23 Aug, 2026 - 11:35

Piano Strade e clima a Terni (3): Batini attacca le opposizioni e blinda il piano, il M5S rilancia i temi del climate change

Piano Strade e clima a Terni (3): Batini attacca le opposizioni e blinda il piano, il M5S rilancia i temi del climate change

In questa terza puntata della nostra inchiesta sul dibattito aperto dal nuovo piano strade da 30 milioni della giunta guidata da Stefano Bandecchi e dal recente intervento del capogruppo di Fratelli d’Italia, Roberto Pastura, orientato a vincolare le riqualificazioni alla lotta contro il cambiamento climatico, la maggioranza alza bruscamente i toni. A rompere gli indugi è Claudio Batini, consigliere comunale e presidente dell’associazione “Amici di Bandecchi”, che bolla i tentativi di convergenza tra destre e sinistre come una manovra puramente ostruzionistica: “Terni non è un palcoscenico per inconcludenti: l’opposizione impari a costruire o si faccia da parte”. Sul fronte opposto, il Movimento 5 Stelle coglie l’assist di FdI e prepara un atto di indirizzo unitario per trasformare le colate di bitume in un piano strutturale di adattamento climatico, mentre i dati ambientali certificano una conca cittadina ormai al limite della sopportazione termica.

Lo scontro politico a Palazzo Spada: l’affondo di Batini contro l’inedito asse tra Fratelli d'Italia e le opposizioni

L'intervento di Claudio Batini interviene a gamba tesa su un confronto che, nelle ultime settimane, aveva visto convergere sensibilità eterogenee attorno a temi quali la depavimentazione, il contrasto all'isola di calore e la pianificazione di un nuovo piano regolatore del verde. Per l'esponente della maggioranza di Alternativa Popolare, il tentativo di emendare il piano strade con correttivi ecologici rappresenta soltanto “il no a prescindere contro chi governa e produce risultati concreti”.

Batini accusa Fratelli d’Italia, Partito Democratico e Movimento 5 Stelle di essersi ritrovati in un'inedita sintonia per intestarsi meriti su risorse reperite dall'attuale esecutivo: “Fa quasi tenerezza vedere l’opposizione ternana ritrovare improvvisamente una commovente sintonia pur di mettere il cappello sui 30 milioni di euro messi in campo dal sindaco Stefano Bandecchi. Dopo due anni passati a piazzare veti e fare ostruzionismo contro chi lavora giorno e notte per la viabilità comunale, oggi scoprono le lezioni su corridoi d’ombra e rain garden. Cari burloni, i 30 milioni sono il frutto del lavoro di questa maggioranza: risparmiatevi le supercazzole ambientaliste da salotto per coprire la vostra inconsistenza. Voi parlate di buche, noi stendiamo l’asfalto con i fatti”.

Il consigliere traccia quindi un quadro storico per liquidare l'eredità degli schieramenti rivali: “Veniamo dal fallimento di una compagine politica di destra che, esaurita l’esperienza personale di Gianfranco Ciaurro, ha dimostrato tutta la propria inconsistenza; siamo poi passati per l’esperienza cannibalistica di una sinistra che ha spolpato il territorio per decenni, fino a subire cinque anni di un governo cittadino rimasto seduto sulle macerie altrui, occupato solo in rimpasti e giochi di poltrone”. Rivolgendosi direttamente al capogruppo meloniano Roberto Pastura, Batini puntualizza: “Pensare di raccattare consenso accodandosi a una sinistra fallimentare significa condannarsi all’irrilevanza e riportare Terni nel fango. Chi vuole davvero il bene del territorio trova convergenze con chi oggi lavora e decide con determinazione come Stefano Bandecchi”.

Dalle corsie d’ombra alle fermate roventi: la proposta del Movimento 5 Stelle per un piano di adattamento climatico

La replica del Movimento 5 Stelle, coordinato a livello provinciale da Daniele Pica, sposta l'asse della discussione dal piano dello scontro verbale a quello della programmazione tecnica. I pentastellati hanno formalizzato l'intenzione di presentare in aula un atto trasversale che riprenda i punti di contatto sollevati da Roberto Pastura, puntando a istituire un tavolo permanente sull’adattamento climatico che riunisca Comune di Terni, Regione Umbria, ARPA, Provincia, ordini professionali, università e parti sociali.

Secondo il gruppo territoriale grillino, la destinazione dei 30 milioni di euro non può esaurirsi in una mera riasfaltatura identica all'esistente: “Rifare le strade esattamente come erano significherebbe congelare per altri venti o trent’anni un modello urbano pensato per un clima che non esiste più. Cogliamo con favore quanto proposto dal capogruppo di FdI Roberto Pastura: non limitarsi a rimettere asfalto dove c’è già oggi, ma utilizzare questa enorme mole di investimenti per ripensare una parte della città alla luce dei cambiamenti climatici”.

La compagine ricorda il lavoro tracciato a livello regionale da Thomas De Luca, che già nel maggio 2023 sollecitava l'adozione di un piano regionale e che, nel suo successivo ruolo istituzionale in materia ambientale, aveva formalmente inquadrato la conca ternana quale hotspot climatico prioritario dell’Umbria, indicando deimpermeabilizzazioni e piantumazioni strategiche come presidi di sicurezza pubblica. “Non ci interessa piantare mille alberi per poter dire di averne piantati mille”, evidenzia Daniele Pica, “ci interessa sapere quanti saranno vivi tra dieci anni, quanta ombra produrranno, quanto contribuiranno ad abbassare le temperature e quanta acqua riusciranno a trattenere. Sull’ambiente di Terni non devono esistere divisioni ideologiche. Raccogliamo la disponibilità dimostrata da Fratelli d’Italia e la sfidiamo a trasformarsi in un impegno amministrativo, estendendo la proposta alla maggioranza che sostiene Bandecchi”.

L’emergenza termica nella Conca tra asfalto a 54 gradi e la riprogettazione della rete viaria

A fare da sfondo alla contesa politica intervengono gli indicatori statistici e ambientali raccolti sul territorio. I parametri dell’Indice del Clima del Sole 24 Ore posizionano il capoluogo umbro nei gradini più critici a livello nazionale sul fronte delle ondate di calore: 30 ondate estreme annue, 47 giorni con picchi pari o superiori a 35 gradi, 72 notti tropicali e un innalzamento della temperatura media annua calcolato in 3 gradi.

L’impatto dell’irraggiamento sulle superfici viarie emerge con evidenza dai monitoraggi condotti sul campo da Legambiente: lungo le direttrici urbane, in prossimità delle fermate dei mezzi pubblici prive di schermatura, il termometro sulle superfici asfaltate raggiunge 54 gradi centigradi, a fronte dei 31 gradi registrati nelle aree protette da alberature mature.

La richiesta avanzata dalle forze di minoranza verte sull'introduzione di criteri prestazionali nell'appalto da 30 milioni: posa di asfalti drenanti e fotocatalitici a basso accumulo termico, realizzazione di canali drenanti, creazione di fasce alberate lungo le arterie principali e schermature vegetali nei nodi sensibili come l'ospedale Santa Maria, i plessi scolastici e i punti di attesa del trasporto pubblico locale. La convocazione della prossima assemblea cittadina a Palazzo Spada segnerà lo spartiacque tra due modelli amministrativi: la continuità pragmatica rivendicata da Stefano Bandecchi per il ripristino immediato della sede stradale e il tentativo delle opposizioni di vincolare i cantieri a un modello strutturale di resilienza climatica.

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Federico Zacaglioni
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