L'educazione alla gestione dell’emergenza non rappresenta soltanto un momento formativo, ma costituisce uno degli strumenti più concreti per costruire una cultura diffusa della prevenzione. Insegnare ai più giovani a riconoscere i rischi del territorio, comprendere le dinamiche delle calamità naturali e apprendere i comportamenti corretti da adottare in situazioni critiche significa infatti investire sulla sicurezza futura delle comunità e sulla capacità collettiva di risposta agli eventi emergenziali.
Un tema particolarmente rilevante in Umbria, regione che per caratteristiche geomorfologiche presenta una consolidata esposizione al rischio sismico e a criticità di natura idrogeologica, rendendo fondamentale un’azione costante di sensibilizzazione che parta proprio dalle scuole e dalle nuove generazioni.
È in questo quadro che si è concluso al Centro regionale di Protezione civile di Foligno il progetto educativo “Alla larga dai pericoli”, percorso didattico rivolto alle classi quarte delle scuole primarie della provincia di Perugia e pensato per avvicinare gli studenti alla conoscenza del sistema di protezione civile, delle procedure operative di emergenza e delle corrette pratiche di autoprotezione.
La giornata finale ha coinvolto complessivamente 21 classi e circa 400 studenti, trasformando il polo operativo folignate in una grande aula esperienziale dedicata alla sicurezza, alla prevenzione e all’educazione civica, dove teoria e attività sul campo si sono integrate in un’esperienza formativa diretta, concreta e altamente partecipativa.
L’iniziativa ha consentito agli studenti di vivere un’esperienza immersiva e altamente formativa, attraverso un percorso articolato tra dimostrazioni pratiche, simulazioni operative e momenti di confronto diretto con operatori specializzati.
L’obiettivo è stato quello di avvicinare i bambini al mondo della protezione civile in modo concreto e partecipativo, facendo comprendere loro non soltanto il funzionamento del sistema di emergenza, ma soprattutto l’importanza di mantenere lucidità e seguire procedure precise nei momenti di criticità. Durante la giornata, i ragazzi hanno potuto osservare da vicino mezzi, attrezzature e dispositivi utilizzati durante gli interventi di soccorso, ricevendo spiegazioni dettagliate sul loro utilizzo e sulle principali modalità operative attivate in caso di terremoti, alluvioni, incendi o ricerche di persone disperse.
Il progetto assume un significato ancora più rilevante se letto alla luce delle caratteristiche geografiche e territoriali dell’Umbria. La regione, infatti, è storicamente esposta al rischio sismico, come dimostrano i numerosi eventi tellurici che nel corso degli anni hanno interessato il territorio, imponendo una costante attenzione sul fronte della prevenzione e della formazione. Oltre al rischio terremoti, si aggiungono le criticità legate al dissesto idrogeologico, agli eventi meteorologici estremi e alle emergenze ambientali.
In questo contesto, formare i cittadini del futuro significa dotarli degli strumenti necessari per riconoscere i segnali di rischio, sapere come comportarsi e contribuire alla sicurezza collettiva. L’educazione alla protezione civile, dunque, non viene intesa come semplice attività didattica occasionale, ma come tassello essenziale di una più ampia strategia di costruzione della resilienza territoriale.
La riuscita dell’iniziativa è stata resa possibile grazie alla collaborazione tra istituzioni, strutture operative e associazioni di volontariato, confermando ancora una volta il valore del lavoro di rete nella gestione della sicurezza.
Oltre al Centro regionale di Protezione civile, hanno preso parte al progetto il distaccamento provinciale dei Vigili del fuoco di Foligno, la Croce rossa italiana, le unità cinofile per la ricerca di persone disperse dell’associazione ANPAS, nonché numerose realtà del volontariato locale. Presenti anche la Consulta comunale delle associazioni di volontariato, il Gruppo Protezione Civile Città di Foligno, la Croce Bianca, il gruppo comunale di Protezione civile di Bastia Umbra - accompagnato dalla mascotte Civilino - e ANCI Umbria Prociv.
Tra le attività che hanno suscitato maggiore interesse e partecipazione da parte degli studenti, particolare rilievo hanno avuto le dimostrazioni delle unità cinofile ANPAS specializzate nella ricerca di persone disperse.
I bambini hanno potuto assistere da vicino alle simulazioni operative, osservando il lavoro di addestramento e coordinamento tra conduttori e cani da soccorso. Un momento altamente spettacolare ma soprattutto educativo, utile a comprendere l’importanza del tempo, dell’organizzazione e della preparazione tecnica nelle operazioni di ricerca.
L’interazione diretta con i volontari ha inoltre permesso ai ragazzi di porre domande, soddisfare curiosità e avvicinarsi con entusiasmo a una realtà spesso conosciuta solo attraverso racconti o immagini televisive.
Il progetto si inserisce in un percorso educativo più ampio che punta a rendere la prevenzione parte integrante della formazione civica dei più giovani. L’idea di fondo è tanto semplice quanto strategica: costruire una cultura della sicurezza significa partire dalla scuola.
Insegnare ai bambini come reagire a una scossa sismica, come riconoscere un’allerta, a chi rivolgersi e quali comportamenti evitare può fare la differenza in situazioni reali. La formazione precoce, infatti, contribuisce a generare consapevolezza diffusa, trasformando gli studenti in potenziali moltiplicatori di conoscenza anche all’interno delle rispettive famiglie.
Con la giornata conclusiva del progetto, Foligno si conferma ancora una volta punto di riferimento regionale per le attività legate alla protezione civile e alla formazione sulla gestione del rischio. Il Centro regionale ha offerto un contesto ideale per un’esperienza educativa ad alto impatto, dimostrando come la prevenzione possa essere trasmessa in modo efficace attraverso linguaggi accessibili, strumenti interattivi e coinvolgimento diretto.
L’auspicio condiviso dagli organizzatori è che iniziative di questo tipo possano consolidarsi e ampliarsi, diventando parte strutturale del percorso scolastico. Perché in territori esposti come quello umbro, conoscere i rischi e sapere come affrontarli non rappresenta soltanto una competenza utile: è una vera forma di cittadinanza attiva.