Prosegue in Umbria la mobilitazione sindacale nei confronti di Poste Italiane, con la conferma del blocco degli straordinari per tutti i dipendenti dell’azienda sul territorio regionale. Dopo una prima proclamazione della durata di venti giorni, avviata alla fine di luglio, le organizzazioni regionali UilFpl e Slc Cgil hanno deciso di prolungare la protesta fino alla conclusione dell'estate, ponendo al centro della vertenza le condizioni di lavoro, la disponibilità di personale, i carichi operativi e, soprattutto, la tutela dei lavoratori rispetto alle elevate temperature registrate nelle ultime settimane.
Una decisione che coinvolge tanto il personale impegnato nel servizio di recapito quanto gli addetti alla rete degli uffici postali, in un periodo dell'anno nel quale il tema della sicurezza sul lavoro assume particolare rilevanza per chi svolge quotidianamente attività all'aperto. La protesta, secondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, nasce infatti dalla percezione di un progressivo peggioramento delle condizioni operative e dalla mancata individuazione di risposte ritenute adeguate alle criticità segnalate nei diversi territori dell'Umbria.
Al centro della mobilitazione vi è un insieme di fattori che, secondo UilFpl e Slc Cgil, riguarda l'organizzazione complessiva del lavoro all'interno di Poste Italiane.
“Alla base della nostra azione di protesta - spiegano i sindacati - c’è il continuo ed evidente deterioramento delle condizioni di lavoro all’interno dell’azienda, sotto il profilo del fabbisogno di personale, dei carichi di lavoro, della sufficienza di personale e della sicurezza, sia per quanto riguarda il recapito postale (portalettere) che per quanto riguarda la rete degli uffici postali (operatori di sportello e consulenti commerciali)”.
Il blocco degli straordinari rappresenta dunque, nella strategia delle organizzazioni sindacali, uno strumento di pressione per riportare al centro del confronto le problematiche legate alla gestione degli organici e alla sostenibilità dei carichi di lavoro. Una mobilitazione che si inserisce in una fase particolarmente delicata anche per le condizioni ambientali nelle quali una parte del personale è chiamata a operare.
Il tema maggiormente evidenziato dai sindacati riguarda il rischio legato alle temperature elevate. I portalettere, infatti, svolgono una parte significativa della propria attività direttamente sul territorio, spostandosi tra strade, abitazioni e attività commerciali per garantire il servizio di consegna della corrispondenza.
“In particolare, in questo periodo in cui ormai da settimane si registrano temperature record - illustrano la situazione UilFpc e Slc Cgil -, nessuna risposta soddisfacente è arrivata da parte dell’azienda relativamente al problema del caldo. Occorre ricordare, infatti, che i portalettere svolgono la loro attività lavorativa in strada, percorrendo le strade roventi delle città sia in macchina che a piedi, proprio nelle ore più calde della giornata, mediamente tra le 11 e le 16, senza alcuna forma di tutela”.
È proprio la fascia oraria centrale della giornata a rappresentare, secondo i sindacati, uno dei principali elementi di criticità. L'esposizione prolungata al sole e alle alte temperature, unita agli spostamenti necessari per il recapito, viene indicata dalle organizzazioni come una condizione che richiederebbe una diversa organizzazione delle attività durante le giornate caratterizzate dalle temperature più elevate.
Per affrontare il problema, UilFpl e Slc Cgil riferiscono di avere portato la questione ai tavoli territoriali, chiedendo di intervenire sulla distribuzione degli orari di lavoro per evitare, quando possibile, lo svolgimento delle attività esterne nelle fasce considerate maggiormente a rischio.
“Abbiamo chiesto ai tavoli territoriali una revisione degli orari di lavoro in modo che le attività all’esterno negli orari di maggiore rischio fossero evitate - fanno sapere ancora le organizzazioni sindacali -, l’azienda tuttavia si è rifiutata di aprire la discussione”.
Il mancato confronto su questo punto costituisce, secondo le sigle sindacali, uno degli elementi che hanno contribuito alla decisione di estendere la protesta. La questione non riguarda però esclusivamente il personale impegnato quotidianamente sulle strade.
Nel mirino finiscono anche le condizioni strutturali di alcuni luoghi di lavoro. UilFpl e Slc Cgil riferiscono infatti di avere ricevuto segnalazioni relative al malfunzionamento degli impianti di climatizzazione sia all'interno di alcuni uffici postali sia sui mezzi utilizzati dai portalettere. “Nessuna risposta organica e convincente è arrivata nemmeno rispetto alle nostre denunce circa le inadeguatezze strutturali nei luoghi di lavoro: a macchia di leopardo si registrano, su tutto il territorio regionale, segnalazioni di impianti di condizionamento non funzionanti negli uffici postali e nelle auto dei portalettere”.
Si tratta, nella prospettiva dei sindacati, di problematiche che assumono un peso ancora maggiore durante i periodi caratterizzati da temperature particolarmente elevate. Per chi lavora negli uffici, infatti, il microclima degli ambienti rappresenta un elemento direttamente connesso alle condizioni quotidiane di lavoro; per il personale esterno, invece, la climatizzazione dei mezzi costituisce una delle possibili misure di mitigazione durante gli spostamenti.
La questione sollevata dalle organizzazioni sindacali viene ricondotta più in generale al tema della prevenzione e della sicurezza sui luoghi di lavoro. UilFpl e Slc Cgil richiamano in particolare l'attenzione sui rischi connessi all'esposizione al calore e alla radiazione solare durante i mesi estivi. “Ci teniamo a ricordare che lo stress termico e l’esposizione alle radiazioni solari sono tra i rischi maggiori per i lavoratori in periodo estivo, e che quella di garantire un ambiente di lavoro salubre e sicuro è una precisa responsabilità del datore di lavoro”.
Il confronto tra sindacati e azienda si concentra quindi su una pluralità di aspetti: dalla dotazione degli organici alla distribuzione dei carichi di lavoro, dalle condizioni degli ambienti agli strumenti di tutela per chi opera quotidianamente all'esterno.
Alla luce delle criticità evidenziate e dell'assenza, secondo le organizzazioni sindacali, di risposte considerate sufficienti, la mobilitazione è stata confermata anche per le prossime settimane. “A fronte di queste gravi e ripetute mancanze, la decisione è stata quella di proseguire la protesta fino alla fine dell’estate”. Il blocco degli straordinari rappresenta così il principale strumento attraverso il quale UilFpl e Slc Cgil intendono mantenere alta l'attenzione sulle condizioni di lavoro del personale di Poste Italiane in Umbria. La protesta arriva nel pieno della stagione estiva e punta a sollecitare un confronto sulle modalità di organizzazione del servizio, soprattutto per quelle mansioni maggiormente esposte alle condizioni climatiche.
La vertenza, dunque, non si limita alla questione contingente delle temperature, ma investe secondo i sindacati il più ampio tema della qualità del lavoro all'interno della rete regionale di Poste Italiane. Organici, carichi operativi, sicurezza e adeguatezza delle strutture vengono indicati come elementi strettamente collegati tra loro e sui quali, secondo UilFpl e Slc Cgil, è necessario intervenire attraverso risposte organiche.
Con la prosecuzione del blocco degli straordinari fino alla fine dell'estate, le organizzazioni sindacali confermano quindi la volontà di mantenere aperto il confronto, chiedendo interventi che possano garantire condizioni di lavoro ritenute più adeguate sia per il personale degli uffici postali sia per i portalettere impegnati quotidianamente sul territorio umbro.