Non un semplice segnale di cortesia, ma un gesto politico e identitario, un modo per tessere la trama di un’offerta turistica frammentata in un’unica, riconoscibile narrazione.

Una segnaletica per l'orgoglio e la promozione del territorio provinciale e delle sue bellezze

L’atto di indirizzo che Ferranti presenterà darà mandato alla direzione tecnica viabilità dell’ente di procedere con l’installazione. L’idea è chiara: chiunque percorra l’Autostrada del Sole o la superstrada, direzione Roma o Firenze, deve sapere con esattezza quando sta entrando nel cuore dell’Umbria meridionale, un’area ricchissima di attrazioni ma forse meno immediatamente associata a un brand unitario rispetto ad altri comprensori regionali.

"Io credo che si parli molto di promuovere un territorio, si parli molto di far conoscere che siti di pregio sono situati all'interno di un territorio con dei confini geografici ben definiti, ma che molto ci sia da fare anche in tema di pre-condizioni allo sviluppo turistico, come la cartellonistica", spiega Ferranti.

"È opportuno che chi entra in autostrada in Umbria e in provincia di Terni sappia che sta entrando nel territorio della provincia di Terni con le sue bellezze paesaggistiche, architettoniche e quant'altro".

Il cartello marrone, standard europeo per l’informazione turistica, diventa così il primo tassello di una strategia più ampia di riconoscibilità. Un simbolo che precede e invita all’esplorazione, un invito a deviare dalla direttrice principale per scoprire un patrimonio diffuso. Il vice presidente forzista lega questo intervento a una visione più generale di buona amministrazione e di rapporti istituzionali costruttivi, necessari in un momento economico difficile.

"C'è bisogno di buona politica, c'è bisogno di buona amministrazione che affronti e risolva e dia opportunità ai cittadini», sottolinea, auspicando una collaborazione trasversale. La proposta sui cartelli si inserisce in un più ampio impegno per la messa in sicurezza e il potenziamento infrastrutturale delle arterie viarie, concepito non solo in ottica di mobilità ma anche di valorizzazione territoriale.

Dalla carta al territorio: l'elenco delle meraviglie da scoprire stilato dal vice presidente della Provincia

ferranti sweet 2.1

Ma cosa si cela dietro quel “Benvenuti”? L’atto proposto da Ferranti non è solo un’operazione di branding, ma contiene già in nuce una vera e propria guida delle eccellenze provinciali. Un elenco dettagliato che fa capire quanto il progetto voglia essere concreto nel veicolare l’offerta turistica. Si parte dalle Terme del Diavolo a Parrano, per spostarsi verso le meravigliose gole e piscine del fiume Nera e il porto fluviale romanico di Otricoli. La storia antica rivive a Carsulae, il sito archeologico romano, e nei sotterranei di Narni, mentre l’arte tocca l’apice con il Duomo di Orvieto.

Natura e ingegno si fondono nella Cascata delle Marmore, opera idraulica romana che è la più alta d’Europa, e nelle acque del lago di Piediluco. Il territorio ternano è anche storia del cinema, con l’archeologia industriale degli Studios di Papigno, dove Roberto Benigni girò capolavori come “La vita è bella” e “Pinocchio”. La scienza e il Rinascimento si respirano a Palazzo Cesi ad Acquasparta, sede della prima Accademia dei Lincei fondata da Federico Cesi e Galileo Galilei. E poi il cuore verde: la Valnerina, tra Terni, Spoleto e Scheggino, con le sue specialità enogastronomiche come il tartufo nero e i carbonaretti; il borgo di Sangemini, famoso per la sua acqua minerale di origine vulcanica, e la Valle dei Monti Martani.

Un catalogo vasto che rischia di rimanere nascosto senza un’adeguata segnaletica di ingresso. Quei cartelli ai caselli non saranno quindi un punto di arrivo, ma un inizio se il consiglio provinciale darà l'ok. Il primo passo per dire che la provincia di Terni esiste, è un luogo preciso sulla mappa, e che vale la pena di essere scoperta, chilometro dopo chilometro, uscita dopo uscita. La sfida, ora, è che dal consiglio provinciale parta un segnale unanime, trasformando un’intuizione in un fatto compiuto, in un nuovo modo di presentarsi al mondo che passa dall’autostrada.

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Federico Zacaglioni
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