06 May, 2026 - 09:49

Pnrr, in Umbria 235 milioni tra ospedali, tecnologie e servizi: "Target quasi raggiunti"

Pnrr, in Umbria 235 milioni tra ospedali, tecnologie e servizi: "Target quasi raggiunti"

Una dotazione complessiva di 235 milioni di euro, articolata in 151 progetti tra edilizia sanitaria, ammodernamento tecnologico, servizi territoriali e digitalizzazione, con un avanzamento complessivamente in linea con le scadenze fissate dal Piano nazionale di ripresa e resilienza. È questo il quadro emerso nel corso della riunione della Commissione speciale sull’attuazione del Pnrr Missione 6: Salute, riunitasi nel pomeriggio a Palazzo Cesaroni sotto la presidenza del consigliere regionale Stefano Lisci.

L’incontro ha rappresentato un momento di verifica dello stato di avanzamento degli interventi, a ridosso di una fase cruciale per il raggiungimento dei target previsti dal cronoprogramma nazionale. Alla seduta hanno preso parte, tra gli altri, il responsabile del servizio coordinamento Pnrr della Regione Umbria, ingegner Francesco Zepparelli, il dirigente del Servizio sanità digitale e innovazione ingegner Lucio Baldacci e il dottor Matteo Santi.

Case della comunità: avanzamento diffuso sul territorio

Uno degli elementi centrali riguarda le Case della comunità, snodo strategico del nuovo modello di sanità territoriale.

"Per quanto riguarda le Case della comunità - ha dichiarato Stefano Lisci - per 9 strutture risultano terminati i lavori, tra cui 7 già operative, mentre per altri 9 gli interventi procedono e ne viene garantita l’operatività entro fine maggio. Ci sono poi i 2 interventi che verranno completati oltre il target (Monteluce e Narni) per i quali ne sono stati attivati altrettanti in overbooking. Il finanziamento totale è di oltre 26,5 milioni di euro, con interventi su Trevi, Nocera Umbra, Fabro, Magione, Spoleto, Perugia, Todi, Umbertide, Panicale, Marsciano, Bastia Umbra, Città di Castello, Norcia, Orvieto, Amelia, Montefalco, Cascia".

Un quadro articolato che evidenzia una diffusione capillare degli interventi sull’intero territorio regionale, con l’obiettivo di rafforzare la prossimità dei servizi sanitari e alleggerire la pressione sugli ospedali.

Ospedali di comunità e assistenza intermedia

Parallelamente prosegue l’attuazione del programma relativo agli Ospedali di comunità, strutture pensate per la gestione dei pazienti a bassa intensità clinica e per favorire la continuità assistenziale.

"In merito agli Ospedali di comunità, che vedono un finanziamento complessivo pari a 13,8 milioni di euro, un intervento è chiuso e operativo (Grocco), altri 3 procedono garantendo l’operatività al 31 maggio (Terni, Orvieto e Montefalco, con quest’ultimo che prevede la consegna parziale e anticipata delle aree per garantire il rispetto dei target); in un caso, vale a dire Umbertide, è previsto lo sforamento del target, con l’attivazione di un intervento in overbooking, quello di Marsciano".

Il ricorso all’overbooking, già adottato anche per le Case della comunità, si conferma uno degli strumenti operativi utilizzati per compensare eventuali ritardi e garantire comunque il raggiungimento complessivo degli obiettivi.

Edilizia sanitaria e pronto soccorso

Un ulteriore asse di intervento riguarda il potenziamento delle strutture ospedaliere esistenti, con particolare attenzione ai pronto soccorso e ai reparti ad alta intensità.

"Sul fronte dell’edilizia sanitaria - prosegue Lisci - sono in dirittura d’arrivo gli interventi previsti sugli ospedali di Terni e Orvieto per un totale di 8,6 milioni di euro. Per quanto riguarda i posti letto di terapia intensiva, ne risultano collaudati 13 su 58 previsti, mentre per quelli di semi-intensiva 14 su 62. Per tutti i restanti, si è in linea con la scadenza prevista per il 31 maggio, al pari dei lavori in corso sui pronto soccorsi di 6 ospedali (Branca, Città di Castello, Orvieto, Spoleto, Perugia e Terni)".

Tecnologie e grandi apparecchiature

Oltre alle infrastrutture, il Pnrr investe in modo significativo anche sull’innovazione tecnologica e sull’ammodernamento delle dotazioni sanitarie.

"In merito alle grandi apparecchiature sanitarie, è stata dichiarata l’operatività di 43 di esse, che rappresentavano il target minimo, mentre sono in fase di conclusione le attività necessarie per rendere operative, entro il 30 giugno, altre 4 grandi apparecchiature acquistate, il tutto per un finanziamento totale di quasi 16 milioni di euro".

Un piano da 151 progetti tra innovazione e servizi

Il quadro complessivo della Missione 6: Salute in Umbria restituisce la dimensione di un piano articolato e trasversale, che va ben oltre la sola edilizia sanitaria.

"Sono molto soddisfatto - conclude Lisci - per il raggiungimento quasi completo dei target previsti dal Pnrr, con molti interventi completati e gli ultimi in dirittura d’arrivo. Ricordo che la Missione 6 finanzia ben 151 progetti per un totale di 235 milioni di euro, tra edilizia sanitaria, macchinari, interventi su ospedali, formazione, telemedicina, fascicolo sanitario elettronico e digitalizzazione. Voglio ringraziare gli uffici della Regione preposti, e in particolare quelli dell’assessorato al Pnrr guidato da Simona Meloni, per il grande lavoro svolto. In Commissione continueremo a monitorare le criticità esistenti, compresi gli interventi che verranno completati comunque fuori dal target del Pnrr, e la piena operatività delle strutture finanziate".

Monitoraggio e prospettive

La fase attuale resta cruciale per il completamento degli interventi e la messa a regime delle strutture e dei servizi finanziati. Il monitoraggio costante, come ribadito in Commissione, rappresenta uno strumento essenziale per garantire non solo il rispetto dei tempi, ma anche l’effettiva funzionalità delle opere realizzate.

In questo contesto, l’Umbria si colloca in una posizione di sostanziale allineamento rispetto agli obiettivi nazionali, pur con alcune criticità fisiologiche legate alla complessità dei cantieri e alla necessità di coordinare interventi diffusi su tutto il territorio. 

Un percorso che, nelle intenzioni delle istituzioni regionali, dovrà tradursi in un rafforzamento strutturale del sistema sanitario, con benefici concreti in termini di accessibilità, qualità delle cure e innovazione dei servizi.

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Francesco Mastrodicasa
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