09 Jul, 2026 - 08:38

Ponte Valleceppi si mobilita per riavere l'ufficio postale: oltre mille firme per chiedere la riapertura dopo la rapina al Postamat

Ponte Valleceppi si mobilita per riavere l'ufficio postale: oltre mille firme per chiedere la riapertura dopo la rapina al Postamat

Oltre mille firme in pochi giorni per chiedere la riapertura dell'ufficio postale e del Postamat di Ponte Valleceppi, chiusi dallo scorso 4 aprile in seguito alla rapina con esplosivo che aveva gravemente danneggiato la struttura. È la mobilitazione promossa dal Comitato cittadini e cittadine di Ponte Valleceppi e dintorni, nato per sollecitare una risposta concreta da parte di Poste Italiane e delle istituzioni locali dopo oltre tre mesi di sospensione di un servizio ritenuto essenziale per il quartiere.

La raccolta firme ha già raggiunto 1.062 adesioni, segnale evidente di una crescente preoccupazione all'interno della comunità. Nel dettaglio, 857 sottoscrizioni sono state raccolte in formato cartaceo, mentre 205 cittadini hanno aderito attraverso la piattaforma Change.org. L'iniziativa punta ora a ottenere un confronto diretto con Poste Italiane e a chiedere l'intervento del Comune di Perugia affinché venga definito un cronoprogramma preciso per il completamento dei lavori e la riapertura dello sportello.

La mobilitazione del Comitato

La protesta prende forma dalla situazione che la frazione vive ormai da oltre tre mesi.

Dopo l'assalto al Postamat avvenuto nella notte del 4 aprile, l'ufficio postale è stato chiuso per consentire gli interventi di ripristino e messa in sicurezza dei locali. Da allora, però, il servizio non è stato ancora riattivato e, secondo quanto riferiscono i promotori della raccolta firme, non sarebbe stata comunicata alcuna data ufficiale per la conclusione dei lavori.

Una condizione che, con il trascorrere delle settimane, ha trasformato un disagio temporaneo in un problema strutturale per centinaia di residenti.

Il Comitato sottolinea come l'assenza dello sportello postale stia incidendo sulla quotidianità di famiglie, pensionati, attività economiche e persone con difficoltà negli spostamenti, costrette a rivolgersi agli uffici di altre zone della città per svolgere anche le più semplici operazioni.

L'appello del Comitato: "Servono tempi certi"

Nel documento che accompagna la raccolta firme, i cittadini chiedono innanzitutto chiarezza sul futuro dell'ufficio postale.

"A oggi - spiegano i promotori -, al di là di varie rassicurazioni dell’ente Poste, non si conosce la data presunta della fine dei lavori né quella della riapertura dell’ufficio. Chiediamo pertanto una risposta da parte di Poste Italiane, che definisca la tempistica per la riapertura del servizio. Chiediamo inoltre al Comune di Perugia un fattivo intervento verso Poste Italiane al fine di mantenere e garantire il servizio per i cittadini. Continueremo a sollecitare e a monitorare l’effettiva realizzazione dei lavori fino alla riapertura del servizio".

Il messaggio rivolto alle istituzioni è chiaro: non basta confermare che i lavori sono in corso, ma occorre fornire alla cittadinanza informazioni puntuali sui tempi necessari per il ritorno alla normalità.

La rapina del 4 aprile

Alla base della vicenda vi è il grave episodio criminoso verificatosi nella notte del 4 aprile scorso, quando ignoti presero di mira il Postamat di Ponte Valleceppi utilizzando materiale esplosivo per impossessarsi del denaro contenuto nello sportello automatico.

L'esplosione provocò ingenti danni alla struttura, rendendo necessaria la chiusura dell'intero ufficio postale per consentire le verifiche tecniche, gli interventi di ripristino e la successiva messa in sicurezza dell'edificio. Da quel momento il servizio non è più stato riattivato.

Con il passare delle settimane, l'assenza dell'ufficio postale ha iniziato a produrre effetti sempre più evidenti sulla vita della frazione, soprattutto per quella parte della popolazione che utilizza quotidianamente i servizi di Poste Italiane.

Anziani e persone fragili tra i più penalizzati

Secondo il Comitato, a pagare il prezzo più alto della chiusura sono soprattutto gli anziani, le persone con disabilità e i cittadini con ridotta mobilità.

Per molti residenti, infatti, raggiungere altri uffici postali significa affrontare spostamenti complessi, utilizzare mezzi propri o fare affidamento sull'aiuto di familiari e conoscenti.

Un disagio che riguarda attività ordinarie ma indispensabili, come il ritiro della pensione, il pagamento delle bollette, l'invio di corrispondenza o l'esecuzione di operazioni bancarie di base.

"Questa chiusura - ricordano dal comitato - ha imposto un grave disagio ai residenti, in particolare agli anziani e alle persone con mobilità limitata, che ora si vedono costretti a recarsi in sportelli postali lontani per sbrigare faccende quotidiane come ritirare pensioni, pagare bollette, o svolgere operazioni bancarie di base."

Per il Comitato, la riapertura dell'ufficio rappresenta quindi una priorità non soltanto dal punto di vista logistico, ma anche sotto il profilo sociale.

Ripercussioni anche sulle attività economiche

La mancanza dello sportello postale non riguarda esclusivamente i cittadini.

Il Comitato richiama infatti l'attenzione anche sulle conseguenze per il tessuto economico della frazione, composto da attività commerciali, artigianali e piccoli imprenditori che utilizzano quotidianamente i servizi postali. L'assenza di un punto di riferimento sul territorio costringe imprese e professionisti a spostarsi verso altri quartieri, con inevitabili perdite di tempo e maggiori difficoltà nella gestione delle attività.

"Oltre al disagio per i residenti, questa situazione mette a rischio l’economia locale, in quanto le imprese del territorio si ritrovano senza un facile accesso a servizi postali essenziali. A lungo termine, questa mancanza potrebbe scoraggiare nuovi investimenti nella zona, peggiorando ulteriormente la situazione economica di Ponte Valleceppi". Si tratta di un aspetto che, secondo i promotori, rischia di produrre effetti anche sullo sviluppo futuro del quartiere.

La richiesta: riaprire in sicurezza

Oltre alla richiesta di riattivare il servizio nel più breve tempo possibile, il Comitato chiede che la riapertura avvenga garantendo standard di sicurezza adeguati per prevenire nuovi episodi criminali. L'episodio dello scorso aprile ha infatti evidenziato la vulnerabilità dello sportello automatico e la necessità di adottare soluzioni tecnologiche e strutturali capaci di ridurre il rischio di ulteriori attacchi. Per questo motivo i cittadini chiedono che la ricostruzione venga accompagnata da un rafforzamento dei sistemi di protezione.

"Chiediamo pertanto - concludono i cittadini della frazione - che le autorità competenti, inclusa Poste Italiane, intervengano con urgenza per riaprire l’ufficio postale e ripristinare il postamat, incorporando misure di sicurezza aggiornate per prevenire futuri atti criminali. La nostra comunità ha bisogno di un accesso facile e sicuro ai servizi postali. Vogliamo far sentire la nostra voce per il bene della comunità di Ponte Valleceppi".

Una comunità che chiede risposte

La raccolta di oltre mille firme rappresenta oggi il segnale più evidente di una mobilitazione che coinvolge un'intera comunità. Al centro della richiesta non vi è soltanto la riapertura di uno sportello postale, ma la tutela di un presidio di prossimità considerato fondamentale per garantire servizi essenziali in un quartiere popoloso come Ponte Valleceppi.

Ora l'attenzione si sposta sulle risposte che arriveranno da Poste Italiane e dalle istituzioni locali. I cittadini chiedono soprattutto certezze: una data, un cronoprogramma e l'impegno concreto affinché il servizio possa tornare operativo nel più breve tempo possibile, restituendo alla frazione un punto di riferimento indispensabile per la vita quotidiana.

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Francesco Mastrodicasa
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