07 Mar, 2026 - 09:00

Il vicecapo della Polizia Belfiore a Terni: “La formazione motore della sicurezza”. Intitolata una sala a Mazzieri

Il vicecapo della Polizia Belfiore a Terni: “La formazione motore della sicurezza”. Intitolata una sala a Mazzieri

Ha scelto Terni per un doppio impegno istituzionale il vice capo vicario della Polizia di Stato, Carmine Belfiore. Ieri mattina all'auditorium San Domenico di Narni ha tenuto una lectio magistralis per il ventennale del corso di laurea in scienze dell'investigazione dell'Università degli Studi di Perugia. Nel pomeriggio, in Questura, ha inaugurato la nuova sala operativa intitolata alla memoria del vice brigadiere Cesare Mazzieri, ucciso nel 1973 e riconosciuto "vittima del dovere". Due momenti distinti, legati dallo stesso filo: il valore della preparazione e il dovere del ricordo.

Carmine Belfiore è stato Questore di Terni dall'agosto 2013 fino a luglio 2017, segnando la sua prima esperienza in questo ruolo. Durante il suo mandato, ha gestito l'ordine pubblico e, nel 2015, ha affrontato casi di cronaca rilevanti, come un accoltellamento in città.

“Senza competenza si agisce in modo estemporaneo”: la lectio a Narni

Davanti a una platea composta da studenti, docenti e allievi agenti della Scuola di Polizia di Spoleto, Belfiore ha sviluppato il tema “Il valore della formazione nei contesti contemporanei di sicurezza pubblica”. Con loro, tra il pubblico, il prefetto di Terni Antonietta Orlando, il questore Michele Abenante, il rettore Massimiliano Marianelli, il direttore del Dipartimento Marco Moschini e la coordinatrice del corso Sabina Curti.

La formazione nei contesti contemporanei di sicurezza pubblica è il motore del sistema e il suo valore sta nel renderci pronti”, ha esordito il vice capo vicario. “Deve essere generalizzata, specifica e anticipatoria per rendere il sistema e le persone capaci di affrontare il nuovo, prima che diventi emergenza. Se è vero che il contesto muta e i rischi cambiano, allora le soluzioni devono essere adeguate e tempestive”.

Nel suo ragionamento, Belfiore ha legato la preparazione individuale alla capacità di fare sistema. “La formazione è veicolo di competenza e coordinamento. Senza competenza si agisce in modo estemporaneo, perdendo coerenza e direzione. Senza coordinamento, l'azione si frammenta: si interviene in modo inefficiente e inadeguato”. Un passaggio seguito con attenzione dai molti studenti in sala, per i quali il richiamo alla resilienza e alla capacità di governare la complessità è suonato come un programma di lavoro.

La preparazione non elimina la complessità, ma fornisce gli strumenti per governarla. Il valore della formazione sta nel rendere persone e istituzioni resilienti e operative: capaci di affrontare il cambiamento, coordinarsi e trasformare le sfide in risposte efficaci”, ha proseguito Belfiore. “La sicurezza evolve. Le persone e i sistemi devono essere pronti. Senza formazione non c'è progresso: solo reazione. Con la formazione ci sono previsione, controllo e soluzioni”.

Al termine, il sindaco di Narni e il direttore del Dipartimento hanno consegnato a Belfiore una pergamena dell'Ateneo. Un riconoscimento per il contributo offerto alla riflessione sui temi della sicurezza e, non ultimo, “in ricordo dell'attività svolta quando ha ricoperto l'incarico di questore di Terni”.

Tecnologia e memoria: la sala operativa intitolata a Cesare Mazzieri

Nel pomeriggio il prefetto Belfiore si è spostato in Questura per un'altra cerimonia. È stata inaugurata la nuova sala operativa, completamente rinnovata nella dotazione tecnologica, e intitolata alla memoria del vice brigadiere Cesare Mazzieri, in servizio nel disciolto Corpo delle Guardie di Pubblica Sicurezza.

Era la mattina del 17 febbraio 1973 quando tre rapinatori assaltarono la Banca Popolare di Novara di via Mazzini, a Terni, riuscendo a impossessarsi di circa ottanta milioni di lire. Mentre tentavano di aprire la cassaforte, notarono l'arrivo della Volante della Polizia di Stato. Facendosi scudo con il cassiere e due clienti, i malviventi uscirono all'esterno e aprirono il fuoco contro l'auto della Polizia, colpendo l'appuntato Mazzieri al fianco con due proiettili calibro 22. Gli altri agenti, per evitare di ferire gli ostaggi, non poterono rispondere al fuoco. I rapinatori si diedero alla fuga a bordo di un'auto, liberando successivamente gli ostaggi nei pressi della Stazione Ferroviaria di Terni, dove venne rinvenuta anche la pistola utilizzata per il ferimento.

Nonostante il tempestivo trasporto in ospedale, l'appuntato Cesare Mazzieri morì dopo un intervento chirurgico durato quattro ore, a causa di un blocco renale e di gravi emorragie interne. Un sacrificio che gli è valso il riconoscimento di “vittima del dovere”.

Alla cerimonia di ieri erano presenti i familiari, accanto al vescovo di Terni, Narni e Amelia, monsignor Francesco Antonio Soddu, che ha impartito la benedizione prima del taglio del nastro e della scopertura della targa. Il momento più toccante è stato quando Belfiore ha consegnato ai familiari la pergamena con il decreto di intitolazione. Un gesto istituzionale, ma anche profondamente personale, che ha chiuso la giornata riportando l'attenzione sul senso più autentico del servizio e del sacrificio. Con la sala rinnovata, la Questura di Terni si dota di uno strumento più moderno per la sicurezza quotidiana, senza dimenticare chi quel concetto di sicurezza lo ha pagato con la vita.

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Federico Zacaglioni
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