02 Jul, 2026 - 14:30

Presunta setta di Pietralunga, sequestrati casale, terreni, auto e denaro: nuova svolta nell'inchiesta della Procura

Presunta setta di Pietralunga, sequestrati casale, terreni, auto e denaro: nuova svolta nell'inchiesta della Procura

Prosegue con un nuovo importante sviluppo l'inchiesta della Procura della Repubblica di Perugia sulla presunta associazione denominata «Conoscenza e Libertà Ets», al centro di un'indagine che ipotizza un articolato sistema di truffe, estorsioni e altri gravi reati ai danni di persone considerate particolarmente vulnerabili.

Nella mattinata di oggi la Polizia di Stato ha eseguito un decreto di sequestro preventivo disposto dal giudice per le indagini preliminari Valeria Casciello, che riguarda il casale di Pietralunga ritenuto dagli investigatori la base operativa del gruppo, i terreni circostanti, una Jeep Renegade, 10.880 euro in contanti e 30 franchi svizzeri.

L'indagine aveva già portato nei mesi scorsi all'arresto del presunto "maestro" Alfredo Mangone, finito in carcere, e della moglie Tatiana Ionel, sottoposta agli arresti domiciliari. Entrambi respingono le accuse attraverso i propri difensori e il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari, pertanto le contestazioni dovranno essere verificate nel corso dell'eventuale processo.

Il Gip accoglie solo in parte la richiesta della Procura

Il provvedimento emesso dal Gip ha accolto soltanto parzialmente la richiesta formulata dalla Procura.

Sono stati infatti sottoposti a sequestro il casale situato nella frazione di Castelguelfo, in località Vocabolo Formelli, i terreni adiacenti, il fuoristrada Jeep Renegade e il denaro rinvenuto nella disponibilità di Mangone.

Il giudice ha invece respinto la richiesta di sequestrare i saldi attivi dei conti correnti intestati all'associazione «Conoscenza e Libertà Ets» e allo stesso Mangone.

Nelle motivazioni si evidenzia come tale richiesta fosse ritenuta «generica e indeterminata», non consentendo di stabilire con sufficiente precisione quali somme potessero essere considerate profitto diretto dei reati contestati.

Secondo il Gip, invece, il casale, l'autovettura e il denaro contante presentano, allo stato degli atti, un collegamento diretto con le ipotesi di truffa aggravata ed estorsione formulate dalla Procura.

Il casale acquistato con il denaro degli adepti

Uno degli aspetti centrali del provvedimento riguarda proprio il casale di Pietralunga.

Secondo la ricostruzione contenuta nell'ordinanza, l'immobile sarebbe stato acquistato il 29 maggio 2025 dall'associazione «Conoscenza e Libertà Ets» utilizzando somme provenienti da alcune delle persone oggi considerate parti offese.

Per il giudice, l'acquisto rappresenterebbe «certamente il frutto dell'immediata trasformazione» del denaro versato dagli adepti.

Nel provvedimento vengono richiamati bonifici di importo particolarmente rilevante, pari a 98.500 euro, 195.000 euro, 150.000 euro e 72.000 euro, tutti indicati con causali riferite all'acquisto dell'immobile.

A tali somme si aggiungerebbero ulteriori versamenti e prestazioni lavorative rese gratuitamente da altri aderenti all'associazione per contribuire alla ristrutturazione del casale.

Le accuse: denaro, beni e sottomissione

L'impianto accusatorio della Procura descrive un sistema nel quale Mangone e Ionel avrebbero progressivamente conquistato la fiducia degli aderenti facendo leva, secondo gli investigatori, sulle loro fragilità personali.

Nel provvedimento si legge che gli indagati avrebbero sfruttato «i bisogni, le debolezze fisiche e la fragilità» delle persone coinvolte, inducendole a credere che soltanto attraverso riti di natura sciamanica o alchemica, offerte economiche e forme di completa sottomissione fosse possibile guarire da malattie, allontanare pericoli spirituali o addirittura acquisire un particolare potere capace di cambiare radicalmente la propria esistenza.

Secondo l'accusa, mentre agli adepti veniva chiesto di rinunciare all'attaccamento ai beni materiali, Mangone e Ionel avrebbero richiesto denaro, automobili, orologi di valore e prestazioni lavorative gratuite.

Il Gip richiama inoltre il fatto che i due avessero trasferito la propria residenza anagrafica nel casale sequestrato e che alcune autovetture acquistate dalle persone offese sarebbero state utilizzate direttamente dagli indagati.

Le minacce contestate

Tra gli episodi più gravi contestati figura quello che avrebbe coinvolto una donna che, nel giugno 2025, aveva iniziato a manifestare dubbi sulle dinamiche interne dell'associazione e sull'entità dei debiti contratti per sostenere economicamente Mangone e Ionel.

Secondo la ricostruzione della Procura, Mangone le avrebbe rivolto frasi intimidatorie, arrivando a dirle che l'avrebbe cercata ovunque per «tagliarle la lingua». In un successivo episodio, dopo che la donna aveva chiesto di rientrare in possesso dell'autovettura acquistata per lui, l'avrebbe minacciata dicendole che, se avesse continuato a parlare di denaro, le avrebbe «ficcato» un chiodo nella pancia facendola sanguinare.

Per il Gip tali comportamenti presenterebbero evidenti «connotati minatori» e assumerebbero particolare rilievo considerando la condizione di soggezione psicologica nella quale, secondo l'accusa, la donna si sarebbe trovata.

Il denaro contante e le indagini ancora aperte

Il sequestro riguarda anche 10.880 euro e 30 franchi svizzeri trovati addosso ad Alfredo Mangone durante la perquisizione personale eseguita nel marzo scorso.

Secondo il giudice, il fatto che il denaro fosse detenuto in contanti, in parte in valuta estera e rinvenuto «mentre era in procinto di darsi alla fuga», costituisce un elemento che, nell'attuale quadro indiziario, consente di ipotizzarne una provenienza illecita.

Diversa, invece, la valutazione sui conti correnti, poiché non è stato ancora possibile determinare con precisione quale sia il profitto complessivo delle presunte truffe e distinguere eventuali somme di origine lecita da quelle che potrebbero derivare dai reati contestati. Il Gip evidenzia inoltre che uno dei rapporti bancari indicati dalla Procura risulta chiuso già dal 24 maggio 2024 per decisione unilaterale dell'istituto di credito.

L'inchiesta è ancora in pieno svolgimento. Mangone e Ionel, assistiti dagli avvocati Emanuele Fierimonte e Deborah Wahl, avranno ora la possibilità di contestare le accuse nelle sedi previste dall'ordinamento, mentre la Procura prosegue gli accertamenti per chiarire tutti gli aspetti della vicenda.

 

(Immagine al centro dell'articolo generata con intelligenza artificiale a scopo illustrativo. Non rappresenta fatti o persone reali.)

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Mario Farneti
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