12 May, 2026 - 10:26

Perugia, torna il servizio notturno GiMo: "Più sicurezza e meno auto" per studenti e cittadini nelle ore serali

Perugia, torna il servizio notturno GiMo: "Più sicurezza e meno auto" per studenti e cittadini nelle ore serali

Una ripartenza accolta come un piccolo evento simbolico, che intreccia mobilità urbana, sicurezza e diritto a vivere la città anche nelle ore notturne. Dopo dieci anni di stop torna a Perugia GiMo - Giovani in Mobilità, il servizio di trasporto notturno fortemente richiesto dalla comunità studentesca e sostenuto dal Comune di Perugia insieme ad Adisu.

La prima corsa, partita nella serata di lunedì 11 maggio dalla fermata del Pincetto, è stata salutata da studenti, associazioni universitarie e dalla sindaca Vittoria Ferdinandi, salita a bordo come prima passeggera di un servizio che per molti segna il ritorno di una città più accessibile e inclusiva. L’atmosfera, davanti alla stazione del minimetrò, aveva il sapore delle occasioni attese a lungo. Tra applausi, fotografie e saluti, il primo bus notturno ha riportato in funzione un collegamento che mancava dal tessuto urbano cittadino da un decennio e che oggi torna con una nuova impostazione, pensata non soltanto per gli studenti universitari ma per tutti coloro che vivono Perugia nelle ore serali.

Il ritorno di un servizio simbolico per la città

GiMo rappresenta uno dei progetti più rivendicati negli ultimi anni dalle associazioni studentesche e universitarie del territorio. Il servizio era stato soppresso circa dieci anni fa, lasciando scoperta una fascia oraria particolarmente delicata per chi si muove senza automobile o rientra a casa nelle ore notturne.

La nuova versione del progetto nasce dalla collaborazione tra Comune di Perugia, Adisu, le associazioni Altrascuola - Rete degli studenti medi, Sinistra Universitaria - Udu Perugia e il circolo Arci Il Porco Rosso, che hanno sostenuto e promosso la riattivazione del servizio come strumento di mobilità pubblica, sicurezza e sostenibilità.

L’iniziativa prevede quattro corse notturne tra il centro storico e le periferie cittadine, operative dal lunedì al sabato, nella fascia oraria compresa tra le 22 e le 5 del mattino. Il costo del servizio resta equiparato a quello del trasporto ordinario ed è già incluso negli abbonamenti scolastici, universitari e regolari.

Una scelta che punta a rendere il servizio facilmente accessibile e integrato nella rete urbana esistente, senza costi aggiuntivi per gli utenti abituali del trasporto pubblico.

Mobilità, sicurezza e socialità urbana

Il ritorno del bus notturno viene letto dai promotori come una misura che va oltre il semplice trasporto. GiMo viene infatti considerato uno strumento capace di incidere sulla qualità della vita urbana, sulla sicurezza personale e sulla possibilità di vivere gli spazi cittadini senza dipendere dall’auto privata. A ribadirlo è stata Nicoletta Schembari di Udu Perugia, tra le realtà che hanno sostenuto il progetto fin dall’inizio.

"Gimo non è solo per i giovani che si vogliono divertire - ha dichiarato Nicoletta Schembari - ma è per chi vuole andare a casa in sicurezza e non da sola a piedi. Per chi non vuole prendere la macchina e impazzire per i parcheggi. È per studenti e studentesse, lavoratori e lavoratrici, cittadini e cittadine"Parole che sintetizzano il senso più profondo dell’iniziativa: non un servizio limitato alla movida, ma un presidio di mobilità pubblica e sicurezza urbana rivolto all’intera comunità.

Sulla stessa linea anche Orsola Basile del circolo Arci Il Porco Rosso, che ha evidenziato il valore sociale e ambientale del progetto. "Gimo è un servizio per tornare a vivere il centro, per tutelare l’ambiente, per tornare ad accogliere e collegare i quartieri". Una visione che lega il trasporto pubblico notturno alla possibilità di restituire centralità agli spazi urbani, ridurre il traffico privato e rafforzare il legame tra centro storico e aree periferiche.

La prima corsa con la sindaca Ferdinandi

La presenza della sindaca Vittoria Ferdinandi alla partenza del primo bus ha avuto un valore fortemente simbolico. La prima cittadina ha voluto partecipare personalmente al viaggio inaugurale, condividendo con studenti e associazioni un momento percepito come il risultato di una lunga mobilitazione dal basso.

La scena del Pincetto ha restituito l’immagine di una città che prova a riappropriarsi dei propri spazi serali e notturni attraverso servizi pubblici pensati per le esigenze reali delle persone. Oltre alla sindaca erano presenti anche consiglieri comunali e regionali di maggioranza, in una serata che ha assunto inevitabilmente anche un significato politico e amministrativo: il ritorno di GiMo viene infatti letto come una delle prime risposte concrete alle richieste avanzate negli anni dal mondo universitario e giovanile.

Un primo passo verso una nuova idea di mobilità

La ripartenza del servizio viene letta dai promotori come un primo passo verso una riorganizzazione più ampia della mobilità urbana serale e notturna. L’obiettivo dichiarato è quello di consolidare il progetto e renderlo sempre più strutturale, trasformandolo in un servizio stabile e riconoscibile per cittadini, studenti e lavoratori.

La prima corsa partita dal Pincetto ha così assunto un valore che va oltre la semplice inaugurazione: il ritorno di GiMo racconta il tentativo di costruire una città più connessa, più sostenibile e più sicura, dove il diritto alla mobilità diventa parte integrante del diritto a vivere pienamente lo spazio urbano.

AUTORE
foto autore
Francesco Mastrodicasa
condividi sui social
condividi su facebook condividi su x condividi su linkedin condividi su whatsapp
ARTICOLI RECENTI
LEGGI ANCHE