19 Mar, 2026 - 11:10

Perugia, l'incubo di una studentessa perseguitata. Stalker finisce in carcere

Perugia, l'incubo di una studentessa perseguitata. Stalker finisce in carcere

È finito in carcere un 56enne marocchino accusato di atti persecutori nei confronti di una studentessa universitaria 24enne, di origini ucraine. Una storia che è andata avanti per almeno un mese, durante il quale l'uomo ha pedinato e tentato di approcciare in tutti i modi la ragazza, nonostante lei avesse opposto un netto rifiuto. Attenzioni indesiderate e moleste che lui non si è fatto scrupoli a mettere in atto neanche durante la notte appostandosi nei pressi della sua abitazione.

Le dà il tormento per un mese, alla fine viene arrestato

Lo stalker è stato arrestato in flagranza di reato dai Carabinieri della Stazione di Perugia Fortebraccio: l'uomo è stato fermato dai militari proprio mentre pedinava nuovamente la vittima vicino casa sua

Quanto riferito dalla studentessa traccia i contorni di un quadro inquietante. Nel corso dell’ultimo mese il 56enne, pur non conoscendola e in assenza di qualsiasi rapporto o pregressa relazione con la stessa, avrebbe posto in essere reiterate condotte moleste e persecutorie. 

Approcci continui e insistenti tentativi di corteggiamento a cui lei si era sempre opposta. In particolare, con frequenza praticamente quotidiana e anche in orario notturno, l'avrebbe pedinata e appostandosi sia nei pressi della sua abitazione che nei luoghi da lei abitualmente frequentati, al fine di intercettarla e parlarle.

L'incubo di una studentessa costretta a fare i conti con la paura ogni giorno

Lo stalking è un reato estremamente pervasivo e anche in questo caso, la vittima è stata costretta a modificare le proprie abitudini di vita, provando a schivare i tormenti che l'uomo aveva preso ad infliggerle. Ogni giorno lei ha dovuto fare i conti con un perdurante stato d’ansia e un fondato timore per la propria incolumità. Una vita che non era più vita e così si è rivolta alle forze dell'ordine.

I Carabinieri si sono messi subito sulle tracce dello stalker che sono riusciti ad intercettare nel giro di poco nel corso di uno dei suoi appostamenti. Per lui, come disposto dal magistrato di turno, si sono ora spalancate le porte della Casa Circondariale di Capanne. Il Giudice del Tribunale di Perugia ha convalidato l’arresto, applicando all’interessato la misura della custodia cautelare in carcere. Al 56enne è contestato il reato di atti persecutori.

Come si configura il reato di stalking. Importante riconoscere i primi segnali

Lo stalking è uno dei reati che purtroppo con una certa frequenza trovano spazio nelle cronache. Si tratta di un fatto odioso, una delle forme più insidiose di violenza contro la persona che determina ripercussioni pesanti in chi lo subisce. Introdotto in Italia nel 2009 riconoscendo la necessità di una tutela specifica per le vittime, è disciplinato dall'articolo 612 bis del Codice Penale. Il termine deriva dal linguaggio venatorio inglese dove "to stalk" significa letteralmente "appostarsi". La pena prevista nei casi più gravi può arrivare fino a cinque anni di reclusione, con aggravanti nel caso in cui il reato sia commesso da un partner o ex partner oppure contro minori o persone particolarmente vulnerabili. 

Lo stalking si configura quando qualcuno in modo reiterato, minaccia o molesta una persona, ingenerando nella stessa ansia e timore e costringendola a cambiare abitudini di vita. Appostamenti, messaggi molesti, telefonate insistenti, controlli di vario tipo, pedinamenti fin sotto casa o sul luogo di lavoro e minacce sono le azioni tipiche che integrano una vera e propria persecuzione.  

Se le relazioni sentimentali sono le scenario dove più spesso si verificano gli atti persecutori, di solito posti in essere da uno dei due partner o ex tale, non mancano i casi, proprio come dimostra quello della studentessa di Perugia, con soggetti che prendono a perseguitare chi neanche conoscono.

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Sara Costanzi
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